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Foto dell'Ayatollah Borojerdi prima della detenzione (destra) e durante la prigionia...(sinistra)

Foto dell’Ayatollah Borojerdi prima della detenzione (destra) e durante la prigionia…(sinistra)

Oggi pubblichiamo una lettera dell’Ayatollah Kazemi Boroujerdi al  Gruppo del 5+1, impegnato nei negoziati sul nucleare con il regime iraniano. L’Ayatollah e’ anche noto come il Mandela iraniano. Incarcerato da otto anni, l’Ayatollah e’ accusato di tradimento verso la Velayat-e Faqhi per la sua lotta per un ritorno alla purezza dello sciismo e per una separazione radicale della religione dalla politica. Minacciato di morte piu’ volte, l’Ayatollah ha scritto diverse lettere ai leader internazionali denunciando la brutalita’ del regime iraniano. Le sue condizioni di salute sono disperate, soprattutto da quando ha deciso di dichiarare lo sciopero della fame. La sua nuova lettera, indirizza a chi sta promuovendo l’appeasement verso Teheran. e’ la migliore risposta a chi pensa di riabilitare i Mullah e i Pasdaran.

“Agli Onorevoli membri del Gruppo P5+1,

Da prigioniero di coscienza vi mando i mie piu’ sinceri saluti

Come un leader religioso, imprigionato dal brutale regime iraniano, la mia grande speranza e’, ovviamente, che il negoziato porti alla pace, alla liberta’ e alla giustizia e spero che il comportamento inumano e anti-iraniano del nostro Governo venga soggetto a restrizioni. Come cittadino iraniano costretto a soffrire torture fisiche e psicologiche, a veder compiuti abusi sui membri della mia famiglia, ora capisco veramente quale e’ la moralita’ e la credibilita’ dell’Islam politico! Attualmente, e’ gia’ da otto anni che mi trovo nelle carceri di un regime “religioso”, perche’ mi sono opposito ad ogni interferenza della religione nella politica. Come risultato di questo crimine, vivo imprigionato dal regime ed ho perso la mia giovinezza e la mia salute. Come un leader di fede, una persona che ha sempre invocato la pace e la liberta’ e che ha sempre promosso e predicato la bonta’ Divina contro tutte le rigidita’ e le dure leggi religiose, sono stato privato delle cure mediche e del diritto ad avere un avvocato. Questo, sin da quando sono stato arrestato ed oggi sto morendo in carcere.

Sappiatelo: la maggior parte della popolazione iraniana ha voltato la schiena al Governo religioso. I nostri governanti fascisti quindi non hanno scelta e, per restare al potere, devono aumentare l’oppressione contro il povero popolo iraniano e continuare a costruire e ampliare il numero di carcere. Io vedo me stesso come un difensore pubblico del popolo iraniano, il cui orgoglio nazionale e’ stato rubato e i sui giovani sono sempre piu’ drogati e senza lavoro. Un popolo che vive nelle peggiori condizioni economiche, ideologiche e sociali, mentre in realta’ possiede le piu’ grandi risorse naturali. Dio ha dato loro una grande ricchezza, ma questo popolo muore come risultato delle peggiori condizioni ambientali e respiratorie. Un popolo che soffoca nella censura di un regime che non esiste in nessuna altra parte al mondo. Il popolo iraniano e’ derubato persino della propria vita privata.

Mi aspetto da voi, come grandi potenze del mondo, che utilizziate i vostri mezzi legali e mediatici per salvare una nazione esausta dalla oppressione e dalla dittatura religiosa. Solo, in questo modo, ripagherete la mancanza di aiuto ai miei compratrioti nella loro lotta contro un regime repressivo. Vi scrivo questa lettera dalla mia orribile cella, una missiva che vi arrivera’ grazie ad uno degli altri detenuti. Vi chiedo quindi di usare tutto il vostro potere per riportare l’umanita’ al nostro Paese e per creare il consenso internazionale contro i nostri brutali leader al potere. In tal modo, il nostro popolo ferito potra’ di nuovo rialzarsi e vivere. Non solo: in questo modo, anche altre Nazioni potranno salvare loro stesse dal sanguinoso piano di esportazione della Rivoluzione Islamica e dalle interferenze del regime iraniano in Libano, Palestina, Yemen, Siria, Iraq e Bahrain.

Per favore, non permettete a chi cerca autonomia di pensiero e sostegno alla liberta’ di essere seppelliti vivi nelle prigioni iraniane. Per favore, non permettete alla Comunita’ Internazionale di chiedersi, in futuro, per quale motivo l’attuale generazione e’ rimasta in silenzio ad osservare questa tirannia e questa oppressione. Non permettete loro di vedere l’uccisione di chi cerca la liberta’ e l’indipendenza. Per favore, non sostenete  economicamente i criminali leader religiosi oggi al potere in Iran, cancellando le sanzioni e lasciando la nostra ricchezza nelle loro mani. Ricordavelo: se cosi farete, sappiate che questo regime usera’ tutto il suo potere contro il suo stesso popolo.

In fede,

Seyed Hossein Kazemeini Boroujerdi

Prigione di Evin, Teheran, 2015″

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Mentre il mondo si concentra unicamente sui jihadisti sunniti presenti in Siria e Iraq, i jihadisti sciiti continuano ad arrivare in mezzo Medioriente liberamente. Si tratta di gruppi sotto il completo (o quasi) controllo del regime iraniano, finanziati e addestrati dai Pasdaran. Gli stessi Pasdaran, con Qassem Soleimani in testa, sono ampiamente impegnati nell’esportazione del khomeinismo nelle aree di crisi. Proprio come un virus, i jihadisti sciiti approfittano o favoriscono la crisi interna di diversi regime fragili, al fine di assumerne il totale controllo. Qui di seguito vi mostriamo ancora diverse prove di quanto affermiamo, rimarcando come la presenza dei jihadisti sciiti in Medioriente non solo non risolverà la guerra contro Isis, ma amplificherà drammaticamente il conflitto settario all’interno dell’Islam. Il 5 febbraio scorso, l’Esercito Libero Siriano ha rilasciato un documento scritto relativo all’interrogatorio di un Pasdaran iraniano arrestato dai ribelli. Qui sotto, l’immagine del documento rilasciato dai ribelli siriani.

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Il testo dell’interrogatorio, riporta alcune importanti informazioni relative alla presenza degli iraniani e dei terroristi Hezbollah, nell’area del Golan siriano. Quanto confessa il Pasdaran iraniano, non solo rivela alcune importanti notizie militari, ma anche le azioni terroriste che i jihadisti mettono in atto direttamente (e appositamente) contro la popolazione civile:

  • ci sono cellule dormienti di Hezbollah e dei Pasdaran che, cooperando insieme, riportano informazioni sui movimenti dei ribelli e dei loro comandanti;
  • queste cellule  dormienti sono schierate presso Daraa e Kuneitra;
  • queste cellule sono addestrate per per usare esplosivi;
  • gli operativi di Hezbollah costruiscono ordigni esplosivi e definiscono precisamente i target degli attacchi;
  • ci sono contatti diretti tra i comandanti di Hezbollah e i Pasdaran;
  • l’installazione degli ordigni esplosivi per gli attacchi suicidi con le autobombe avvengono in una base segreta della Sicurezza Siriana (abbiamo già parlato di questa tattica bieca);
  • gli attacchi con le autobombe avvengono in questo modo: le autobombe vengono parcheggiate nelle aree pubbliche in orari maggiormente affollati di civili e nei luoghi piu’ frequentati quali moschee (specie durante la preghiera del venerdi) e mercati;
  • coloro che compiono questi attentati vengono pagati con una cifra che varia tra le 100.000 e i 200.000 lire siriane. Si tratta di un budget messo appositamente da parte per queste azioni contro i civili, finanziato ovviamente dall’Iran (visto che le finanze siriane non esistono).

Sempre nell’area di Daraa, in questi giorni, i ribelli siriani hanno catturato un altro Pasdaran iraniano. La TV siriana Orient, quindi, ha mandato in onda il filmato del terrorista sciita e la sua pubblica confessione. Va riportato che, secondo diverse informazioni, sempre piu’ afghani Hazara vengono sono dal regime iraniano in Siria. Vogliamo ricordare che, questi miliziani, vengono inviati a combattere dai Mullah sotto minaccia: espatriati in Iran per fame, gli Hazara vengono minacciati di essere rispediti a casa se rifiutano di arruolarsi combattere in Siria.

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