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In una lettera aperta indirizzata ai leader mussulmani nel mondo, le figlie di Mir Hossein Mousavi e Zahra Rahnavard – Kokab, Zahara e Narges Mousavi – hanno denunciato che il regime iraniano “spera e pianifica” una “graduale morte” dei loro genitori e dell’altro leader dell’opposizione Mehdi Karroubi.

Secondo quanto denunciato nella lettera , la sola concessione che il regime fa a Mousavi e Rahnavard, e’ quello di permettere loro un incontro settimanale con le loro figlie, nella casa di Teheran.

Recentemente, un gruppo di attivisti e parlamentari riformisti, ha chiesto il rilascio di Mehdi Karroubi, altro leader dell’Onda Verde. Nell’agosto scorso, Karroubi aveva dichiarato lo sciopero della fame, protestando contro la presenza costante degli agenti dell’intelligence iraniana, fuori dalla sua residenza. Uno sciopero della fame che e’ costato a Karroubi, 79 anni, anche il ricovero in ospedale.

Ieri, infine, le forze di sicurezza iraniane hanno circondato anche l’abitazione dell’Ayatollah Khatami. Nonostante il ritiro degli agenti dopo alcune ore, questa mossa potrebbe indicare il prossimo confino agli arresti domiciliari, anche per l’ex Presidente riformista.

Ricordiamo che Mousavi, Rahnavard e Karroubi, sono agli arresti domiciliari dal Febraio 2011, senza aver subito alcun processo e senza neanche aver ricevuto delle accuse formali. Nel 2013, la fine degli arresti domiciliari dei tre leader dell’opposizione, era stata anche parte delle promesse elettorali di Hassan Rouhani.

Purtroppo sono rimaste delle mere promesse…

Mousavi

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani, ha tenuto la sua prima conferenza stampa, dopo la rielezione a Presidente della Repubblica Islamica. Quanto detto in questa occasione, risulta essere molto interessante per capire quanto accadrà nel secondo mandato di Rouhani (Iran Human Rights).

In questa conferenza stampa, Hassan Rouhani si e’ messo in piena linea, quasi su tutto, con le posizioni della Guida Suprema Ali Khamenei. Non solo ha elogiato pienamente il sistema, in primis i Pasdaran e i Basij, ma ha anche ribadito la centralità del cosiddetto “asse della resistenza”, sottolineando non solo l’impegno iraniano in Siria e Yemen, ma anche la solidarietà al Venezuela di Maduro (proprio mentre quest’ultimo reprime le proteste di piazza, cosi come l’Iran represse quelle dell’Onda Verde).

Proprio sull’Onda Verde, il Presidente iraniano fa il capovolgimento più importante: se durante la campagna elettorale del 2013 Hassan Rouhani si era impegnato a far terminare gli arresti domiciliari dei leader della protesta del 2009,  Mehdi Karroubi, Mir Hosseini Mousavi e Zahra Rahnavard, durante la conferenza stampa si e’ pienamente rimangiato la sua promessa. 

Ricordiamo che Karroubi, Mousavi e sua moglie Rahnavard, sono costretti agli arresti domiciliari dal 2011 (e al completo isolamento dall’esterno), senza neanche aver mai subito un processo regola e delle accuse formali. Per questo, nel 2013, l’impegno di Rouhani aveva almeno fatto sperare che i tre potessero avere la possibilità di difendersi pubblicamente, come garantito dallo stesso sistema iraniano. Cosi non e’ stato.

In conferenza stampa quindi, rispondendo ad una precisa domanda, Rouhani ha dichiarato che “l’esecutivo, il legislativo e il sistema giudiziario, hanno ognuno le proprie responsabilità e ci muoveremo secondo la Costituzione”. Di fatto, il neo rieletto Presidente iraniano, ha comunicato a Khamenei che non ha alcuna intenzione di premere per garantire i diritti dei tre leader dell’Onda Verde.

L’abbandono dei leader dell’Onda Verde al loro destino, non lascia certo presagire un miglioramento dello stato dei diritti umani in Iran, nei prossimi quattro anni.

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Ieri la grande marcia di Parigi. Buona parte dei leader mondiali uniti nella lotta al terrorismo, in nome della libertà di pensiero e di espressione. Una libertà che, senza dubbio, il regime iraniano non può rappresentare. Ciò vale, a maggior ragione, per la notizia che ci arriva in queste ore da Teheran: un parlamentare iraniano è stato aggredito e minacciato di morte per aver invocato la fine degli arresti contro i leader dell’opposizione Mir Hossein Mousavi, Mehdi Karroubi e Zahra Rahnavard.

Il Parlamentare brutalmente attaccato si chiama Ali Motahari e, per la cronaca, fa parte dello schieramente conservatore. Nonostante tutto, dalle repressioni del 2009 e gli arresti – decisi seza processo alcuno – contro i leader dell’opposizione, Motahari ha chiesto la fine della prigionia di Mousavi, Karroubi e Rahnavard e l’organizzazione di un processo equo per tutti loro. La sua richiesta è rimasta sempre inascoltata. Vogliamo ricordare che Mousavi, Karroubi e Zahra Rahnavard sono in isolamento dal 2011, con l’accusa di “sedizione”, come leader del Movimento dell’Onda Verde, nato per protestare contro l’illegale rielezione di Ahmadinejad a Presidente nel 2009.

Nell’audio che vi riveliamo in esclusiva, si sente la voce del deputato Motahari mentre denuncia l’illegale detenzione dei leader dell’Onda Verde. Come si sente chiaramente, la reazione dei degli altri deputati iraniani è veeemente. Forte e chiaro si possono udire le urla degli altri deputati contro Motahari. Secondo quanto riportato dai media, Motahari è stato quasi aggredito fisicamente e contro di lui è stato gridato “Marg Bar Motahari”, ovvero “a morte Motahari”. Invece di difendere l’aggredito, il Presidente dell’aula – il vice di Ali Larijani, il deputato Mohammad Hasan Abutorabi Fard – ha reagito accusato Motahari di aver pronunciato un discorso “inappropiato” e ha decisio di chiudere la seduta per 15 minuti.

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