Posts contrassegnato dai tag ‘Sace’

foto

Il Ministro Calenda, con il Ministro dell’Industria iraniano Mohammad Rezá Nematzadé 

Nella Legge di Bilancio 2018, come ormai stranoto, il Ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha fatto un bel favore agli industriali italiani, Confindustria in testa: una norma che trasforma Invitalia in una Sace del Tesoro, totalmente sostenuta da fondi pubblici, capace di garantire – in prima istanza – gli investimenti in Paesi ad alto rischio. Assicurazione che viene garantita non solo agli imprenditori italiani, ma anche alle controparti straniere. Una norma ad hoc per far partire gli investimenti in Iran, superando le opinioni contrarie di Cassa Depositi e Prestiti.

Nonostante questo regalino di fine anno del Governo, a neanche due settimane dallo scoppio delle proteste in Iran, Confindustria si smarca dall’Iran. Come riportato da un paginone de Il Messaggero – Gruppo Caltagirone – che sul tema ci fa anche il titolo di prima e successivamente riportato in inglese dall’AdnKronos, la Vice Presidente del Dipartimento internazionalizzazione di Confindustria, Licia Mattioli, ha dichiarato che le proteste in Iran certamente non faciliteranno gli investimenti italiani in quel Paese.

Appena un giorno prima, davvero interessante, sempre il Messaggero aveva dedicato un primo articolo sul tema, sottolineando che le proteste in Iran preoccupano l’intelligence italiana. Un “rumor” soffiato da qualcuno alla giornalista del quotidiano romano…

Concludiamo ribadendo che sono mesi che sottolineamo la follia di correre ad investire in Iran. Al di la’ delle posizioni politiche di chi scrive, chiaramente anti regime, queste proteste nella Repubblica Islamica, dimostrano per l’ennesima volta come il problema sia sistemico, ovvero una realtà in cui – dietro le istituzioni ufficiali – esistono quelle para statali, molto più potenti del Governo stesso.

Istituzioni come le fondazioni religiose (Bonyad) e il network finanziario dei Pasdaran, che non rispettano lo Stato di Diritto, che non rispettano la concorrenza leale (sono spesso esentate da tasse), che sono note nel mondo per la loro corruttibilità e per il ricilaggio di danaro che fanno, spesso anche a fini di finanziamento del terrorismo internazionale.

E’ davvero questo il Paese in cui gli imprenditori italiani possono investire in sicurezza? E’ davvero questo il Paese che merita di ricevere da Invitalia delle “assicurazioni di prima istanza”, anche ai clienti iraniani? E come si verificherà – formalmente – che questi famigerati clienti non sono solo front companies dei Pasdaran iraniani?

Rivoluzione o ennesima protesta, il consiglio resta sempre uno solo: da un Paese cosi, in preda costante ad una guerra in stile mafioso tra fazioni, scappate!

hosein-ronaghi2

Qualche settimana fa avevamo annunciato che, a dispetto della condizionale pagata e delle difficili condizioni di salute, il regime iraniano aveva ordinato al blogger Hossein Ronaghi Maleki di tornare in carcere (No Pasdaran).

La notizia l’aveva annunciata lo stesso Hossein per mezzo di un tweet (Twitter), in cui dichiarava anche che i suoi genitori erano profondamente tristi per il suo prossimo ritorno in cella. Dopo aver mostrato pubblicamente l’ordinanza del Tribunale, Hossein aveva anche annunciato che si sarebbe presentato spontaneamente davanti al Procuratore.

Cosi e’ stato: lo scorso mercoledì, Hossein si e’ recato al Tribunale Rivoluzionario di Teheran ove, ovviamente, e’ stato immediatamente fermato e riportato in cella. Questo, lo ripetiamo, nonostante Hossein fosse stato rilasciato (nuovamente) nel giugno scorso, ancora una volta per motivi medici (Hrana).

Arrestato per il suo sostegno all’Onda Verde – il movimento di protesta del popolo iraniano iniziato nel 2009 e represso nel sangue – Hossein Ronaghi-Maleki e’ stato condannato a 15 anni di detenzione. 

In carcere Hossein ha contratto numerose malattie, in particolare ai reni. Malattie che lo hanno portato vicino al decesso e costretto a numerose ospedalizzazioni. Rilasciato una prima volta nel 2012, Hossein e’ stato nuovamente fermato per essersi recato – con altri attivisti – nella Provincia dell’Azerbaijan iraniano, per aiutare le vittime del terremoto.

Mentre Hossein ritorna in carcere, una nuova missione di imprenditori italiani – guidati dalla controllata statale SACE – si appresta ad arrivare in Iran (Irib Italia). Ci chiediamo cosa resti oggi di quella “inderogabile solidarietà politica, economica e sociale“, impressa nell’articolo 2 dei Principi fondamentali della Costituzione (antifascista) Italiana, che recita: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (Senato).

Probabilmente, almeno per la Cassa Depositi e Prestiti, molto poco…

meme hossein ronaghi maleki sace