Posts contrassegnato dai tag ‘Programma nucleare Iran’

Weekly-Cartoon-56

Il Ministro della Giustizia iraniano, ve lo abbiamo già detto, è un criminale assassino. Il suo nome, difficile da pronunciare, è Mostafa Pourmohammadi ed è noto al popolo iraniano perchè – sin dall’inizio della sua carriera – si è reso protagonista delle peggiori violazioni dei diritti umani. Nato a Qom nel 1960, Mostafa Pourmohammad è stato da sempre un uomo chiave nella macchina della repressione dell’Iran: da giudice delle Corti rivoluzionarie di Bandar Abbas, Kermanshah e Mashhad , tra il 1979 e il 1986, ha emesso numerose condanne a morte di oppositori politici, mentre da vice Ministro dell’Intelligence (carica ottenuta nel 1986), è stato implicato direttamente nel cosiddetto “Massacro delle Prigioni“ avvenuto nel 1988, una serie di brutali torture contro i prigionieri politici avvenuta nelle carceri iraniane. Per essere più precisi, Mostafa Pourmohammadi fu uno dei quattro giudici della Commissione speciale – anche nota come la “commissione della morte” – che si occupava di interrogare i prigionieri ed emettere le condanne a morte. Una specie di Giulio Cesare contemporaneo che, con il suo pollice macchiato di sangue, decideva della vita di centinaia di esseri umani…

Non soltanto la nomina di Pourmohammadi è la riprova che in Iran, dopo l’elezione di Rohani, non è cambiato praticamente niente ma, le recenti dichiarazioni del Ministro della Giustizia sul nuovo corso iraniano, dimostrano che Teheran ha un atteggiamento assolutamente non serio verso i negoziati. Parlando a proposito degli Stati Uniti e dei negoziati di Ginevra, infatti, PourMohammadi ha detto che lo slogan “Morte all’America” – pur non essendo  una necessità dell’Iran – caratterizza la politica anti-arroganza della Repubblica Islamica (ovvero la politica anti-Occidentale, NdA). Per quanto concerne il negoziato, PourMohammadi ha evidenziato che Teheran, se lo riterrà opportuno, saprà trovare un accordo con il nemico. L’accordo, però, dovrà essere basato sugli interessi dell’Iran e il Paese non dovrà mai dimenticare che la controparte è e rimarrà sempre il nemico.

Insomma, per dirla in poche parole, il Ministro della Giustizia iraniano rivela quelli che sono i reali fini della Repubblica Islamica: raggiungere un accordo di breve periodo con l’Occidente, con il solo scopo di cancellare le sanzioni e dare respiro all’economica iraniana. Di base, però, la Repubblica Islamica non ha alcuna intenzione di firmare con il resto del mondo un impegno di lungo perido, fondato su aperture e cambiamenti reali. Chi crede che gli Ayatollah e i Pasdaran accetteranno un compromesso del genere, purtroppo, è solo un illuso.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=483ReTacuawI%5D

Ali Akbar Velayati, Mahmoud Ahmadinejad

In queste ore sta facendo molto discutere una intervista concessa da Ali Akhbar Velayati, il consigliere per la politica estera della Guida Suprema Ali Khamenei. Parlando del programma nucleare Velyati, pur rimarcando gli effetti positivi dell’elezione di Hassan Rohani a Presidente, ha precisato che l’Iran non sospenderà mai il suo programma nucleare e che, anche su questa delicata questione, la Repubblica Islamica obbedisce unicamente alla Guida Suprema.

Se tanto ci da tanto, allora c’è poco da stare sereni: per ingannare l’occidente, infatti, dal 2005 l’Iran ha cominciato a tirare fuori la storia della fatwa sulle armi nucleari che avrebbe emanato al Guida Suprema. Peccato, però, che di questo editto religioso non c’è traccia ufficiale nei documenti ufficiali della Repubblica Islamica e nessuno ha mai diffuso il testo ufficiale della suddetta fatwa in farsi. Nonostante ciò, la Comunità Internazionale continua a bersi fiduciosa questa storia, con il risultato di essere costantemente pronta a negoziare con un partner che – molto astutamente – negozia unicamente per guadagnare tempo.

Per Khamenei, è bene chiarirlo, il programma nucleare non è in discussione: ormai, lo si comprenda bene, il nucleare è per la Repubblica Islamica un fattore ideologico che appartiene in toto alla lotta contro i “cattivi imperialisti sionisti”. In questo, quindi, Teheran è molto più vicina alla posizione ideologica e politica della Corea del Nord – Paese nucleare, alleato storico degli Ayatollah – che alle posizioni di qualsiasi altro Paese nel mondo.

C’è anche un fattore ulteriore che, purtroppo, dovrebbe preoccupare enormemente la Comunità Internazionale: Khamenei ritiene gli europei siano una “razza selvaggia dedita alla violenza delle donne”. Il negoziato con gli Occidentali, quindi, può avere solo ruolo funzionale agli interessi di Teheran e non a quelli della controparte. Si faccia caso, a tal proposito, che ogni volta che Khamenei parla del negoziato, evidenzia sempre come l’Iran non debba “arrendersi” agli Occidentali, ponendo il piano del discorso costantemente su aspetti legati al conflitto e all’odio.

Mentre il mondo aspetta “l’Iran che sta cambiando”, a Teheran sanno bene che l’unica cosa che hanno cambiato è la strategia per per fregare l’Occidente per l’ennesima volta…

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=zldWryH0rwA%5D