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Libera subito Omid Kokabee”! Questo il messaggio che 18 premi Nobel hanno voluto inviare direttamente alla Guida Suprema Ali Khamenei, proprio in occasione del discorso di Hassan Rouhani alle Nazioni Unite e, soprattutto, dei negoziati sul programma nucleare in corso in queste settimane. Chi è Omid Kokabee? La sua storia, purtroppo, non è molto conosciuta in Europa, ma rappresenta perfettamente il comportamento del regime iraniano e, in particolare, del Ministro dell’Intelligence e della Difesa. Omid è un brillante scienziato: laureato in Fisica Applicata ed Ingegneria Meccanica presso l’Università di Sharif nel 2000, Omid ha conseguito il suo primo Dottorato di ricerca in Ottica Quantistica presso l’Istitito delle Scienze Fotoniche di Barcellona. Nel 2010, quindi, ha inziato il suo secondo Dottorato di ricerca presso l’Università di Austin in Texas. Qui, importante ricordarlo, si è distinto per diverse pubblicazioni di primo livello per la rivista scientifica Optics Letters.

Nel gennaio del 2011, mentre ritornava negli Stati Uniti dopo una visita alla famiglia in Iran, Omid Kokabee è stato arrestato all’aeroporto di Teheran. In pochi giorni, il regime lo ha accusato di contatti con “paesi ostili” e “spionaggio”. Omid ha rifiutato tutte le accuse a suo carico, denunciato di essere vittima di un complotto. Per quale ragione? Semplice: come denunciato da Omid stesso in una lettera inviata dal carcere nel 2013, la vera ragione del suo arresto è direttamente legata al programma nucleare iraniano. Omid, infatti, ha rifiutato di collaborare con i Pasdaran, rigettando l’idea di offrire la sua mente e i suoi studi per la realizzazione della bomba nuclare. Una mente come quella di Omid Kokabee, chiaramente, esperta sopratutto sul tema dei laser, non poteva passare inosservata agli agenti dei Mullah. In particolare, come denunciato dall’American Physical Society nel 2013, non potevano sfuggire al regime gli studi fatti da Omid sui laser, uno dei mezzi attraverso il quale è possibile ottenere l’arricchimento dell’uranio sino alle percentuali necessarie per realizzare l’ordigno atomico.

Nella Repubblica Islamica l’accusa di spionaggio va per la maggiore contro chi decide di opporsi al regime. Le pene, ovviamente, sono molto dure: Omid è stato condannato a dieci anni di carcere e torturato diverse volte. Nonostante questo incubo, lo scienziato iraniano ha rifiutato diverse volte l’offerta del regime “libertà immediata in cambio di collaborazione”. Un coraggio che è valso ad Omid l’assegnazione del premio Andrei Sakharov nel 2014, un importante riconoscimento internazionale assegnatogli in nome dell’immane sforzo di unire la saggezza scientifica, alla difesa dei diritti umani.

Restando in tema di diritti umani e nucleare, vogliamo ricordare che – proprio in queste ore – la sorella di uno scienziato iraniano assassinato nel febbraio del 2007. il Dottor Ardeshir Hosseinpour, ha accusato il regime di aver ucciso suo fratello, come ritorsione per il suo rifiuto di collaborare alla costruzione della bomba atomica. Parlando con The Media Line, Mahmoobeh Hosseinpour ha rivelato che, nel Novembre del 2004, degli emissari di Khamenei contattarono direttamente Ardeshir, offrendogli una posizione all’interno dei Pasdaran, in cambio del suo aiuto nel programma nucleare e nella supervisione del lavoro degli scienziati russi e nordcoreani, al servizio della Repubblica Islamica. Davanti alla mancata collaborazione di Ardeshir, il regime ha deciso di ucciderlo, accusando Israele dell’omicidio. Nella stessa conversazione, Mohmoobeh Hosseinpour ha anche rivelato che i Pasdarnan hanno rubato un DVD contenente le ricerche portate avanti dai Ardeshir sull’arricchimento dell’uranio.

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In Iran tutto, ma proprio tutto, è al servizio del regime e della sua ideologia, caratterizzata dal fanatismo religioso. Così, anche a costo di apparire ridicoli, i Mullah inventano storie per convincere il popolo della superiorità del pensiero islamico sciita, sia in termini di ultraterreni che terreni. Ecco allora l’Aytollah Mahadavi Kani – capo della potente Assemblea degli Esperti – dichiarare senza vergogna che Albert Einstein era un mussulmano sciita, seguace di Ja’afar al-Sadigh, il sesto Imam nella tradizione duodecimana.

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Secondo l’Ayatollah Khani, infatti, Einstein avrebbe studiato l’ascesa del Profeta Maometti verso il Cielo e avrebbe rilevato che questa sarebbe avvenuta ad una velocità superiore a quella della luce. La velocità elevata con cui il Profeta è asceso ai Cielo, quindi, avrebbe permesso ad Estein di comprendere ad il principio della relatività, teoria che – sempre secondo il religioso iraniano – prima di lui aveva già compreso e rivelato il Mullah Sadra, filosofo e religioso sciita nato a Shiraz nel XVI secolo d.C.

Purtroppo non basta: come suddetto nella Repubblica Islamica la scienza ha senso solo se legata alle esigenze del regime. Ecco allora che un insegnate iraniano, di nome Akbar Rezaie, ha inventato un robot che ha come unica finalità quella di insegnare ai bambini iraniano a pregare nella maniera giusta. Rezaie è professore di Corano presso la scuola elementare di Varamin (vicino Teheran). Come si vede dalle immagini, ampiamente diffuse dal regime sulle televisioni nazionali, il robot si piega lentamente, facendo vedere esattamente ai bambini come esprimere correttamente la loro professione di fede.

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Come si vede, il solo obiettivo che il regime degli Ayatollah ha, è quello di manipolare la mente del popolo, soprattutto quella delle classi sociali più povere e meno istruite con un solo fine: mantenere il potere nelle mani dei religiosi, assicurando in questo modo la sopravvivenza del loro corrotto e dispotico regime.