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Qui di seguito pubblichiamo un video postato sulla pagina Facebook “My Stealthy Freedom”, la mia liberta’ rubata. E’ la pagina della giornalista iraniana Masih Alinejad che, coraggiosamente, si batte contro il velo obbligatorio in Iran e per i diritti delle donne nella Repubblica Islamica.

In questo video, drammatico, si sentono le urla di una donna che, con tutte le sue forze, prova a sfuggire all’arresto della polizia morale (la polizia adibita a fermare coloro che, secondo il regime, non rispettano i codici del vestiario della Sharia, la legge islamica).

Questo e’ l’Iran di Khamenei e Rouhani…

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Non sappiamo dirvi quale sia il nome della ragazza della foto che vi mostriamo alla fine di questo, triste, articolo. Ciò che sappiamo, però, è che si tratta di una giovane donna iraniana, che ha sofferto una pena medievale unicamente per essersi recata ad una festa con la presenza di uomini.

Come denuncia la pagina Facebook “My Stealthy Freedom” – la mia libertà rubata –  questa giovane ragazza iraniana è stata arrestata dalla polizia morale durante un raid con ad un “mixed party”, nient’altro che una festa con la presenza di ragazzi e ragazze insieme. Qualcosa che per i giovani Occidentali è normalissimo, ma che il regime islamista di Teheran vieta in nome della purezza della donna e della Sharia.

La foto, in particolare, appartiene ad una ragazza arrestata durante una raid ad una festa nella Provincia di Qazvin, nel Maggio del 2016 (ovvero sotto la Presidenza Rouhani). La festa era stata organizzata per festeggiare la fine degli studi dei ragazzi e il loro superamento degli esami liceali. Con la giovane vennero arrestati altre 35 persone, tra maschi e femmine, tutti poi condannati a 99 frustrate. Di quell’arresto, ovviamente, No Pasdaran aveva prontamente informato il suoi lettori.

Ecco il regime barbaro con cui, personaggi come la Mogherini, la Boldrini, la Bonino e la Serracchiani, intendono legarci a quattro mani…

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Secondo quanto dichiarato da diversi membri del regime, solamente tra il 14 e il 31 maggio del 2016, almeno 241 persone sono state arrestate in Iran, per aver preso parte a delle feste considerate “peccaminose”. Più semplicemente, gli arrestati hanno avuto la colpa di aver partecipato a “feste miste” (con maschi e femmine insieme), di aver bevuto qualche alcolico, di aver suonato musica considerata proibita o, per quanto concerne le donne, di non aver portato il velo in maniera adeguata  (Bcr Group).

Gli attivisti iraniani hanno riportato che:

  • 15 persone sono state arrestate ad una festa il 12 Maggio nella Provincia di Mazandaran. Durante il raid delle forze di sicurezza iraniane, sembra che siano state sequestrate bevande alcoliche e strumenti musicali;
  • 70 persone – ragazzi e ragazze – sono stati arrestati presso Neyshabour. Anche in questo caso i Basij hanno sequestrato dei liquori;
  • 23 persone sono state arrestate nella Provincia di Kerman ad un party notturno;almeno 29 tra ragazze e ragazzi, sono stati arrestati ad una festa notturna presso Mashhad;
  • 62 tra uomini e donne sono stati arrestati presso Bandar Abbas, anche in questo caso in un raid durante una festa privata notturna;
  • 23 uomini e 39 donne sono stati arrestati ad una festa, mentre stavano ballando;
  • 42 persone, tra uomini e donne, sono stati arrestati mentre festeggiavano in una villa privata.

Questo numero assurdo di arresti, dimostra la voglia di libertà che ha la popolazione iraniana, nonostante le continue umiliazione che deve subire. Ricordiamo che, solamente in questi ultimi mesi, la polizia ha creato una nuova unita’ speciale – composta da 7000 agenti in borghese – dedita unicamente a controllare la moralità della popolazione.

Si chiama “Gershad“, la nuova applicazione che permetterà agli iraniani di “stare alla larga dalla Ershad, la polizia morale iraniana. Obiettivo di questa applicazione, creata da un team di sviluppatori iraniani, ovviamente anonimi – e’ quello di segnalare sulla mappa tutti i check point della polizia morale presenti in città.

Le informazioni sulla posizione delle pattuglie della polizia morale, verranno fornite direttamente dagli utenti che, monitorando direttamente la situazione, segnaleranno al sistema l’esatta posizione degli sgherri del regime. Quando una segnalazione sara’ ripetuta da diversi utenti – diventando quindi credibile – un alert apparirà sulla mappa, permettendo ai giovani iraniani di stare alla larga dalle zone pericolose. Di converso, quando il numero di segnalazioni diminuiranno, l’alert verrà automaticamente spento (BBC).

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Sul loro sito, gli sviluppatori descrivono le ragioni che li hanno portati a creare questa applicazione: “Perché dobbiamo essere umiliati per il nostro ovvio motivo, ovvero quello di vestirci come vogliamo? I social media e i siti internet sono pieni di video e foto che mostrano donne innocenti, picchiate e trascinate dagli agenti della polizia morale“. E ancora: “La polizia dovrebbe garantire la sicurezza ai cittadini, non trasformarsi in un fattore di paura. Abbiamo cercato una soluzione pratica, per resistere pacificamente, garantendo un rischio basso e recuperando parte della nostra libertà” (Play.Google)

Non e’ dato sapere se veramente questa applicazione funzionerà, soprattutto considerando le censure imposte dal regime. Ad ogni modo, come segnale un utente su Twitter, solamente scaricando l’applicazione si mette in atto un atto di protesta (Twitter). Ricordiamo che, secondo i numeri forniti dagli sviluppatori di Gershad, solamente nel 2014, almeno 18,000 persone sono state processate per colpa della polizia morale e 200,000 hanno ricevuto una formale lettera di avviso.

 

 

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Sono passati solo pochi mesi dai terribili attacchi con l’acido contro le donne mal velate in Iran. Decine e decine di attacchi, per i quali nessuno sinora ha pagato il giusto prezzo. Al contrario, in carcere sono finiti, senza processo, diversi di coloro che sono coraggiosamente scesi nelle strade per protestare contro l’attacco alle donne. Come ricorderete, all’epoca i membri del Parlamento e del Governo iraniano fecero a gara per condannare le violenze degli “estremisti”, ma nella realtà la loro azione legislativa si concentrava proprio nella legittimazione del fondamentalismo più becero e delle milizie paramilitari di Ansar-e Hezbollah.

Come denunciato dai Ragazzi di Teheran e Amnesty International, nel Parlamento iraniano pendono già tre proposte di legge contro i diritti delle donne. La prima proposta, volta a promuovere la Virtu’ e la Morale pubblica, se venisse approvata darebbe ai Basij il diritto di agire liberamente per implementare il rispetto della morale e della virtù islamica nella società. Praticamente, un tasto verde per agire senza controllo contro tutti coloro che vengono considerati pericolosi per la “sicurezza nazionale” (la scusa usata sempre dal regime per reprimere ogni oppositore). La altre due proposte, invece, sono state denunciate da Amnesty e definiscono le donne come mere “macchine da riproduzione” per accrescere la popolazione.

Adesso, grazie alla pagina Facebook My Stealthy Freedom, veniamo a conoscenza di una nuova proposta di legge appena presentata in Parlamento. Secondo quanto denunciato dalla giornalista Masih Alinejad, infatti, già 36 deputati hanno firmato una proposta di legge che, se approvata, prevede di punire con la riduzione di un terzo del salario e la sospensione per un anno dal lavoro le donne che si presentano mal velate sul posto di lavoro. Purtroppo, questa proposta di legge e’ stata firmata anche da diverse deputate donne, tra le quali Fatemeh Alya, Zohreh Tayyebzadeh-Nouri, Laleh Eftekhari e Nayereh Akhavan.

Come si vede, quindi, se il Parlamento iraniano approvasse tutte le proposte di legge di cui vi abbiamo appena parlato, la già difficile vita delle donne iraniane diventerebbe davvero impossibile. Per questo, facciamo appello a tutte le forze politiche e all’associazionismo per denunciare questa situazione. In particolare, considerando l’ultima proposta di legge, facciamo appello alle forze sindacali italiane per agire immediatamente al fine di esprimere pubblicamente sdegno e condanna per la repressione dei diritti delle donne in Iran. 

La nuova proposta di legge per punire le donne mal-velate in Iran

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Le immagini che vi mostriamo sono di una tristezza davvero rara. A diffonderle è stata la pagina Facebook My Stealthy Freedom – la mia libertà rubata – impegnata attivamente a denunciare e promuovere i diritti delle donne nella Repubblica Islamica. Nella sequenza di fotografie che vederete qui sotto, potrete assistere al significato profondo dell’amore e all’abuso che il regime iraniano mette in atto contro i suoi stessi cittadini. Nelle foto, infatti, vedrete due giovani iraniani abbracciati su una panchina in un parco, apparentemente liberi di volersi bene. Una scena a cui, in Italia, è fortunatamente possibile assistere ogni giorno. Purtroppo, però, in Iran non è cosicontraria all’amore di questi giovani è la polizia morale: nelle immagini successive, quindi, si vede un poliziotto avvicinarsi alla coppia e chiedere loro di esibire i documenti. Dopo aver scoperto, probabilmente, che si trattava di una coppia non sposata, il miliziano islamista decide di arrestare i due ragazzi.

La parte piu’ vergognosa di questa storia, non è solamente relativa all’assurdo divieto di amarsi liberamente nella Repubblica Islamica. La parte piu’ ignobile è legata al fatto che, per potersi amarsi liberamente, spesso i giovani iraniani sfruttano strumenti come il sigheh, ovvero il matrimonio temporaneo. Questo genere di matrimonio, ammesso nell’Islam sciita, permette ad una coppia di sposarsi anche per pochi secondi. Purtroppo, però, proprio per colpa del matrimonio temporaneo, centinaia di donne povere in Iran si danno alla prostituzione, coperte da un ignobile diritto legale di cui, per primi, approfittano proprio i Mullah. Così, si arriva alla paradossale situazione che vede il regime iraniano per un verso vietare ai giovani di amarsi senza paura, e per un altro permettere a migliaia di uomini di sfruttare il corpo della donna a proprio piacimento, senza timore della polizia morale…

1. Due giovani iraniani si abbracciano amorevolmente su una panchina al parco

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2. Dietro la coppia arriva il primo miliziano

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3. Raggiunto da un suo collega, il miliziano obbliga i giovani ad esibire i documenti

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4. I due poliziotti decidono l’arresto della coppia

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5. I due ragazzi, colpevoli solo di essersi abbracciati, vengono arrestati

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I giovani iraniani sono stanchi e hanno voglia di libertà. Sono stufi di una società repressiva, governata da Mullah e Pasdaran, la cui morale viene imposta coattivamente attraverso pietosi sermoni e la polizia morale. Per questo, ormai, gli atti di protesta contro il regime sono continui e sempre piu’ violenti. In questi giorni, in particolare, due eventi hanno scosso l’establishment clericale iraniano. Il 15 settembre, ad esempio, in un parco della città di Ahwaz, dei ragazzi hanno attaccato un miliziano dei Basij, simbolo dell’oppressione clerico-militare del regime. Il miliziano islamista è stato ricoverato in ospedale, come questa foto testimonia

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Peggio è andata ad un Mullah presso la città di Esfahan. Qui, dei giovani in moto hanno attaccato il clerico sciita, rompendogli diverse dita delle mani. Ormai gli atti di insubirdinazione degli iraniani, aumentano sempre di piu’. Come suddetto, il tappo imposto dalla Velayat-e Faqih, è ormai già colmo e riesce a non scoppiare nuovamente solo per mezzo di una drammatica repressione di ogni opposizione al regime. Come questi violenti atti dimostrano, però, la sola repressione non riesce a fermare la voglia di libertà della popolazione.

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