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La denuncia arriva direttamente dalla prestigiosa rivista scientifica Nature: peggiorano drammaticamente le condizioni fisiche di Ahmadreza Djalali, ricercatore medico, ormai incarcerato in Iran da oltre un anno. Secondo quanto riporta l’articolo, Ahmadreza sarebbe ormai in sciopero della fame da oltre due mesi e negli ultimi giorni, ha anche iniziato a rifiutare i liquidi. Ad oggi, Ahmadreza ha perso oltre il 30% del peso che aveva, prima di finire in carcere. L’11 marzo scorso, Ahmadreza è stato trasportato in ospedale, ma anche qui il prigioniero politico ha rifiutato di alimentarsi (Nature).

Come si ricorderà, Ahmadreza Djalali, 45 anni, è stato arrestato in Iran il 25 aprile del 2016, dopo essere ritornato a Teheran per partecipare ad un evento accademico. Mentre si apprestava a fare ritorno a casa, in Svezia – ove lavorava per il Karolinska Institute di Stoccolma – Ahmadreza è stato arrestato e accusato di “collaborazione con un Governo ostile”. Secondo quanto riporta la moglie, il ricercatore è stato portato in una cella di isolamento e, dopo tre mesi di agonia, è stato costretto a firmare una confessione.

Il primo sciopero della fame di Ahmadreza risale allo scorso dicembre, dopo che il detenuto ha saputo le false accuse nei suoi confronti. Nel gennaio 2017, quindi, il regime ha minacciato Ahmadreza di metterlo a morte. Il 15 febbraio, dopo numerose pressioni famigliari, Ahmadreza ha fermato lo sciopero della fame, ma ha successivamente deciso di riprenderlo dopo che il giudice gli ha negate di cambiare l’avvocato difensore, imposto dalla Corte. Ad oggi, non è nota la data dell’inizio del processo nei suoi confronti.

Il caso di Ahmadreza Djalali coinvolge l’Italia, perchè il ricercatore iraniano ha lavorato presso l’Università del Piemonte Orientale di Novara, tra il 2011 e il 2015. Proprio da qui, come si ricorderà, è partita la campagna per la liberazione di Ahmadreza, che ha visto anche la stessa Farnesina impegnarsi, almeno verbalmente. Il 9 marzo scorso, un appello per la liberazione di Ahmadreza è stato lanciato anche da Committee of Concerned Scientists di New York (link), ma precedentemente anche Amnesty International aveva avviato una “urgent campaign” per lui. Su Change.org, l’appello per Ahmadreza Djalali ha raggiunto oltre 70.000 firme. In Italia, va menzionato l’impegno di Nessuno Tocchi Caino, come sempre in prima fila per i diritti umani in Iran.

Ricordiamo che, oltre ad una moglie di nome Vida Merhannia, Ahmadreza è anche padre di due figli di appena 5 e 14 anni. Da oltre un anno, il regime iraniano nega a questi bambini, l’abbraccio e l’affetto del loro amato padre.

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Nessun ricovero ospedaliero per Omid Kokabee, scienziato iraniano, detenuto da anni per ragioni politiche. Nonostante Omid soffra da giorni di dolori al rene, il regime ha negato al detenuto il diritto di essere trasferirlo presso una struttura sanitaria esterna al carcere di Evin (come richiesto dallo stesso Omid). Il rifiuto, ovviamente, rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani, soprattutto considerando che il centro ricoveri del carcere non detiene alcuno strumento adeguato per poter aiutare le sofferenze del povero Omid (Hrana).

Come suddetto, Omid Kokabee e’ un prigioniero politico. Ufficialmente, Omid e’ accusato di “contatti con un governo ostile”, ma in realtà la vera ragione della sua detenzione e’ diversa. Scienziato brillante, Omid ha compiuto i suoi studi in Iran, in Spagna e negli Stati Uniti, presso l’università del Texas. Per anni, proprio per le sue qualità scientifiche, i Pasdaran hanno cercato di cooptarlo e usare il suo sapere per il programma nucleare e missilistico. Omid ha sempre rifiutato le offerte del regime, rivendicando la sua libertà di conoscenza. Per il suo coraggio, ovviamente, ha pagato un caro prezzo. Arrestato nel febbraio del 2010 mentre tornava in Iran per visitare la famiglia, e’ stato condannato a dieci anni di detenzione. Poco dopo essere stato arrestato, Omid Kokabee ha scritto una lettera al Capo della Magistratura iraniana Sadegh Larijani, denunciando di aver subito minacce e violenze per ottenere una falsa confessione. In un’altra lettera, quindi, Omid ha denunciato come – proprio per via del suo rifiuto di cooperare con gli apparati di sicurezza – il regime stesse tenendo in ostaggio la sua intera famiglia.

Per aver scelto di non piegarsi al volere dei Pasdaran e di non aver messo il suo sapere al servizio di un regime fondamentalista, Omid Kokabee ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. E’ stato premiato nel 2013 con il Premio Andrei Shakarov e nel 2014 con il riconoscimento della Ong statunitense “American Association for Advancament of Science“. Non solo: ben 18 premi Nobel per la Fisica, per mezzo di una lettera aperta pubblicata su Nature, hanno chiesto alla Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, di scarcerare immediatamente Omid.

In Italia, il caso Omid Kokabee e’ stato denunciato dalla Ong Nessuno Tocchi Caino. In un appello pubblicato su Change.org, Nessuno Tocchi Caino ha invocato il rilascio di Omid Kokabee e chiesto l’intervento diretto di personalità come Federica Mogherini e dello stesso Rouhani. Purtroppo, nonostante le migliaia di firme raccolte, la diplomazia internazionale ha sinora scelto di non aprire bocca. Tra le altre cose, Rouhani e’ atteso in Italia proprio il 14 e il 15 Novembre prossimi. 

Infine, vogliamo denunciare il fatto che il regime ha deciso di negare ad Omid Kokabee l’accesso a testi in lingua inglese. Nonostante tutto, anche in carcere, Omid ha continuato a studiare traducendo, tra le altre cose, l'”Atlante dei Diritti Umani. Un lavoro portato avanti insieme a Mehdi Khodaei, altro prigioniero politico iraniano, rilasciato solamente nel giugno scorso ed incarcerato per oltre cinque anni, per aver denunciato gli abusi della Repubblica Islamica (Journalism is not a Crime).

Chiediamo a tutti di continuare a sostenere la petizione di Nessuno Tocchi Caino per la scarcerazione immediata di Omid Kokabee.

Qui il linkhttps://www.change.org/p/scarcerazione-dello-scienziato-omid-kokabee-omidfreenow

Hashtag: #OmidFreeNow

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=9RufoCwjjtA%5D