Posts contrassegnato dai tag ‘Sicurezza’

doc20140916215558-2.jpg

Secondo quanto riporta la stampa internazionale, l’Italia avrebbe arrestato tre iraniani che andavano in giro con tre passaporti israeliani. I tre passaporti israeliani, ovviamente, non erano di loro proprietà, ma erano stati dimenticati dai loro legittimi proprietari.

Secondo le informazioni, dopo aver avvertito le autorità israeliane, l’Italia avrebbe espulso i tre verso la Turchia, via Serbia (totpi.com).

Le forze di sicurezza stanno investigando in merito alla possibilità che i tre volessero compire un attentato proprio contro obiettivi israeliani o ebraici in Italia.

Lo scorso gennaio, lo ricordiamo, due iraniani – una coppia che voleva raggiungere gli Stati Uniti – erano stati fermati in India, mentre tentavano di salire su un aereo di linea, proprio usando dei falsi passaporti israeliani. Nel 2014, invece, altri due iraniani erano stati arrestati a Nairobi, in Kenya, dopo aver tentato di entrare nel Paese africano con dei falsi passaporti israeliani. Sembre nel 2014, un iraniano era stato arrestato nel Laos, dopo aver usato un passaporto falso italiano (Changrai Times).

Che sia per terrorismo o immigrazione, questi casi ben dimostrano come, con i suoi traffici, il regime iraniano è un sogetto eversivo e pericoloso per la sicurezza dell’intera Comunità Internazionale!

 

Pubblichiamo il video dell’intervista rilasciata alla CNN da Susan Rice, Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Barack Obama, in merito all’accordo nucleare tra il 5+1 e l’Iran. Come vedrete dal video, incalzata dal presentatore Wolf Blitzer, l’Ambasciatrice Rice e’ costretta ad ammettere che:

non ci saranno ispettori di nazionalità americana nel team AIEA che si andrà in Iran per ispezionare i siti nucleare. In altre parole, nessuno potrà assicurare che gli ispettori AIEA di altre nazionalità. In altre parole il giudizio dipenderà quindi da ispettori di Paesi che, potenzialmente, potrebbero non avere interesse riapprovare nuove sanzioni contro l’Iran…;

l’Iran potrà usare i soldi del sanction lifting per finanziare il terrorismo internazionale e che la questione del finanziamento internazionale del terrorismo, non era un argomento del negoziato con l’Iran. Un crimine per cui l’Iran e’ stato sanzionato con la Risoluzione 1803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (testo risoluzione)

l’Iran potrà usare i soldi del sanction lifting per aumentare i finanziamenti ai Pasdaran, ovvero coloro che controllano materialmente il programma nucleare e missilistico iraniano. Programmi clandestini per i quali l’Iran e’ stato soggetto alle risoluzione ONU e alle sanzioni internazionali (si legga la Ris. UNSC 1929 del 2010);

grazie al sanction lifting l’Iran potrà inviare liberamente i soldi per salvare il regime di Bashar al Assad. Soldi che permetteranno al regime siriano di restare in vita, di aumentare i massacri di Damasco contro i civili siriani e di perpetuare la continuazione del conflitto.

[youtube:https://youtu.be/57QgY3ctSf0%5D

quake-bg

Visitando la Provincia di Bushehr ed incontrando diversi investitori locali, il Presidente iraniano Hassan Rouhani ha annunciato che l’Iran ha già iniziato a costruire due nuovi reattori nucleare a sud di Bushehr. Secondo le infomazioni diffuse da Fars News – agenzia vicino ai Pasdaran – ancora una volta i due reattori sarebbero stati progettati in collaborazione con la Russia. L’annuncio del Presidente iraniano lascia stupefatti: è ormai di dominio pubblico, infatti, che l’area di Bushehr è altamente sismica, con rischi di calamità nucleari che potrebbero interessare tutta l’area del Golfo.

Meno di due anni fa, nell’aprile del 2013, l’ultimo importante terremoto ha colpito la Provincia di Bushehr. In quell’occasione, lo stesso Consiglio di Cooperazione del Golfo, chiese alle Nazioni Unite di inviare ispettori nell’impianto di Bushehr per verificarne la stabilità. Proprio pochi mesi prima del terremoto del 2013, lo stesso New York Times pubblicò un articolo denunciando come, proprio a Bushehr, potrebbe accadere nel futuro un disastro atomico simile a quello di Chernobyl. Gli autori del pezzo, Khosrow Semnani e Gary Sandquist, conclusero l’articolo scrivendo: “l’Agenzia Atomica Internazionale deve mantenere su Bushehr lo stesso livello di attenzione che ha per i rischi militari del programma nucleare iraniano. Proprio da questa attenzione dipende la vita di centinaia di migliai di persone, il mercato petrolifero, l’economia globale e la sicurezza collettiva“. I rischi posti dall’impianto nucleare di Bushehr vennero denunciati anche in Italia dal quotidiano Il Tempo, con un pezzo intitolato “L’Atomo su tre placche: il caso iraniano e l’incubo terremoto“. Il Tempo riportò le parole del geologo kuwaitiano Jasem al-Awadiha. Al-Awadiha denunciò come  l’Istituto di Geofisica del Kuwait registrava, quasi ogni giorno, attività sismica lungo l’area costiera dell’Iran sudoccidentale, proprio dove sorge Bushehr. L’impianto nucleare – concluse al-Awadi – è stato costruito nel punto d’incontro di placche continentali, quella araba, africana ed euroasiatica”.

Vogliamo concludere, quindi, ricordando che la Repubblica Islamica dell’Iran è il solo Paese con un impianto nucleare attivo a non aver firmato la Convenzione sulla Sicurezza Nucleare, adotatta dall’AIEA nel 1994. Nonostante le ripetute richiesta internazionali, in primis dei Paesi del Golfo, Teheran ha sempre rifiutato di sottoscrivere la Convenzione, lasciando aperto il sospetto sulla tenuta dell’impianto stesso di Bushehr e, in caso di disastro nucleare, sulla volontà di condividere la catastrofe anche con i suoi vicini arabi.

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=kbJFtKv2j0s%5D

in iran la nuova chernobyl

Il New York Times lancia l’allame: il prossimo disastro di Chernobyl potrebbe accadere in Iran!!! L’articolo, scritto da Khosrow B. Semani e Gary Sandquist, denuncia lo stato drammatico in cui versa la centrale nucleare di Bushehr nella Repubblica Islamica, entrata in funzione tra mille malfunzionamenti nell’agosto del 2010. Da questo blog, come ricorderete, avevamo già lanciato l’allarme qualche tempo fa richiamandoci anche all’articolo scritto su Il Tempo intitolato “L’Atomo su tre placche: il caso iraniano e l’incubo terremoto“. Come potete leggere nel testo, la centrale di Bushehr è costruita su tre placche in una zona altamente sismica. Un evenutale incidente, quindi, provocherebbe un disastro nucleare che coinvolgerebbe l’intera regione del Golfo.

La costruzione della centrale nucleare di Bushehr comincia nel 1975 per mezzo di una collaborazione tra Germania e Iran. Dopo la Rivoluzione del 1979, quindi, la centrale viene presa in mano dai russi che la completeranno solamente nel 2010. Il risultato di questo mix è che la centrale è composta per il 24% da componenti tecnici tedesci, dal 36% da componenti iraniani e dal 40% da componenti russi. Un misto che i tecnici iraniani e russi gesticono male, non riuscindo a garantire la sicurezza della centrale stessa.

Non basta: proprio perchè l’Iran non riesce a garantire la sicurezza della centrale, Teheran ha deciso di non firmare la Convenzione sulla Sicurezza Nucleare del 1994, a dispetto delle pressioni internazionali. Difficile, inoltre, credere che l’Iran sarebbe in grado di gestire le conseguenze di un disastro nucleare nella regione del Golfo.

Ancora una volta il regime iraniano agisce in maniera avventata, mettendo a repentaglio la sicurezza mondiale!

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=Z-WbpySDEKc%5D