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Lo ha detto ovviamente sempre in forma propagandistica, perché – come noto – in Iran le cose non possono essere mai chiamate con il loro nome: ma lo ha detto. Il Presidente iraniano Rouhani, parlando al meeting settimanale del Governo, ha affermato:

L’Iran e’ stato già capace di sconfiggere le sanzioni americane e può, ancora una volta, far pentire gli Stati Uniti di aver fatto la cosa sbagliata contro la Repubblica Islamica. Noi abbiamo già una volta fatto pentire gli USA delle loro azione e li abbiamo forzati al tavolo del negoziato, facendogli firmare un documento che loro non gradivano. Dobbiamo farlo ancora. Come possiamo farlo? La strada e’ la nostra unita’ e solidarietà. Dobbiamo mostrare all’America che siamo capaci di essere forti“.

Ovviamente, visto che come suddetto si tratta di affermazioni dette in gergo propagandistico, le parole di Rouhani vanno tradotte. La traduzione, se ci trovassimo di fronte ad un Paese normale, sarebbe più o meno questa: “cari concittadini, l’economia nazionale e’ al limite del collasso, come ha certificato anche la nostra Banca Centrale, e noi ne siamo pienamente consapevoli. Cosi come e’ accaduto quando abbiamo negoziato con Obama nel 2015, dobbiamo tornare a sederci al tavolo con gli Stati Uniti, perché senza un accordo con Trump finiamo tutti per terra. Per fare questo – e questo e’ il messaggio diretto agli iraniani – mi serve che in tanti andate a votare alle elezioni parlamentari, per votare i candidati a me vicini (quelli che il Consiglio dei Guardiani non ha già squalificato….) e permettermi di contare ancora qualcosa davanti a Khamenei e ai Pasdaran…

Rouhani ha quindi continuato:

“Se noi vogliamo resistere agli USA, un esempio pratico deve essere la nostra presenza alle elezioni del 21 febbraio. Tutti devono andare a votare”

In altri termini, il Presidente teme concretamente che la partecipazione alle elezioni sara’ bassa – alcuni parlando di un rischio sotto il 50% – con delle dirette conseguenze sulla sua figura e con il rischio concreto – paventato dallo stesso Rouhani – di nuove proteste popolari di coloro che ormai non ritengono più riformabile il sistema (e ovviamente nuove repressioni).

Ovviamente, le parole di Rouhani toccheranno direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei e i Pasdaran. Sia il Rahbar che le Guardie Rivoluzionarie, infatti, sono oggi assolutamente contrarie ad un nuovo accordo con gli Stati Uniti, anche rischiando di approfondire la crisi interna al regime, aumentando le repressioni verso coloro che esprimono posizioni critiche verso le istituzioni.

rouhani tasnim

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Qualche ora fa la Reuters ha pubblicato una notizia interessante: a produrre le bandiere di Stati Uniti, Israele e Gran Bretagna che il regime iraniano fa bruciare in piazza durante le manifestazioni, e’ una fabbrica che si trova vicino Teheran, in una piccola cittadina che si chiama Khomein (la città che ha dato i natali all’Ayatollah Khomeini).

Secondo la Reuters, questa fabbrica produce almeno 2000 bandiere al mese dei Paesi considerati nemici del regime, per un totale annuale superiore a 1 milione e 500 bandiere da dare alle fiamme.

La fabbrica si chiama Diba Parcham e il proprietario, tale Ghasem Ghanjani sostiene di non avere alcun problema con i popoli dei Paesi le cui bandiere vengono bruciate, ma che si tratta di una protesta contro i governi, i loro presidenti e le loro politiche sbagliate.

Peccato che non sia proprio cosi che la pensano molti degli stessi iraniani, che proprio per protestare contro il regime, nelle ultime settimane, si sono rifiutati di calpestare le bandiere di Stati Uniti e Israele. Peccato che, in un contesto internazionale sano, non puo’ piu’ essere considerato accettabile il comportamento di uno Stato che non solo brucia le bandiere di Paesi ONU in piazza, ma ne invoca direttamente la morte o la distruzione.

E’ tempo di reagire, e’ tempo di mettere l’Iran e i sostenitori del regime davanti alle loro responsabilità, perché vengano educati. E’ tempo di mettere anche questa vergognosa “fabbrica dell’odio” e tutti i suoi dipendenti sotto sanzioni internazionali!