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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Cosi si potrebbe sintetizzare quanto accaduto qualche giorno fa su Parsi Today, la voce del regime iraniano anche in Italia. Premessa: Pars Today non e’ altro che IRIB, ovvero l’agenzia ufficiale di telecomunicazione del regime khomeista. Come suddetto, ha una pagina anche in italiano e recentemente, considerando l’appeasement mondiale verso Teheran, si e’ rifatto il look per apparire pulito.

Peccato che farsi un lifting, se non cambi il cervello, non muta la realta’ dei fatti. Fatti che vi raccontiamo qui brevemente: immediatamente dopo la reazione del Primo Ministro italiano Renzi al voto Unesco su Gerusalemme, Pars Today pubblica un articolo dal titolo “Tensione Unesco, Italia sostiene i sionisti”.

Come mostrato dallo screenshot in alto, l‘articolo poco dopo la sua pubblicazione sparisce. Evidentemente, da Teheran si accorgono di aver fatto una vera e propria cazzata, che rischia di costare caro alla diplomazia del regime iraniano. Peccato che, come spesso accade, i propagandisti del regime khomeinista sono tanto bravi ad insultare, quanto incapaci a cancellare le prove: sul sito di Pars Today, quindi, resta una pagina d’errore ma con l’url dell’articolo in alto, ancora chiaramente leggibile.

Eccola: http://parstoday.com/it/news/middle_east-i52615-tensione_unesco_israele_italia_sostiene_i_sionisti

L’url dimostra chiaramente quale erano le parole scelte nel titolo dell’articolo cancellato e le accuse che venivano mosse all’Italia. 

Ora, cosa significa essere accusato di “sostenere il sionismo” dall’Iran? Se in Occidente il dibattito sul sionismo e’ praticamente meramente ideologico, nella Repubblica Islamica ha un valore assai importante. Come noto, Teheran non solo non riconosce Israele, ma predica la cancellazione dello Stato Ebraico dalle mappe e porta avanti ufficialmente campagne di negazionismo dell’Olocausto. Non solo: dal 1979 in poi, l’Iran ha fatto del suo odio per il “Piccolo Satana” – cosi Teheran definisce Israele – una banidera ideologica vitale per la sopravvivenza dell’intera Velayat-e Faqih. 

In altre parole, essere accusati di “sionismo” dal regime iraniano significa rischiare di passare anni e anni in carcere e, nel peggiore dei casi, addirittura la pena capitale. In altre parole, si tratta di una accusa di tradimento.

L’Italia deve riflettere attentamente su questo articolo pubblicato da Pars Today. Da simili articoli, infatti, si vede il vero carattere del regime iraniano: un regime che, mentre manda i suoi ambasciatori a sorridere in giro per l’Italia, e’ sempre pronto ad attaccare chiunque, persino quegli stessi alleati che oggi stanno svolgendo un ruolo chiave nel ritorno – nefasto – di Teheran all’interno della Comunita’ Internazionale. Cio’ vale soprattutto quando si tratta di questioni che riguardano Israele,  Paese alleato dell’Italia, che la Repubblica Islamica considera, parole di Khamenei, “un cancro”.

Vale davvero la pena diventare alleati di un regime cosi intollerante e razzista?   

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Un tweet per insultare il Papa, colpevole di essersi recato in viaggio in Israele. Soprattutto, però, per i Basij, Papa Francesco è colpevole di aver baciato la mano di un rabbino locale. Non soltanto il Papa è solito baciare la mano di diverse persone per umiltà, ma nel caso particolare, IL PAPA STA BACIANDO LA MANO DI UN SOPRAVVISUTO DELLA SHOA!Un gesto di umiltà e rispetto per la sofferenza di quest’uomo!!!. Ovviamente per i Basij, movimento paramilitare dei Pasdaran, questa azione rappresenta solamente un inchino di Francesco all’odiato “nemico sionista”. Ecco allora, come suddetto, che i Basij pubblicano un tweet sul loro account ufficiale, colpevolizzando il Papa di aver accettato la mano del rabbino sionista.

In questo tweet, si badi bene, c’è tutta la falsità del regime iraniano. Messaggi come questo, infatti, mostrano il vero atteggiamento razzista del’establishment iraniano e riprovano come la charm diplomacy di Teheran sia solamente un grande bluff. Nonostante le belle parole di convivenza tra le diverse etnie e religioni, il regime continua a perseguitare le minoranze. Decine di cristiani, mussulmani sunniti e Baha’i sono imprigionati e torturati nelle carceri della Repubblica Islamica.

Sebbene la popolazione iraniana sia da sempre aperta e accogliente verso l’altro, l’attuale regime guidato dai Mullah continua a diffondere unicamente odio e dispezzo.