Posts contrassegnato dai tag ‘Yemen’

iran

Il quattro aprile scorso Pars Today, agenzia di stampa ufficiale del regime iraniano, ha pubblicato una vergognosa, l’ennesima, vignetta piena di odio.

Stavolta, l’agenzia iraniana – che ha anche una pagina in italiano – ha pubblicato una vignetta in cui si vede un uomo dal naso adunco con la stella ebraica in testa (che rappresenterebbe Israele), mentre cavalva dei grassi arabi (che rappresenterebbero l’Arabia Saudita), mentre corrono imbufaliti verso lo Yemen.

La vignetta, oltre a voler trasferire il messaggio di Teheran sulla guerra in Yemen – un conflitto saudita ordinato dal “nemico sionista” – perpetua la stessa tipoligia di caricatura dell’ebreo, tipica dei peggiori regimi del passato, in particolare di quello nazista.

Permettere che questi messaggi di odio vengano liberamente diffusi in lingua italiana, è sicuramente inaccettabile, soprattutto per un Paese come l’Italia, che nasce dalla guerra al fascismo e dal rigetto delle leggi razziali. Sarebbe ora che le autorità nazionali, prendessero una dura decisione contro simili “agenzie di stampa”, oscurando queste voci di mera propaganda, disinformazioe e odio!

vignette

Annunci

Khamenei

L’occupazione del Medioriente da parte dei Pasdaran e dei gruppi paramilitari sciiti sparsi nella regione, continuerà senza freno. A fare questa affermazione e’ stato Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana, durante un incontro con dei religiosi avvenuto a Teheran.

In quella occasione, Khamenei ha detto che non ci sono spazi di negoziazione con l’Occidente, relativamente al ruolo dell’Iran nella regione, sostenendo che l’entità di questo ruolo, non e’ certo un “business” degli Stati Uniti.

In realtà, stavolta, più che agli americani, Khamenei stava parlando all’Europa e in particolare al gruppo E4 – Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia – impegnati a negoziare con Teheran una limitazione del programma missilistico e della presenza iraniana in Medioriente. Il primo incontro del gruppo E4 e’ stato a Monaco, durante la conferenza per la sicurezza (a cui ha partecipato anche Zarif) e il tema trattato e’ stato il ruolo del regime iraniano in Yemen.

Come noto, il gruppo E4 nasce dopo la “decertification” dell’accordo nucleare, voluta dal Presidente Trump qualche mese addietro. Rimandando l’accordo al Congresso, Trump affermo’ che la salvezza del JCPOA era nelle mani degli Europei e che sarebbe spettato a loro il compito di garantire che Teheran la smettesse di sfruttare l’accordo per aumentare il suo potere regionale.

Ovviamente, le parole di Khamenei, sono anche un attacco indiretto alla fazione di Rouhani. Il Presidente iraniano, infatti, nega ogni possibile trattativa ufficialmente, ma sa bene che se l’accordo fallisse, l’economia iraniana crollerebbe a picco, nonostante le garanzie statali in euro per investire in Iran, appena approvate da Paesi come l’Italia. Khamenei, al contrario, e’ il teorico della “jihad economica”, quella che dietro lo slogan dell’autosufficienza, ha garantito miliardi di introiti ai Pasdaran e ai clerici.

Infographic_IranExpendituresv05

Fonte: Foundation Defense Democracies

Il think tank americano Foundation for Defense Democracies (FDD), ha pubblicato un interessante articolo di David Adesnik, sul dove, come e quanto il regime iraniano spende, per finanziare l’espansione del khomeinismo a livello internazionale, ovvero per finanziare il terrorismo internazionale.

Secondo quanto riporta l’FDD, il regime iraniano spende:

  • tra i 15 e i 20 miliardi di dollari l’anno per sostenere il regime di Assad in Siria. A questa spesa va aggiunta una linea di credito di 1 miliardo di dollari concessa nel 2017, da sommarsi a ai 5,6 miliardi di dollari di linee di credito concesse da Teheran negli anni precedenti. Il costo maggiore, ovviamente, e’ quello relativo al mantenimento delle milizie sciite in Siria (almeno 20,000 uomini). A questi costi, va aggiunto, non sono inclusi i rifornimenti concessi, praticamente gratis, da Teheran per petrolio e gas;
  • almeno 1 miliardo di dollari e’ stato speso ogni anno, sin dal 2014, per mantenere le milizie sciite in Iraq. Dopo la fine del controllo territoriale di Isis, sembra che Teheran ridurrà il sostegno, riducendo anche il numero di miliziani sciiti nel Paese (molti si tramuteranno in forze di riserva), portando il finanziamento annuale a circa 150 milioni di dollari l’anno;
  • circa 700-800 milioni di dollari l’anno per sostenere Hezbollah in Libano;
  • 100 milioni di dollari per finanziare i gruppi terroristi palestinesi di Hamas e la Jihad Islamica Palestinese. Va anche detto che, una fonte diplomatica, ha parlato alla Reuters di un sostegno di 250 milioni di dollari annui da parte di Teheran a Hamas;
  • alcuni milioni di dollari, decine sembra, vengono dirottati dall’Iran per sostenere i ribelli Houthi in Yemen. Un sostegno che include anche il trasferimento di missili balistici, per colpire le città saudite.

A questi miliardi, vanno aggiunti i soldi che il Governo iraniano fornisce annualmente ai Pasdaran, ovvero a coloro che materialmente, controllano, ideologizzano e addestrano, le milizie sciite nel mondo. Sotto questo profilo, la trasparenza e’ relativa: ufficialmente, infatti, le Guardie Rivoluzionarie hanno un budget annuo di 8,2 miliardi di dollari.

E’ pero’ una stima relativa, non solo perché lo stesso Governo concede più fondi ai Pasdaran, ma anche perché le Guardie Rivoluzionarie controllano buona parte dell’economia iraniana, compresa quella sommersa. Miliardi di dollari che, ovviamente, non e’ possibile quantificare precisamente.

In poche parole, secondo le stime dell’FDD, il regime iraniano spende 16 miliardi di dollari, solamente per sostenere l’espansione del khomeinismo a livello internazionale. Soldi tolti alla popolazione iraniana, che in buona parte vive nell’indigenza e sotto la sogna della povertà. Ecco spiegate molte delle ragioni di Iran Protests e soprattutto dello slogan “No Gaza, No Libano, la mia vita solo per l’Iran”.

 

khamenei saleh

Ali Abdullah Saleh ex Presidente dello Yemen e dal 2012 alleato dei ribelli sciiti Houthi, aveva deciso di cambiare nuovamente schieramento politico e di sostenere la strategia del Vice Re saudita Mohammed Bin Salman. Per questo, molto probabilmente, temeva per la sua vita e stava lasciando la capitale Sanaa per rifugiarsi in Arabia Saudita.

Come noto, Saleh non ha fatto in tempo ad arrivare a Riad: al contrario di quanto accaduto sette anni or sono, questa volta Saleh non e’ sopravvissuto ad un attacco di un cecchino contro il suo convoglio. Il suo corpo martoriato e’ stato quindi mostrato alle telecamere, circondato da una folla di Houthi esaltati che gridavano “morte ad Israele”.

L’uccisione di Ali Abdullah Saleh, e’ solo l’ennesimo atto criminale compiuto per ordine del regime iraniano, al fine di eliminare fisicamente un politico inviso, o diventato sgradito a Teheran. E’ stato cosi con Rafiq Hariri in Libano e, se considerato necessario dai Pasdaran, potrebbe essere la sorte anche di alcuni rappresentanti sciiti iracheni che non si conformano al volere della Repubblica Islamica.

In questa ottica, con preoccupazione devono essere lette le parole di Ali Shamkhani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell’Iran. Shamkhani, incontrando il Vice speaker del Parlamento iracheno Hammam Hamoudi, si e’ scagliato contro coloro che in Iraq vogliono sciogliere la Forza di Mobilitazione Popolare, ovvero l’ombrello di milizie sciite che prendono ordini diretti dal generale iraniano Qassem Soleimani. Tra coloro che vorrebbero sciogliere la FMP c’e’ Moqtada al-Sadr e, in parte, lo stesso premier iracheno Haider al-Abadi.

La morte di Ali Abdullah Saleh, quindi, rappresenta un messaggio che Teheran lancia anche a questi leader sciiti: “o fate come diciamo noi, o saltate in aria”. Un puro atto mafioso, nel pieno stile del regime iraniano…

 

leaders

Il video che vi mostriamo qui di seguito, riprende il momento del lancio di due missili dallo Yemen verso l’Arabia Saudita. Missili lanciati dai ribelli Houthi e che hanno colpito la capitale saudita Riyad. Questo attacco, se ancora ce ne fosse stato bisogno, dimostra come gli Houthi – per quanto non direttamente sciiti doudecimani – sono praticamente ormai una milizia armata in mano al regime iraniano.

In primis, fattore meramente di contorno, durante il video si sentono gli autori dell’attacco gridare slogan contro gli Stati Uniti, contro Israele e contro gli ebrei, slogan tipici delle manifestazioni di piazza iraniane, ovviamente in seguito alla rivoluzione jihadista del 1979. Questo aspetto degli slogan, ovviamente, evidenza una comunanza ideologica fra Teheran e gli Houthi: una comunanza non solo nello sciismo, ma anche e soprattutto nel khomeinismo.

C’è però un secondo fattore, più importante e riguarda i missili che sono stati lanciati verso la capitale saudita: si è trattato di missili “Volcano 2”, dei missili a corto raggio di tipo “Scud”, secondo la classificazione NATO. In teoria si tratta di missili di fabbricazione russa, in russo noti come “Borkan 2”. Nello Yemen, però, questi missili ce li hanno portati i Pasdaran iraniani. Cosi come li hanno portati in Siria sin dal 2013, fornendoli in primis al gruppo terrorista libanese di Hezbollah (Brown Moses Blog, Brown Moses Blog). Nel 2015, quindi, in Siria ne è apparsa anche una versione più avanzata, fotografata per la prima volta ad Idlib, durante un attacco dell’esercito lealista (Syria Direct).

Per la precisione, come il video dell’agenzia iraniana Mehr News dimostra, l’attacco è stato diretto verso i civili, al contrario di quanto sostengo gli stessi Houthi.

michael-flynn-iranedited

Finalmente! Se sul bando di Trump all’immigrazione di cittadini da sette Paesi del mondo mussulmano si può ampiamente discutere, sulla reazione della neo Amministrazione americana alle nuove minacce iraniane, si deve solo applaudire. Dopo anni di debolezza e vergognoso lassismo da parte dell’ex Presidente Obama, la Casa Bianca ha mandato a Teheran un messaggio chiaro: state giocando con il fuoco!.

In sintesi, queste le parole dette da Michale Flynn, Consigliere per la Sicurezza Nazionale, in seguito al nuovo test missilistico iraniano – in violazione della Risoluzione ONU 2231 – e dell’attacco ad una nave della marina saudita, da parte dei ribelli Houthi in Yemen, ormai praticamente totalmente asserviti ai Pasdaran e ad Hezbollah (testo ufficiale della Casa Bianca).

Nel comunicato rilasciato davanti alle telecamere, Flynn ha condannato le azioni del regime iraniano e dei suoi proxy e non ha mancato di annunciare che, con l’arrivo di Trump, è terminata la fine della passività dell’esperienza Obama. Flynn, quindi, ha aggiunto che – quanto da lui affermato – doveva essere inteso come un “avviso ufficiale” alla Repubblica Islamica!

Alle parole di Flynn hanno fatto da sponda quelle del Congresso USA che, in seguito al test missilistico iraniano, ha chiesto alla Casa Bianca di aumentare la pressione contro il regime islamista e, se necessario, di approvare nuove sanzioni (ì).

houthi-arms-pipeline

Il ruolo del regime iraniano in Yemen, a sostegno delle milizie sciite Houthi, è cosa nota, a dispetto delle continue smentite di Teheran. In questi giorni, però, arriva da Sanaa una nuova conferma, grazie alle confessioni di un ex comandante Houthi, che ha deciso di arrendersi alle forze governative.

In un video rilasciato da al-Arabiya, l’ex comandante Houthi Abu Mohammed, conferma che i ribelli sciiti in Yemen sono addestrati direttamente dai Pasdaran iraniani e dai terroristi di Hezbollah. Per la cronaca, Abu Mohammed era il responsabile dell’apparato missilistico dei ribelli Houthi e degli attacchi compiuti contro i civili nel distretto di al-Nihm.

Abu Mohammed ha anche aggiunto che, attualmente, gli addestratori iraniani e libanesi, si trovano ancora nel governatorato di Sa’ada, dove controllano direttamente dei infrastrutture militari segrete.

La confessione di Abu Mohammed, arriva appena un mese dopo che il “Conflict Armament Research“, think tank inglese, ha constatato che le armi sequestrate su navi iraniane dalla marina australiana e francese nel Mar Arabico, sono simili a quelle catturate ai ribelli Houthi in Yemen. Grazie a questi sequestri, è stato dimostrato che il regime iraniano usa i porti della Somalia per inviare missile, lanciarazzi e altre armi leggere agli Houthi in Yemen.

Clicca sull’immagine per vedere il video di al-Arabiya (in arabo)

hezbollah-houthi