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Alla fine e’ andata come sempre va nella Repubblica Islamica, quando esci fuori dai parametri accettabili dal regime: la deputata riformista Parvaneh Salahshouri – che aveva difeso le ragioni dei manifestanti – e’ stata convocata da un Tribunale iraniano per rispondere alle accuse di “diffusione di menzogne” e “propaganda contro il sistema”.

La Salahshouri, deputata velatissima eletta a Teheran, aveva coraggiosamente preso la parola in Parlamento, non solo per difendere le ragioni per cui i manifestanti scendevano in piazza e protestavano contro il regime, ma aveva anche puntato l’indice contro i Pasdaran, accusati di interferire in ogni settore della vita politica ed economica del Paese. Secondo quanto affermato dalla stessa Salahshouri, sarebbero stati proprio i Pasdaran a denunciare la deputata.

La Salahshouri, infine, aveva anche chiesto ufficialmente la nascita di una commissione di inchiesta, per indagare i responsabili delle repressioni delle violenze contro i manifestanti (solo nelle ultime proteste per il rincaro del prezzo della benzina, sono state uccise 1500 persone e arrestate altre 12000).

Secondo quanto e’ stato reso noto dalla ISNA, la Salahsouri non si sarebbe tirata indietro davanti alle accuse, presentandosi subito in Tribunale per rispondere delle accuse rivolte.

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Come avrebbero detto Ale e Franz in un loro programma TV famoso “buona la prima”. Ieri il sostituto della Mogherini, il neo Mr. PESC Josep Borrell, ha rilasciato una durissima condanna del regime iraniano, per le repressioni delle manifestazioni popolari avvenute in questa settimana.

Nel comunicato, riportato anche dal sito della Farnesina, Borrell ha condannato gli omicidi e i numerosi feriti, ha parlato di uso sproporzionato della forza, ha denunciato il blocco totale di Internet nel Paese e ha chiesto a Teheran di permettere l’accesso alle carceri per visitare i detenuti arrestati in questi giorni e di condannare i responsabili delle violenze.

Le parole di Borrell, notoriamente non anti-iraniano (anzi), vanno accolte con soddisfazione e con la speranza che la posizione europea resti, nel merito, sempre la stessa. Una posizione molto dura, che speriamo segni un cambio di passo radicale rispetto alla pessima gestione precedente di Federica Mogherini, quasi sempre silente sugli abusi del regime iraniano e praticamente prona ai desideri di Zarif.

iran borrell