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All’ipocrisia, come noto, non c’e’ mai fine. Un altro esempio di questa verità, lo ha dato in questi giorni il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Dopo l’attentato al Pulse di Orlando , infatti, Emiliano ha testualmente dichiarato: “Questa strage terribile, un atto terroristico che ha preso come bersaglio la comunità LGBTQI, mi ha colpito profondamente. Vorrei dedicare questa giornata di lavoro ai diritti degli uomini e delle donne della Puglia come del resto del mondo, per la libertà, senza la quale niente di tutto ciò che facciamo avrebbe senso”.

Un messaggio  da applausi, se non fosse per il fatto che, come spesso capita, chi predica bene razzola male. Il Presidente Emiliano, rientra esattamente in questa categoria.

Come dimenticare che, solamente poche ore prima della strage del Pulse, Emiliano ha ricevuto in pompa magna l’Ambasciatore Mozzaffari, rappresentante del regime di Teheran in Italia. Durante l’incontro con Mozzaffari, Emiliano ha benedetto ogni tipo di rapporto con la Repubblica Islamica, approvando anche un gemellaggio tra la Regione Puglia e la Regione di Hormuz Gan in Iran (Borderline24.com).

Peccato che, se veramente Emiliano crede in quello che dice, non dovrebbe neanche aprire la porta al rappresentante in Italia di Khamenei. L’Iran, come stranoto in tutto il mondo, condanna a morte gli omosessuali, secondo delle leggi ben chiare del codice penale. Non solo: quando non li manda al patiboli, li costringe indirettamente ad operarsi per cambiare sesso. Una operazione parzialmente sostenuta anche dallo Stato, che pero’ non vede alcun processo di inclusione nella società di coloro che decidono di fare questo passaggio. Al contrario, queste persone vengono lasciate ai margini e sono spesso costrette a prostituirsi. Una prostituzione legalizzata in Iran, grazie al cosiddetto “matrimonio temporaneo”, una bella trovata dei clerici khomeinisti per andare a “mignotte” salvandosi dal peccato…

Non e’ tutto: il massimo rappresentante del regime iraniano, tale Ali Khamenei, ha spesso insultato pubblicamente gli omosessuali, definendoli la causa della decadenza Occidentale e responsabili di un “grave peccato”. Tutto questo evitando di ricordare ad Emiliano come l’Iran umilia le donne e quella stessa libertà di cui il Presidente della Puglia parla nel suo messaggio.

Se davvero ad Emiliano interessano i diritti LGBTI, se davvero ha a cuore i diritti delle donne e la libertà, gli suggeriamo vivamente di rispedire al mittente le offerte del regime iraniano, e di abbracciare la campagna per la libertà di attiviste come Narges Mohammadi, da mesi incarcerate per aver detto no alla pena di morte e no al fondamentalismo islamico. 

La differenza tra chi veramente crede in quello che dice e chi semplicemente vuole farsi pubblicità, sta tutta qui…

In questi giorni si è svolto in Puglia un workshop intitolato RAILMED: A PROJECT FOR MEDA 2020, inteso a promuovere la collaborazione ferroviaria tra Italia e Iran. Il workshop è stato una buona occasione per l’ambasciatore iraniano Mozaffari, per incontrare importanti rappresentanti regionali come l’Assessore regionale per le Infrastrutture Giovanni Giannini, il responsabile di Confindustria Bari Michele Vinci e il Direttore Generale di Finmeccanica Sergio De Luca. Tra le altre cose, il workshop è stato organizzato anche con il sostegno di Ferrovie dello Stato e di UNIMED, l’Unione delle Università del Mediterraneo. Lo scopo di questo incontro, a cui ha partecipato una delegazione iraniana della Islamic Republic Railway System, intende esportare in Iran il know how italiano allo scopo di promuovere importanti investimenti nel settore ferroviario in Iran.

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Peccato che, ancora una volta, chi intende investire in Iran deve fare i conti con la realtà corrotta del sistema economico della Repubblica Islamica. Le mani dei Pasdaran, infatti, sono ampiamenti presenti anche nel settore ferroviario iraniano. Come denunciato in un Paper prodotto dalla Rand Corporation, “The Rise of Pasdaran“, le società delle Guardie Rivoluzionarie – prima fra tutte la Khatam al Anbia – hanno ottenuto importanti appalti per la costruzione di linee ferroviarie fondamentali. Tra le piu’ importanti, ricordiamo la linea ferroviaria tra Teheran e Tabriz, quella tra Kerman e Zahedan e quelal tra Zahedan e Bam.

Considerando la centralità strategica del settore ferroviario e la penetrazione dei Pasdaran in ogni ramo dell’economia iraniana, ogni tipo di collaborazione occidentale in questo settore rischia di rivelarsi assai pericolosa. Prima di pensare a simili investimenti, quindi, sarebbe bene che le società italiane preparassero un attento studio della realtà iraniana, al fine di non favorire gruppi terroristi e criminali come i Pasdaran.