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Ieri e’ stata lanciata la campagna Twitter #FreeNarges, per chiedere la liberazione di Narges Mohammadi, prigioniera politica iraniana al suo quindicesimo giorno di sciopero della fame. Secondo quanto riporta la International Campaign for Human Rights in Iran, quasi il 60% dei sostenitori della campagna Twitter, provenivano proprio dalla Repubblica Islamica. Un successo incredibile, soprattutto se si considera che il regime monitora con estrema attenzione coloro che in Rete esprimono il loro sostegno agli oppositori politici. Ancora piu’ importante e’ il fatto che il 55% dei sostenitori della campagna per Narges Mohammadi in Iran erano donne (Iran Human Rights).

Ricordiamo che Narges Mohammadi e’ stata arrestata nel Maggio del 2016, con l’accusa di rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale. A lei viene imputato di aver sostenuto un gruppo contro la pena di morte e di aver organizzato manifestazioni per la liberazione dei detenuti politici. Non solo: tra le imputazioni anche il suo incontro con l’ex Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea, Lady Ashton. Per tutte queste imputazioni, Narges e’ stata condannata a 16 anni di carcere.

Durante la sua detenzione, Narges ha piu’ volte sottolineato le pressioni subite e l’impossibilita’ di avere qualsiavoglia contatto con i suoi due figli (piccoli). Per questo, due settimane fa, Narges ha decisio di dichiarare lo sciopero della fame.

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Rihanna's First Annual Diamond Ball - Arrivals

Ormai la fantasia ha superato ogni possibile immaginazione. In Iran quello che sta accadendo e’ senza commenti, se non quelli che dovrebbero definire il comportamento del regime come vergognoso e fascista.

Dopo l’arresto di sette modelle e un modello per i loro profili social non conformi all’Islam, adesso il regime se la prende direttamente con la famosa attrice e modella americana Kim Kardashian (Vanity FairVanity Fair).

Parlando ad un programma televisivo, Mostafa Alizadeh – portavoce dell’Unita’ per il Cyber crimine – ha accusato delle “potenze esterne” di aver avviato una campagna su Instagram, tesa a deviare i giovani e le donne iraniane. Una campagna avviata nel “Golfo Persico e in Inghilterra” e finanziata direttamente da Kevin Systrom, CEO di Instagram (Iran Wire).

Per Alizadeh, quindi, i complottisti userebbero Kim Kardashian per realizzare i loro diabolici fini e inerire il male all’interno della Repubblica Islamica.

Riteniamo superfluo aggiungere altre parole…