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Ieri tre poliziotti sono morti in Bahrain dopo l’espolsione di un ordigno al plastico. L’attentato, secondo quanto reso noto dalle autorità locali, è avvenuto nel villaggio di Dahi – a maggioranza sciita – a ovest della capitale Manama. Come detto, purtroppo, nell’attacco sono periti tre servitori dello Stato: due di nazionalità bahreina e uno degli Emirati Arabi Uniti, membro della missione militare inviata in Bahrain dal Consiglio di Cooperazione del Golfo. Almeno per ora, nessuno ha voluto rivendicare l’attacco (anche se 25 persone sono state già arrestate), ma la mano del regime iraniano è facilmente individuabile. L’attentato, infatti, è stato compiuto per mezzo di esplosivo al plastico C4, prodotto dalla combinazione di RDX (ovvero la ciclotrimetilentrinitroammina) in melma, con il legante plastico dissolti in un solvente. I Pasdaran, per mezzo degli agenti della Forza Quds, sono i primi responsabili dell’esportazione criminale di questo esplosivo a gruppi ribelli, organizzazioni terroriste e proxy vari, con lo scopo di colpire forze militari straniere o destabilizzare gli Stati considerati nemici.

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Ormai da diversi anni, va sottolineato, gli esperti di terrorismo hanno individuato in Teheran la fonte primaria della proliferazione di questo esplosivo in Medioriente e in altre parti del mondo. Ci sono diverse prove a testimonianza di quanto qui affermato. Solo per fare alcune brevi esempi, in ordine cronologico:

Qui sotto potrete vedere due video in merito al plastico C4 e ai suoi effetti: nel primo video, un militare americano spiega e mostra come è composto l’esplosivo al plastico C4. Nel secondo video, invece, vedrete una simulazione di una attacco con questo esplosivo, contro un autobus. Purtroppo, come suddetto, questo secondo accadimento è davvero accaduto nell’attentato suicida di Burgas nel 2012, provocando la morte di sette turisti innocenti e il ferimento di altre 32 persone.

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Anatomia del terrorismo in salsa iraniana: così potrebbero essere descrittele ultime informazioni relative al ruolo dell’Iran negli attacchi avvenuti tra il gennaio e il febbraio del 2012 contro rappresentati diplomatici israeliani in India, Thailandia, Georgia e Azerbaijan. Di questa brutta storia vi avevamo già raccontato diversi dettagli nell’articolo intitolato “Dossier: Tra nucleare e attentati, l’Iran si avvia alla sua definitiva militarizzazione“. Secondo quanto provato dalle indagini portate avanti dai servizi segreti indiani e thailandesi, quindi, Teheran ha finanziato e addestrato diverse squadre di terroristi, pronti a colpire non appena la Guida Suprema Ali Khamenei avesse dato il suo benestare. Vediamo, brevemente, alcuni nuovi dati di cui siamo oggi a conoscenza.

La fase preparatoria: sulle tracce degli assassini

La fase preparatoria degli attentati in India e Thailandia è cominciata nell’aprile del 2011. Secondo quanto sappiamo oggi, infatti,  il 25 aprile arriva in India, nella capitale New Delhi, Houshang Afshar Irani, l’uomo che poi materialmente compirà l’attacco contro la macchina dell’attachè militare israeliano il 13 febbraio 2012. A Nuova Delhi, a quanto è stato reso noto, Iran comincia una serie di appostamenti dall’hotel Connaught Circus. In quel periodo, Irani prende anche contatti segreti con con tre ragazze e con il giornalista Mohammed Kazmi. Kazmi, nei mesi successivi, viaggerà due volte in Iran e riceverà un compenso di 5,500 dollari. per aiutare Afshar Irani a monitoriare le attività del diplomatico israeliano.

 In parallelo all’azione di Afshar Irani, arriva in Tahilandia il 17 aprile 2011 Leila Rohani , grazie ad un permesso Visa da turista. La Rohani rimarrà in Thailandia per qualche settimana per poi ritornare nel luglio del 2011 e rimanere sino a settembre. La Rohani, infine, ritorna in Thailandia il 18 ottobre del 2011: da questo momento inizia la fase della preparazione dell’attacco. Nel dicembre 2011:, la Rohani ffitta un appartamento al centro di Bangkok, presso Soi Primi Phanomyong. Questo appartamento diverrà la base operativa del team che, il 14 febbraio del 2012, programmerà l’attacco (fallito) contro l’Ambasciata israeliana a New Delhi.

A monte di tutto ciò, inoltre, gli investigatori hanno rivelato che un numero di telefono riconducibile ad Hushang Afshar Irani è stato usato per due settimane anche in Georgia, nel luglio del 2012. Questo dato connette Irani anche con l’attentato contro l’auto di un diplomato israeliano a Tbilisi avvenuto in contemporanea con l’attacco in India, il 13 febbraio 2012.

La Siria, un Paese ormai nelle mani dell’Iran

 

In ultimo, riportiamo una notizia che dimostra quanto la Siria ormai è un Paese nelle mani dell’Iran. In questi giorni, infatti, un panel indipendente delle Nazioni Unite, ha verificato come Damasco sia coinvolta in tutte le violazioni delle sanzioni internazionali commesse da Teheran. In particolare, il regime di Assad avrebbe favorito il trasferimento di armamenti vero la Repubblica Islamica. Per questo, il panel sta fortemente sosntenedo l’approvazione di nuove sanzioni verso l’Iran che colpiscano, in particolare le compagnie iraniane Yas Air e SAD Import/Export. Ormai, è chiaro, il regime di Assad è completamente nelle mani di Khamenei…con tutto ciò che ne consegue (vedi il video “Un giorno ad Homs“)