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velo iran

La scorsa abbiamo mostrato un video in cui era possibile vedere una ragazza iraniana che, mentre protestava in piedi su una cabina elettrica contro il velo obbligatorio, veniva aggredita da un poliziotto e scaraventata a terra.

Quando abbiamo pubblicato quel video, ancora non avevamo molte notizie sulla ragazza, compresa la sua identità. Purtroppo, la storia non e’ terminata al brutto video che abbiamo mostrato.

La ragazza, dopo l’aggressione, e’ caduta a terra e si e’ rotta un ginocchio. Senza alcuna pietà, le forze di sicurezza prima di portarla in ospedale, l’hanno arrestata. Dopo il suo fermo, sono uscite alcune informazioni sulla sua identità: il nome della ragazza e’  Maryam Shariatmadari, ha 32 anni, ed e’ una studentessa della Università Amir Kabir.

Dopo il fermo, Maryam e’ stata trasportata all’ospedale Vali Asr, ove le e’ stata diagnosticata la rottura del ginocchio e la necessita’ di subire una operazione chirurgica. Incredibilmente, Maryam ha dovuto aspettare ore per essere operata perché, gli agenti che la controllavano, hanno ricevuto una chiamata con l’ordine di andare ad interrompere una “festa mista” nella capitale (ovvero una festa tra uomini e donne insieme).

Dopo l’intervento, a Maryam sono state negate le necessarie cure mediche post-operatorie ed e’ stata sbattuta in cella senza alcuna pietà. Tra le altre cose, come riporta il quotidiano iraniano Shargh, anche la madre di Maryam e’ stata detenuta per venticinque ore, per aver chiesto notizie della figlia.

Rportiamo anche che, nonostante il video e le testimonianze, a Maryam e’ stato negato il diritto di denunciare il poliziotto che l’ha aggredita. Peggio, il Ministero dell’Interno iraniano ha ufficialmente preso posizione in favore dell’agente.

Ad oggi, ventinove persone sono state arrestate per aver protestato contro il velo obbligatorio. Purtroppo, di molte delle persone fermate non siamo a conoscenza dei nomi. Questi coraggiosi attivisti sono oggi in custodia presso diversi centri detentivi iraniani, spesso senza neanche aver avuto il diritto di comunicare con i loro famigliari.

 

 

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La foto che vedete in alto e’ stata pubblicata dal sito della FIGC e mostra la nazionale italiana di calcio femminile, durante un incontro amichevole in Iran. L’incontro e’ terminato con la vittoria della nazionale iraniana per 3 a 1.

Peccato che questa foto rappresenti solamente una parziale verità o, peggio, celi una vera e propria censura. Il sito della FGCI, infatti, non racconta alcune importanti notizie e soprattutto non mostra la foto delle atlete italiane in compagnia con quelle iraniane. Perché? E’ presto detto: perché se lo avesse fatto, avrebbe dovuto mostrare anche la natura oppressiva del regime iraniano.

Secondo quanto denuncia la pagina Facebook My Stealthy Freedom, infatti, durante la partita Iran-Italia non sono stati ammessi i giornalisti allo stadio. Questo perché le ragazze italiane hanno giocato senza il velo, quindi – secondo la mentalità malata del regime – avrebbero potuto provocare una erezione ai maschi in sala.

Peggio, alla fine della partita, le atlete iraniane e italiane si sono riunite per scattare la solita foto di rito tutte insieme. Qui, arriva la vera e propria censura: il sito della FIGC non mostra la fotografia, che ritrae sia le calciatrici iraniane che quelle italiane con il velo. Il volto poco sorridente delle ragazze italiane, vale più di mille parole.

Ci chiediamo se sia possibile, da parte dei rappresentanti dello sport italiano, in primis da parte del Ministro Lotti, accettare passivamente queste imposizioni, figlie della peggiore lettura della Sharia, la legge islamica. Ci chiediamo se sia possibile farlo proprio mentre le donne iraniane lottano contro il velo obbligatorio e mentre il mondo – Italia in testa – celebra la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne!

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