Posts contrassegnato dai tag ‘Rifugiati’

Screen-Shot-2016-05-12-at-14.32.17-640x480

Un report dell’intelligence tedesca del Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha denunciato delle cose gravissime non solo sul comportamento del regime iraniano, ma anche sui proxy della Repubblica Islamica.

Secondo il report, Teheran ha tentato per ben 32 volte – nel solo 2016 – di acquisire materiale nucleare illegale nel Lander della Renania Settentrionale-Vestfalia. Tentativi fatti attraverso delle front companies fasulle, localizzate in Paesi limitrofi quali la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Cina.

Non solo: sempre secondo il report, diversi ex combattenti di milizie sciite, hanno fatto richiesta di asilo in Germania. Tra questi, almeno il 50% aveva diretti legami con Hezbollah, il gruppo terrorista libanese emanazione diretta dei Pasdaran iraniani.

Come lo stesso report sottolinea, non si tratta di persone che pongono una minaccia nel breve termine, ma nel lungo termine possono fungere da agenti per Teheran o anche da sicari.

hezbollah germania

 

Annunci

13950422125812368119824

Come noto, il regime iraniano invia i rifugiati afghani (e anche quelli pakistani) a combattere la jihad in Siria nel nome di Bashar al Assad. Altrettanto noto e’ il fatto che questi questi rifugiati, sono inquadrati in una Divisione denominata Fatemiyoun, composta unicamente da afghani di etnia Hazara, ovviamente sciiti. Inizialmente il regime iraniano ha provato a nascondere il ruolo degli afghani in Siria, ma alla fine ha dovuto ammettere la loro presenza e il loro compito. Oggi si sa che Teheran paga mensilmente tra i 500 e i 700 dollari a questi mercenari, promettendo loro (e ai famigliari) un permesso di soggiorno al ritoirno dalla Siria.

Molti di questi afghani, chiaramente, muoiono durante la loro jihad e vengono segretamente seppelliti in un cimitero vicino Qom. Secondo una informazione recente, circa 14000 afghani sarebbero stati inviati sinora dall’Iran in Siria, alcune di questi minorenni (Good Morning Iran). Si tratta di una grave violazione non solo della Convenzione Internazionale per i diritti del Bambino, ma anche di quella in difesa dei Diritti del Rifugiato (UANI).

In questi giorni l’agenzia di stampa iraniana Tasnim News, molto vicina ai Pasdaran, ha pubblicato un report in cui rivela che come Teheran abbia deciso di affidare ad Hezbollah il compito di addestrare una nuova unita’ speciale della Divisione Fatemiyoun. Tra le altre cose, proprio Hezbollah e’ responsabile dell’addestramento dei numerosi jihadisti sciiti che vengono costantemente inviati anche in Iraq. Dal 2012, lo ricordiamo, Hezbollah e’ direttamente coinvolto nel conflitto siriano, per mezzo di centianaia di suoi miliziani (Tasnim News).

Questa divisione speciale sarebbe gia’ stata schierata in varie parti della Siria, sotto lo stretto monitoraggio di cecchini di Hezbollah. A questa unita’ speciale gia’ attivata, ne verranno affiancate delle altre – sempre composte da rifugiati afghani – esperte in combattimenti avanzati, guerriglia, armamenti anti-carro e nel lancio di missili terra-aria spalleggiabili (Long War Journal).

Canzone in farsi in onore dei jihadisti afghani

 

 

foto copertina

Il 9 aprile scorso la Repubblica Islamica dell’Iran e’ stata scossa da una terrificante notizia: il ritrovamento del corpo di una piccola bimba , parzialmente bruciato con l’acido. Le indagini riveleranno quindi che la vittima si chiamava Setayesh Qoreishi, aveva sei anni ed era una rifugiata afghana. Secondo gli investigatori, ad ucciderla e’ stato un ragazzo iraniano che, dopo aver abusato sessualmente di lei, voleva eliminare le prove bruciando completamente il corpo (Rferl.mobi).

Alcuni media iraniani, neanche a dirlo, hanno usato questa terrificante occasione per attaccare le poche forme di libertà che il popolo riesce a trovare, nonostante la censura. Ecco allora che, il vero colpevole del delitto, non e’ più il ragazzino iraniano, ma Internet. Secondo quanto scrive Rajanews.ir, ad esempio, “quando ci sono siti pornografici e il libero accesso ad Internet, ogni minorenne può facilmente comprare una SIM Card e accedere a questo tipo di materiale. Il risultato di questo fenomeno e’ la tragedia a cui abbiamo assistito oggi“.

In particolare, Rajanews.ir – di proprietà di Fatemeh Rajabi, moglie dell’ultra-conservatore Gholam-Hossein Elham  e vicino al potente Consiglio dei Guardiani – ha puntato l’indice contro Telegram, il noto programma di messaggistica istantanea russo Telegram, recentemente, e’ stato anche al centro di una dura polemica in Iran, per non aver accettato le regole della censura, che il regime intende imporre (secondo una statistica, un quarto degli iraniani usa Telegram, ovvero quasi 20 milioni di utenti). Secondo Rajanews.ir, infatti, il giovane killer iraniano avrebbe usato Telegram per accedere a materiale pornografico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Come sempre, nonostante le follie del regime, la popolazione civile sta un passo avanti. Mentre i media iraniani faticavano a dare la notizia della morte della povera Setayesh, i giovani sui social network bypassavano la censura e denunciavano l’omicidio, lo stato drammatico dei minori e dei rifugiati in Iran. Tra le altre cose, sui muri di Teheran sono comparsi anche dei graffiti in onore della bimba orrendamente uccisa.

A dozzine, quindi, hanno aderito alla pacifica protesta dei rifugiati afghani, organizzata davanti all’Ambasciata dell’Afghanistan a Teheran, nonostante il divieto del regime. Neanche a dirlo, poco dopo l’inizio della protesta, la polizia e’ intervenuta disperdendo i manifestanti.

Secondo quanto riportano i media afghani, la famiglia di Setayesh avrebbe inviato un messaggio al Presidente afghano Ashraf Ghani, chiedendo di fare pressioni sulle autorità iraniane, affinché il responsabile dell’omicidio venga severamente punito.

La manifestazione dei rifugiati afghani bloccata dalla polizia

CgZmlduXIAAqts4

Velatissima e sorridente: cosi si era presentata la cara Federica Mogherini in Iran, umiliando ancora una volta tutte le donne italiane e quelle iraniane. Non contenta di aver umiliato l’Europa intera, la Mogherini pubblicava un articolo sul Corriere della Sera intitolato “L’Unione Europea Apre all’Iran, l’inizio di una svolta“.

Eccitatissima, la Mogherini parlava di “dialogo costruttivo” – caso strano copiando e incollando l’hashtag di Rouhani #constructiveEngagement – descriveva l’Iran come un “attore centrale del Medioriente e Asia” e aggiungeva testualmente: “Ci sono milioni di rifugiati afghani in Iran: insieme possiamo migliorare le loro condizioni di vita e ridurre il numero troppo alto di morti sulla rotta verso l’Europa.“. 

In poche parole, Mrs Pesc indirettamente prendeva a modello la Repubblica Islamica per l’accoglienza dei rifugiati afghani, paragonandolo alla crisi dei rifugiati in Europa, al fine di avviare una cooperazione con Teheran per risolvere questa drammatica crisi (che colpisce l’Italia in prima battuta).

Cosi facendo, la Mogherini mistificava gravemente la realtà dei fatti. In primis per quanto concerne i rifugiati afghani in Iran: questi rifugiati sono volontariamente tenuti ai margini dal regime, grazie ad una politica sostenuta dai Pasdaran, che ne vuole fare carne da macello per la Siria. Esiste infatti da anni una brigata speciale di Pasdaran – la nota Brigata Fatemyun – composta solamente da rifugiati Afghani. Il loro coinvolgimento nella jihad del regime, e’ in piena violazione dei parametri stabiliti dall’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UANI).

Per la maggior parte, non si tratta di volontari ispirati da una fanatica visione del jihad khomeinista, ma dalla promessa di ottenere uno stipendio sicuro e, al loro ritorno, di poter avere un permesso di residenza in Iran. Non solo: il Parlamento iraniano sta da tempo discutendo una legge per concedere la cittadinanza ai rifugiati afghani che si arruoleranno per combattere in Siria (Good Morning Iran).

Secondo le informazioni raccolte in questi mesi, l’Iran offre un salario di che varia da 500 ai 700 dollari mensili ai circa 3000 combattenti afghani in Siria (Observer France 24). Non solo: come denunciato dal deputato afghani Qais Hassan, i Pasdaran hanno affittato degli aerei civili della compagnia afghani Ariana, per trasferire i combattenti afghani nei teatri di guerra in Siria e Iraq. Un accordo ottenuto con la collaborazione della compagnia aerea civile iranian Mahan Air: per 10,000 dollari a volo, la Ariana fa saliere a bordo dei suoi vettori Pasdaran Afghani vestiti da semplici civili (Pajhwork Afghan News).

Cosi facendo, il regime iraniano viola la stessa Convenzione Internazionale di Chicago – di cui e’ firmatario – che vieta espressamente di usare l’aviazione civile per scopi diversi da quelli previsti nella Convezione stessa (ergo per scopi militari). L’articolo 4 della convenzione di Chicago, infatti, testualmente afferma che: “Ogni Stato contraente si impegna a non adibire l’aviazione civile a scopi incompatibili con la presente Convenzione” (Testo). Questa violazione e’ stata totalmente ignorata dalla Comunità Internazionale.

Purtroppo c’e’ molto di peggio: l’Iran non solo manda i rifugiati Afghani a morire in Siria, ma tra loro invia anche numerosi minori. Quotidianamente, infatti, tornano in Iran nelle bare i corpi di giovanissimi afghani, uccisi per difendere il macellaio Bashar al Assad. Inviando minori in guerra, la Repubblica Islamica viola sia la Convenzione per i Diritti del Bambino del 1994, che il Protocollo aggiuntivo del 2010 contro il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati (Good Morning Iran).

Vedere come l’Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell’UE ignori tutte queste vergognose violazioni, rappresenta un fatto gravissimo. Nessun appeasement internazionale, infatti, può giustificare l’indifferenza e il totale silenzio europeo e Occidentale.

Minori Afghani arruolati dai Pasdaran e morti in Siria 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Untitled

Si potrebbe cominciare questo articolo con due semplici parole: senza commento. Infatti, non c’e’ commento alle dichiarazioni di Sadegh Larijani, capo della Magistratura Iraniana e fratello di Ali Larijani, potente speaker del Parlamento di Teheran. Secondo Sadegh Larijani, infatti, l’emergenza rifugiati in Europa e’ il risultato di un “complotto Occidentale”. Parlando in prossimità della festività dell’Eid al Ahda, Larijani ha subito elogiato i Pasdaran. i Basij e la cultura del jihad e del martirio (come sacrificio estremo per il bene della Rivoluzione Khomeinista). Dopo aver ripetuto che Israele e’ un cancro da rimuovere dalla regione e dopo aver criticato i Paesi mussulmani non allineati alla politica della Repubblica Islamica dell’Iran, Larijani e’ passato a parlare direttamente della Siria.

Per il capo della Magistratura iraniana, quindi, la crisi dei rifugiati in Europa e’ il frutto del complotto Occidentale e del sostegno dato dall’Europa e dall’America al terrorismo. Ovviamente, per Larijani la soluzione a questa crisi e’ quella di lasciare i siriani decidere da soli il loro destino, ovvero – in altre parole – lasciare al potere il puppet dell’Iran a Damasco, Bashar al Assad. In chiusura del suo discorso, sempre immancabile, l’Ayatollah iraniano si e’ scagliato contro i tentativi della cultura Occidentale di infiltrarsi all’interno dell’Iran (Mehr News).

Le parole di Sadegh Larijani, come suddetto, non meriterebbero alcun commento. Rimarchiamo solamente come l’appeasement Occidentale verso Teheran, e’ ogni giorno più paradossale e ridicolo. Non solo perché l’Iran insulta quotidianamente l’Occidente, ma anche perche’ i Mullah stanno usando questo lassismo del “mondo democratico”, per rifarsi il look. Se qualcuno va condannato per la crisi dei rifugiati in Siria, quella e’ proprio la Repubblica Islamica. Intervenendo per prima nel conflitto e reprimendo la Primavera Siriana, Teheran (con Hezbollah) ha dato il via definitivo allo scoppio del conflitto settario tra Sciiti e Sunniti, facendo della Siria il campo principale del confronto fra le due anime dell’Islam.  Tra le altre cose, a proposito di rifugiati, e’ proprio l’Iran andrebbe condannato anche per aver usato i rifugiati afghani nella Repubblica Islamica come carne da macello nel conflitto siriano (Gaia Espana).

E’ tempo che i Governi e le diplomazie Occidentali alzino la voce contro il regime iraniano e la smettano di restare silenti per meri interessi economici. E’ tempo di pretendere da Teheran e smettere di concedere senza condizioni. E’ tempo di avere rispetto e non solo di darlo. Soprattutto ad un regime che, solamente negli ultimi due anni, ha impiccato quasi 2000 esseri umani…

[youtube:https://youtu.be/ze_wt2-luCo%5D

sbr112813dAPR20131127034514

L’accordo nucleare iraniano rappresenta una vera e propria vittoria diplomatica per il regime iraniano che, purtroppo, ha ricevuto un riconoscimento politico e materiale – il programma nucleare sviluppato clandestinamente – da coloro che, teoricamente, avrebbero dovuto difendere i valori della legalità e della democrazia. Grazie all’Iran Deal, al contrario, la lotta per la libertà ripresa faticosamente dal popolo iraniano nel 2009, e’ stata praticamente cancellata e l’Occidente ha firmato una cambiale di garanzia per la sopravvivenza del regime fondamentalista iraniano. Hassan Rouhani, sotto la cui Presidenza si sono compiuti i peggiori abusi dei diritti umani, ha giustamente rimarcato che, l’accordo firmato a Vienna il 14 luglio scorso, rappresenta una vittoria per Teheran. Meglio, Rouhani ha descritto la vittoria diplomatica iraniana con una metafora calcistica: “anche se parliamo di una partita di calcio, quando raccontiamo se abbiamo vinto o perso, possiamo dire che noi abbiamo segnato 3 goal contro 2. Qualcuno ha detto che avremmo potuto segnare più goal. Noi, pero’, dobbiamo considerare la squadra contro cui abbiamo giocato. Noi possiamo fare più richieste se ci sediamo a bordo campo e guardiamo la partita come tifosi“. Il significato e’ chiaro: il regime iraniano ha ottenuto quello che voleva – un riconoscimento politico – dai principali attori internazionali, ed e’ oggi pronto a giocare la parte del buon samaritano, perché sa bene che questo gli permetterà di ottenere ancora più concessioni dai suoi arrendevoli rivali. La metafora calcistica di Rouhani ha esaltato la Rete che, immediatamente, ha diffuso una immagine di Rouhani calciatore, in preda alla gioia dopo aver segnato una delle tre reti. 

rouhani

Una delle grandi vittorie ottenute dal regime iraniano con il nuclear deal, e’ il rilascio a breve termine di oltre 150 miliardi di dollari per mezzo dell’alleggerimento delle sanzioni internazionali. Una buona parte di questi soldi, chiaramente, finiranno nelle tasche dei Pasdaran, a cui Rouhani dovrà pagare una tangente in cambio del sostegno all’accordo di Vienna. Gli interessi economici dei Pasdaran, infatti, sono altissimi e certamente i Guardiani della Rivoluzione non accetteranno di vedere il loro budget diminuire. A loro volta, i Pasdaran useranno i soldi per finanziare i loro clienti – ovvero i gruppi terroristi e le milizie sciite – in tutto il Medioriente. In particolare, i soldi verranno usati per pagare i foreign fighters sciiti che, sotto il controllo della Forza Quds, partono oggi dall’Iran per combattere in Iraq, Siria e Yemen. Ecco allora spiegata anche l’importanza di una legge che il Parlamento iraniano sta discutendo in questi giorni: grazie a questa legge, infatti, i foreign fighters sciiti che si arruoleranno per la jihad, otterranno in cambio la cittadinanza iraniana. Un incentivo fortissimo soprattutto per tutti quei disperati rifugiati afghani che, quotidianamente, abbandonano il loro Paese per il vicino Iran, in cerca di una vita migliore. Sinora, parte di questi disperati sono stati mandati a combattere la jihad in cambio di uno stipendio e del visto per rimanere nella Repubblica Islamica. Grazie a questa nuova legge, che richiede un espresso parere positivo dei Pasdaran, un numero ancora più alto di immigrati sciiti arriverà da Paesi come l’Afghanistan, pronti a prendere il fucile per proteggere l’imperialismo iraniano nella regione. Tutto questo, grazie al contributo diretto dell’Occidente e della sua vergognosa scelta di inginocchiarsi al regime iraniano.

[youtube:https://youtu.be/mjHGimWVkPM%5D

kkk

Prima i sunniti, poi i neri americani e adesso Gesu’ e la Vergine Maria. Insomma, la Guida Suprema Ali Khamenei – o per meglio dire il suo staff su Twitter – le sta provando tutte per dare una immagine pulita del regime iraniano. Peccato che, come sempre, la realtà sia ben diversa da quella che la charm diplomacy di Teheran tenta di disegnare. Questa volta, Khamenei ha scelto di fare concorrenza a Papa Francesco e di usare Gesu’ e la Vergine Maria per predicare amore nel mondo via Twitter. In una serie di tweet pubblicati ieri, infatti, il dittatore iraniano ha sottolineato l’amore dell’Islam per il profeta Gesu’ e Maria e ha sottolineato come questo amore obblighi alla lotta contro l’oppressore. Ovviamente, come sempre, l’oppressore è il Grande Satana americano (e tutto l’Occidente) e il Piccolo Satana israeliano. In una foto allegata ad uno dei tweet, non a caso, Khamenei ha mostrato l’Ayatollah Khomeini in compagnia di Monsignor Hilaron Cappucci, noto alle cronache per aver trafficato armi con i terroristi palestinesi…

Come suddetto, ai tweet di Khamenei non corrisponde la realtà della situazione in Iran. La Repubblica Islamica continua senza sosta a perseguitare e arrestare i cristiani in Iran, in particolare coloro che decidono di lasciare l’Islam e abbracciare il cristianesimo. Questi fedeli, colpevoli unicamente di aver scelto liberamente il loro credono, vengono arrestati dai Pasdaran e accusati di apostasia dalle Corti Rivoluzionarie. L’apostasia, per la cronaca, è punibile in Iran con la pena di morte. Questo è stato il caso del Pastore Youcef Nadarkhani, condannato a morte e liberato nel 2012 solamente grazie alle pressioni internazionali. Purtroppo, però, nelle prigioni del regime restano ancora diversi cristiani. Due casi limite, divenuti ormai intollerabili per chi sostiene i diritti umani, sono quelli dei Pastori Saeed Abedini e Farshid Fathi. Saeed Abedini è detenuto dal 2012 ed è stato condannato a 8 anni di carcere per aver abbracciato la fede cristiano evangelica. Proprio in questi giorni, la moglie di Abedini dagli Stati Uniti ha denunciato che il marito è stato minacciato di morte dai sostenitori dell’Isis imprigionati nelle carceri iraniane. Farshid Fathi, anche lui arrestato nel 2012 per essersi convertito al cristianesimo, uscirà di prigione solamente nel dicembre del 2016. Nell’aprile scorso, il Pastore evangelico è stato tra i detenuti malmenati in carcere dirante un raid punitivo dei Pasdaran.

Non solo: nel silenzio del mondo, i cristiani iraniani stanno lasciando la Repubblica Islamica per trovare rifugio in Europa. Due, in particolare, sono i nuovi santuari di questi fedeli in cerca di libertà: la Germania e la Bulgaria. Per quanto concerne la Bulgaria, Nikolai Chirpanliev – Presidente dell’Agenzia Bulgara per i rifuguati – ha rivelato che la comunità di cristiani iraniani di Sofia conta ormai tra i 100 e i 200 membri. “Scappano” – ha rimarcato Nikolai – “per via del regime in Iran, che li perseguita per la loro fede”. In Germania, invece, i numeri sono molto piu’ alti: secondo quanto rivelato dal Guardian, circa 4,500 iraniani di fede cristiana hanno raggiunto negli ultimi mesi Berlino. Il costo di questo viaggio verso la libertà è di circa 30.000 dollari.

Vogliamo infine ricordare che, secondo la denuncia dell’inviato ONU per i diritti umani in Iran, Ahmed Shaheed, attualmente nelle carceri iraniani ci sono almeno 49 cristiani, la maggior parte dei quali rinchiusi per meri motivi religiosi. Di recente, quindi, l’agenzia Mohabat news ha denunciato che il regime iraniano ha inziato a separare i cristiani nel carcere, al fine di evitare la massimo i contatti tra di loro.

khamenei gesu