Posts contrassegnato dai tag ‘Trump’

aaaguidichador

Il Presidente iraniano Rouhani ha scritto al neo Premier italiano Conte. Ufficialmente gli ha scritto per congratularsi con Giuseppe Conte, sottolineando – come di prassi – le “relazioni costruttive” esistenti tra Roma e Teheran.

La parte interessante della lettera di Rouhani a Conte arriva alla fine: quando il “moderato” Presidente iraniano si e’ sentito in dovere di auspicare che gli accordi firmati – “specialmente quello sulla linea di credito” – saranno implementati.

In pratica, mentre da un lato si congratula, Rouhani mette subito in chiaro che le buone relazioni tra i due Paesi dipendono dai soldi pubblici italiani. Soldi che, per mezzo dell’agenzia pubblica Invitalia – secondo quanto deciso dal Governo Gentiloni – dovrebbero andare ad assicurare il business italiano in Iran. Business che nessuna banca privata ha sinora voluto assicurare, cosi come la Cassa Depositi e Prestiti.

Perche’ questo rifiuto? Semplice: per paura delle nuove sanzioni americane, prevedibili da mesi e soprattutto per la realta’ iraniana, ove e’ in piedi un sistema estremamente corrotto, poco trasparente, primo al mondo per ricilaggio di denaro a fini terroristici e con oltre il 50% dell’economia controllata da Pasdaran e fondazioni religiose (che non rispettano alcun canone di due diligence).

Tutto questo, come detto, era noto da anni. Purtroppo, pero’, numerosi esponenti dei Governi precedenti – Renzi, Gentiloni, Calenda, Padoan, Del Rio, Serracchiani, Bonino e altri – hanno chiuso gli occhi davanti al pericolo iraniano, davanti alle obiezioni di istituzioni fondamentali per l’Italia come la CdP – che il nuovo Governo vorrebbe far diventare una vera e propria Banca Pubblica d’Investimento.

Un consiglio al nuovo Governo, un consiglio al Premier Conte: salvi i soldi pubblici italiani, rimetta quei fondi dedicati ad Invitalia per il business in Iran all’imprenditoria giovanile – da cui erano stati spostati – e salvi le imprese italiane dall’investire in un Paese che destabilizza il Medio Oriente, che e’ visto come un pericolo non solo da Stati Uniti e Israele, ma anche da quasi tutto il mondo arabo – Paesi nordafricani in testa – e che ha appena ammesso di avere addirittura avuto relazioni con organizzazioni come al-Qaeda.

L’Iran khomeinista – nonostante le sue potenzialita’ numeriche – non e’ una opportunita’ per nessuno. E’ solo una minaccia!

 

Annunci

AP_18159362806831-e1528472762670-640x400

Come ogni anno, l’ultimo venerdi del Ramadan, il regime iraniano ha celebrato il “Quds Day”, ufficialmente la giornata per Gerusalemme, ma in realta’ il giorno in cui il regime esprime il suo viscerale odio verso Israele, gli Stati Uniti e praticamente tutto l’Occidente. Anche quest’anno, oltre ai soliti slogan “Morte ad Israele, Morte all’America”, sono state bruciate nelle strade numerose bandiere di Paesi considerati nemici e impiccati fantocci di leader come Trump e Netanyahu.

Quest’anno, pero’, e’ successo anche qualcosa di diverso, sintomo chiaro che la pazienza verso il regime da parte della popolazione sta raggiungendo il limite. Ad Isfahan, nota citta’ iraniana, invece di gridare slogan contro i “nemici della Repubblica Islamica”, i manifestanti anno gridato slogan anti regime. In particolare, si e’ sentito forte il canto “No Gaza, No Libano, la mia vita solo per l’Iran“.

A questo eclatante gesto di protesta avvenuto ad Isfahan, vanno aggiunti quelli meno eclatanti avvenuti in altre citta’. Nella stessa Teheran, ad esempio, la nota Azadi Street, simbolo della capitale, era praticamente vuota e chi sfilava lo faceva in silenzio.

download

La Guida Suprema Ali Khamenei ha dettato le condizioni per la permanenza dell’Iran all’interno dell’accordo nucleare. Molto semplicemente, parlando davanti a rappresentanti governativi, Khamenei ha chiesto agli europei di sganciare i soldi, ovvero di impegnare le banche dei loro Paesi ad assicurare il business con Teheran, non importa quale conseguenze potra’ avere questa decisione rispetto alle prossime sanzioni americane.

Non contento, Khamenei ha anche chiesto agli europei di “proteggere” il greggio iraniano, comprando petrolio grezzo da Teheran e promettendo di non chiedere alla Repubblica Islamica di negoziare – in alcun modo – sul programma missilistico e sulle interferenze iraniane in Medioriente.

Infine, Khamenei ha chiesto agli Europei di proporre e far approvare una risoluzione ONU contro gli Stati Uniti e ha dato mandato all’Agenzia atomica iraniana AEOI, di tenersi pronti per riattivare tutte le attivita’ nucleare “in caso di necessita’”.

 

 

 

da_1449

Oltre tutte le predicazioni dei falsi analisti radical chic – quelli che addirittura propongono di esporre i contribuenti nazionali per assicurare il business con un regime clericale – valgono i fatti.

I fatti parlano chiaro: dopo la decisione di Trump di uscire dall’accordo nucleare, le compagnie europee stanno totalmente ridiscustendo i loro accordi con la Repubblica Islamica dell’Iran. Ieri, quindi, e’ arrivata la notizia piu’ eclatante: la compagnia italiana Danieli di Butto – multinazionale leader nel settore siderurgico – ha deciso di sospendere la sua commessa verso Teheran (dal valore 1,5 miliardi di euro).

Senza mezzi termini, l’AD di Danieli Alessandro Trivillin, ha chiaramente affermato che la decisione e’ diretta conseguenza del ritiro americano dal JCPOA e del fatto che, considerato il possibile prossimo ritorno delle sanzioni secondarie – quelle contro soggetti non americani che fanno affari con Teheran – “nessuna banca e’ piu’ disposta a finanziare projetti in Iran”.

Ricordiamo che recentemente gli Stati Uniti hanno approvato nuove sanzioni contro Teheran, inserendo nella lista persino il Governatore della Banca Centrale iraniana, accusato di finanziare Hezbollah e il terrorismo internazionale – per conto dei iPasdaran – attraverso una banca irachena.

Mohammad-Javad-Zarif

La domanda e’ una sola: chi e’ il vero ipocrita tra i favorevoli e i contrari all’accordo nucleare con l’Iran? Chi e’ il vero ipocrita tra il rozzo Trump e l’elegante Mogherini?

La vulgata popolare, soprattutto in Europa, e’ che gli ipocriti siano coloro che hanno sempre attaccato l’Iran Deal e chi, come il Presidente “rozzo” Trump, ha scelto di abbandonare quell’accordo.

Per chi ha sempre seguito le vicende iraniane, pero’, e’ vero il contrario. Questa affermazione, si badi bene, non e’ data dall’essere pro o contro l’attuale amministrazione americana, ma dai dati di fatto.

Per venderci l’accordo con un regime fondamentalista come quello iraniano, la Presidenza Obama ha chiuso una importantissima inchiesta internazionale sul narcotraffico di Hezbollah, creato una narrativa ad hoc per vendere al pubblico un accordo debole (come ammesso da Ben Rhodes). Anocora: dalla firma dell’accordo nel 2015, l’Occidente ha praticamente chiuso completamente gli occhi davanti agli abusi dei diritti umani commessi dal regime iraniano. In nessun accordo economico con Teheran, infatti, e’ stato mai inserita una minima precondizione riguardante il rispetto dello Stato di Diritto.

Mai, o quasi, la principale rappresentante della politica estera europea, ovvero Federica Mogherini, ha avuto il coraggio di dire una sola parola negativa verso la Repubblica Islamica. Non lo ha fatto in difesa degli attivisti per i diritti umani, non  lo ha fatto per i detenuti politici, non lo ha fatto contro l’uso della pena di morte – anche verso minori – non lo ha fatto mentre l’Iran inviava foreign fighters in Siria, non lo ha fatto mentre aumentavano le repressioni verso le donne e soprattutto non lo ha praticamente fatto durante le proteste anti-regime.

Peggio: per difendere l’Iran Deal – o meglio gli interessi economici con l’Iran – l’Occidente ha negato persino le violazioni dell’accordo nucleare da parte di Teheran. Le ha negate quando all’AIEA continuava ad essere negato l’accesso a Parchin, le ha negate quando l’AIEA denunciava la maggiore produzione di acqua pesante ad Arak, le ha negate mentre Teheran – senza ritegno alcuno – provocava il mondo con decine di test missilistici, con vettori capaci di trasportare ogive nuclari, in violazione della risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza ONU.

In poche parole, qualsiasi cosa si pensi in merito alla decisione di Trump sull’Iran Deal, la vera ipocrisia e’ quella di coloro che, per promuovere i loro interessi economici, hanno permesso la legittimazione di un regime fondamentalista, teocratico, misogino, finanziatore del terrorismo internazionale e responsabile dei peggiori abusi dei diritti umani.

Concludendo quindi, la domanda resta la stessa di prima: chi e’ davvero l’ipocrita tra i contrari e i favorevoli al JCPOA? Chi e’ il vero ipocrita tra Trump e la Mogherini?

f-iran-eu-a-20160418-870x580

L’Unione Europea ha deciso di estendere le sanzioni contro il regime iraniano, per quanto concerne gli abusi dei diritti umani. Fuori da questo quadro, pero’, all’interno della UE sembra esserci un duro scontro tra Francia e Italia.

La Francia del Presidente Macron, starebbe da tempo premendo per nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica, non solo per quanto concerne i diritti umani, ma anche altre questioni di massimo rilievo, quale il programma missilistico del regime iraniano. Un programma che, come noto, minaccia la stabilita’ dell’intera regione Mediorientale. Secondo Macron, nuove misure sanzionatorie in questa direzione, aiuterebbero anche gli Stati Uniti a rimanere all’interno dell’accordo nucleare.

Di converso, l’Italia pare aver scelto una linea opposta. Secondo quanto riporta la Reuters, Roma sarebbe contraria a sanzioni contro Teheran, ritenendo che misure simili abbiano un effetto negativo sulle opportunità di imprese europee di ottenere “lucrativi contratti” in Iran. La diplomazia italiana, quindi, ritiene anche – anche davanti a nuove sanzioni contro l’Iran – Trump decida di allontanarsi dal JCPOA.

Ricordiamo che, decertificando l’accordo nucleare e rimandandolo al Congresso, il Presidente Trump ha affermato che ora spetta agli europei convincere gli Stati Uniti della validità dell’accordo. Un impegno di cui si e’ direttamente fatto carico Macron, trovando pero’ un muro non solo da parte dell’Italia, come riportato da Reuters, ma soprattutto da parte della Mogherini.

Dopo questa decisione, e’ stato creato il cosiddetto gruppo EU4 (Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia), con l’obiettivo di affrontare l’impatto negativo dell’Iran in Medioriente. La prima riunione dell’EU4 e’ stata durante la Conferenza per la Sicurezza di Monaco e si e’ focalizzata sulla crisi in Yemen. Da qui, infatti, gli Houthi lanciano missili iraniani contro le città saudite e degli Emirati.

macron iran

Il Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qassemi, ha rigettato l’iniziativa del Presidente francese Macron, di riaprire i negoziati con Teheran sul programma missilistico del regime.

Macron, in questo periodo, e’ probabilmente il leader europeo più attivo che, dopo la decertificazione del Presidente Trump, sta cercando di salvare l’accordo nucleare. Trump, come noto, ha decertificato il JCPOA, rimandandolo al Congresso e lasciando agli europei l’incombenza di rinegoziare con il regime iraniano le questioni irrisolte (non solo il programma missilistico, ma anche il ruolo negativo del regime iraniano in Medioriente). Al fine di provare a salvare il salvabile, Macron ha anche chiesto di porre il sistema missilistico iraniano sotto sorveglianza internazionale.

Reagendo a Macron, Qassemi ha ribadito che l’Iran non accetterà alcun compromesso sul programma missilistico e nemmeno ne ridurrà lo sviluppo. Nella stessa conferenza stampa, il Portavoce del Ministero degli Esteri ha rigettato l’accusa della Germania all’Iran, di essere la vera causa della recente escalation di tensioni tra Siria e Israele.

Per completezza, riportiamo anche le reazioni di Ali Akbar Velayati – assistente per gli Affari Internazionali della Guida Suprema Ali Khamenei – che ha chiaramente affermato che, se Macron visitando l’Iran toccherà il tema del programma missilistico, riceverà una dura risposta negativa.

Infine ricordiamo che, secondo l’Allegato B della risoluzione Onu 2231 – quella che ha legittimato l’accordo nucleare di Vienna – al regime iraniano e’ proibito svolgere test missilistici, con vettori “potenzialmente capaci di trasportare una ogiva nucleare”. Secondo gli esperti e secondo i servizi americani, i missili balistici di Teheran sono in grado di trasportare un’arma atomica. Dal 2015, ad oggi, l’Iran ha svolto decine di test missilistici, in piena violazione della risoluzione Onu!