Posts contrassegnato dai tag ‘Regime Iran’

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Non ci sono parole: nella Repubblica Islamica non si ha il diritto di essere contenti. Così, se qualche innocente cittadino iraniano decide di ballare la canzone “Happy” di Pharrel Williams e di pubblicare il video su Youtube, immediatamente diventa un criminale da perseguire e sbattere in carcere.

Andiamo con ordine: qualche settimana fa, diversi ragazze e ragazzi in Iran, decidono di esprimere la voglia di felicità e ballare il pezzo del momento, “Happy”, ascoltato in Iran grazie al mercato nero della musica. Così, ecco apparire su Youtube un paio di video ispirati alla canzone di Pharrel Williams ed intitolato “Happy in Tehran” e “Happy we are from Tehran”. Nei video, che vi riproponiamo sotto, si vedono giovani iraniani danzare e battere le mani al ritmo della musica del popolare artista americano. Molte delle ragazze, coraggiosamente, decidono di apparire in video senza il velo, dimostrando la loro voglia di essere libere, indipendenti e felici.

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Come suddetto, anche con il mitizzato Rohani Presidente, in Iran non si ha il diritto di essere felici. Ecco allora che la mano insanguinata del regime fascio-islamista si abbatte ancora contro i partigiani del XXI secolo. Qui sotto, quindi, potrete vedere il servizio, trasmesso dalla TV iraniana, relativo all’arresto di alcune delle ragazze e dei ragazzi che hanno preso parte ai video Happy in Tehran e Happy we are from Tehran. Come vedrete nelle immagini, mentre i miliziani del regime interrogano i responsabili, si vedono dietro alcuni spezzoni dei video incriminati.

Che cosa aggiungere? Probabilmente che, chiunque decide di mantenere con il regime iraniano relazioni politiche, dovrebbe ogni giorno di più provare un senso di vergogna. E’ grazie a questa passività, infatti, che i giovani iraniani finiscono costantemente in carcere o peggio, sulla forca…

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Un grido di aiuto ci giunge dalla famiglia di Saeed Abedini, il Pastore cristiano evangelico imprigionato in Iran e condannato ad otto anni di carcere per il suo credo religioso. Abedini, arrestato nel settembre del 2012, è in possesso anche dalla cittadinanza americana e il regime lo sta usando come arma di ricatto contro Washington. Apprendiamo in queste ore che, da circa un mese, il Pastore evangelico è ricoverato in un ospedale di Teheran per delle cure mediche urgenti. Saeed Abedini, secondo il suo legale, si sarebbe sentito male in seguito ad una serie di ferite riportate durante la prigionia nel carcere di Rajai Shahr. I medici ritengono che dovrebbe subire una immediata operazione chirurgica ma, almeno sinora, il regime iraniano ha negato il permesso.

Saeed Abedini ha 33 anni è sposato e ha due figli che lo attendono a braccia aperte negli Stati Uniti. Come hanno rimarcato i famigliari, al momento della sua incarcerazione, Saeed era un uomo in piena salute e in ottima condizione fisica. A due anni dall’inizio della sua prigionia, in seguito alle persecuzioni fisiche e psicologiche subite dalle guardie del regime, il Pastore evangelico è ormai estremamente deperito e debole. Attivisti di tutto il mondo, ormai, sono impegnati nella campagna per la sua liberazione e in America diverse importanti personalità hanno chiesto al Presidente Obama di pretendere il rilascio di Saeed Abedini dal regime iraniano. Nonostante le sue promesse, Hassan Rohani non ha fatto nulla per migliorare la situazione dei diritti umani all’interno della Repubblica Islamica. Al contrario, come evidenziato dalle Nazioni Unite e rimarcato dall’Unione Europeae, le persecuzioni, gli arresti e le condanne a morte sono drammaticamente aumentate.

Vi chiediamo di unirvi alla campagna per la liberazione immediata di Saeed Abedini e vi invitiamo a firmare la petizione in suo favore: http://beheardproject.com/saeed

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potito salatto

No Pasdaran ha l’onore di intervistare l’europarlamentare del PPE Potito Salatto, gia’ vicepresidente della Regione Lazio, eletto al Parlamento Europeo nel giugno del 2009. L’Onorevole Salatto è Vice Presidente Vicario della Delegazione per i Rapporti con l’Iran e, in questa veste, si è contraddistinto per la costruzione di un rapporto politico con il Governo iraniano, basato sul rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali del popolo iraniano. In questa veste, perciò, l’Onorevole Salatto si è fermamente opposto al viaggio in Iran che alcuni europarlamentari della delegazione europea hanno organizzato, senza precondizioni, per il prossimo 13 dicembre. Abbiamo colto l’occasione di questo triste avvenimento, per chiedere all’Onorevole Salatto i motivi di questa sua opposizione e per approfondire brevemente il tema Iran in seguito all’elezione di Rohani e dell’accordo di Ginevra.

Ecco cosa l’Onorevole ci ha detto in esclusiva.

NPOnorevole Salatto ci puo’ spiegare le ragioni della sua opposizione al viaggio dei Parlamentari europei in Iran, previsto per il 13 dicembre prossimo?

PS –  La mancanza di un programma condiviso con le autorità Iraniane prima che la Delegazione Europea si recasse a Teheran ha ingenerato il sospetto che tutto potesse esaurirsi in un regalo gratuito al Governo Iraniano. Noi del PPE, siamo convinti, infatti, che questa visita sarà strumentalizzata da mass media locali per dimostrare che l’Europa ha interrotto quell ‘isolamento internazionale nel quale vive l’Iran. Per questo il PPE, unanimemente, ha rifiutato di partecipare

NP– Secondo Lei, il viaggio dei Parlamentari europei in un Paese che, solo nel 2013, ha impiccato più di 500 persone e che continua a perseguitare prigionieri politici, omosessuali e minoranze, non rappresenta una palese violanzione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, approvata a Strasburgo nel 2007?

PS  Abbiamo richiesto senza alcuna risposta, la possibilità di incontrare vere opposizioni, di visitare le carceri, di incontrare i titolari del Premio Sakharov i giovani universitari, le ONG che operano sul territorio, per dimostrare che l’Europa é portatrice di valori assoluti in materia di diritti umani, civili e politici. Il regime Iraniano invece continua a dimostrare assoluta insensibilità verso questi valori. Vedremo al rientro della Delegazione, peraltro ridotta e delegittimata  dall’assenza della rappresentanza PPE, primo partito nel Parlamento Europeo, quali saranno i risultati ottenuti.

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NPCosa pensa dell’accordo di Ginevra sul nucleare? Non ritiene pericoloso il fatto che nessuna centrale nucleare iraniana verrà smantellata e che, in poche parole, il mondo ha riconosciuto il diritto di arricchimento dell’uranio da parte del regime iraniano ottenendo, praticamente, poco o nulla in cambio?

PS  Per quanto riguarda le vicende del nucleare preferisco attendere gli effettivi risultati dell’accordo di Ginevra, verso il quale nutro sospetti di ingenuità da parte degli Occidentali. Vedremo in seguito e ci esprimeremo adeguatamente.

NPL’accordo di Ginevra prevede un ammorbidimento di alcune sanzioni in settori quali petrolchimico, aviazione e automobilistico. Sebbene si sia calcolato che Teheran incasserà circa 7 miliardi di dollari da questa riduzione delle sanzioni, non le sembra che l’effetto piscologico di questa apertura rischia di portare nelle casse iraniane molti più introiti? Il settore automobilistico, in particolare, non rischia di favorire Teheran nell’importazione di componenti dual use?

PS –  Purtroppo in questi casi, gli interessi economici reciproci spesso sono prevalenti. Da parte Europea sarebbe inaccettabile immaginare una collaborazione stringente con un Paese che non conosce le piu’  elementari condizioni di democrazia.

Ringraziamo sinceramente l’Onorevole Potito Salatto per averci concesso questa preziosa intervista e per le coraggiose posizioni da lui costantemente affermate in merito all’Iran e agli abusi dei diritti umani che il regime quotidianamente commette.

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proteste in Iran

Il 22-23 febbraio si è svolto un convegno presso l’Università La Sapienza di Roma dedicato alla civiltà iraniana. Il convegno era intitolato “Civiltà Iraniana: passato, presente e futuro ed è stato organizzato dall’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, con la collaborazione del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’, del Ministero dei Beni Culturali e della Sapienza Università di Roma. Al convegno, secondo quanto apprendiamo, hanno partecipato l’Ambasciatore iraniano in Italia Seyyed Mohammad Ali Hosseini, il Professor Luigi Ferretti della Sapienza e trenta “eminenti” esperti di civiltà iraniana, provenienti dall’Italia e dalla Repubblica Islamica. Secondo l’agenzia iraniana IRNA, in occasione del convegno l’Ambasciatore iraniano avrebbe denounciato la Iran-fobia lanciata dall’Occidente contro la Repubblica Islamica. Una fobia che darebbe, sempre secondo il diplomatico iraniano, una immagine distorta dell’Iran.

La civiltà iraniana è sicuramente ricca di una storia davvero preziosa che è importante studiare e ricordare. Considerando, però, che il convegno era dedicato anche al “passato e futuro” della suddetta civiltà, saremmo grati se potessimo ricevere alcune risposte ad alcune domande fondamentali da parte degli intellettuali e delle realtà istuzionali che hanno promosso il convegno:

1- Cosa pensano lor signori del fatto che, nelle Università iraniane, oltre 77 corsi di laura sono vietati alle donne?

2- Cosa ne pensano lor signori della modalità civile con cui il regime iraniano ha represso le proteste del 2009 e tiene in isolamento i leader della protesta Mir Hossein Mousavi e Meir Karroubi?

3- Cosa ne pensano lor signori delle parole del Presidente iraniano Ahmadinejad che ha definito l’olocausto “un grosso inganno”?

4- Cosa ne pensano lor signori della presenza, nelle carceri iraniane, di centinaia di prigionieri politici  tra i quali avvocati impegnati nella difesa dei diritti umani come Nasrin Sotoudeh e Mohammad Ali Dadkha?

5- Cosa ne pensano lor signori del sostegno dell’Ambasciatore iraniano in Italia, Seyyed Mohammad Ali Hosseini alla condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani?

6- Cosa ne pensano lor signori di un regime civile come quello che governa oggi in Iran che condanna al carcere registi pluripremiati come Jafar Panahi e Mohammad Nourizad?

7- Cosa ne pensano lor signori di un regime che porta avanti un programma nucleare chiaramente orientato alla costruzione della bomba atomica e che, allo stesso tempo, è firmatario del Trattato di Non Proliferazione (senza contare il programma missilistico…) ?

8- Cosa ne pensano lor signori  di un regime così civile capace di nominare come Ministro della Difesa un Pasdaran di nome Vahidi, ricercato dall’Interpol per terrorismo internazionale?

9- Cosa ne pensano lor signori del sostegno dell’Iran al regime siriano, a gruppi terroristi come Hamas e Hezbollah e a gruppi armati in Bahrain, Yemen, Nigeria e Darfur ?

10- Cosa ne pensano lor signori di un regime così civile da progettare l’uccisione dell’Ambasciatore saudita negli Stati Uniti e attentati sanguinosi come quello avvenuto a Burgas (Bulgaria) qualche mese fa ?

11- Cosa ne pensano lor signori di un regime come quello che controlla oggi l’Iran che continua a spendere milioni per finanziare i Pasdaran e il loro sistema corrotto e che lascia per strada milioni di disoccupati, migliaia di vittime della droga e centinaia di donne costrette alla prostituzione per sopravvivere?

12- Cosa ne pensano lor signori di un regime che condanna a morte coloro che si convertono al cristianesimo e che perseguita minoranze etniche,  religiose  e sessuali come i Baha’i, gli Ebrei, gli Arabi e gli omosessuali?

Potremmo andare avanti ancora per molto, ma per ora ci accontenteremmo anche di ricevere alcune risposte ad alcune di queste semplici domande! Considerando l’alto “profilo intellettuale” dei partecipanti al convegno, non possiamo credere che lor signori non sappiano dire qualcosa in merito a tematiche come queste che, per la cronanca, riguardano direttamente la “civiltà” della Repubblica Islamica…