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Secondo quanto denunciato dagli attivisti internazionali, il Ministero dell’Intelligence iraniano sta facendo pressioni sulla magistratura per ottenere la massima punizione contro Narges Mohammadi. La notizia, per la precisione, e’ stata data da Taghi Rahmani, marito della coraggiosa attivista iraniana, in carcere da mesi con l’accusa di propaganda contro il regime. In particolare, Narges Mohammad e’ stata arrestata per aver collaborato con il Premio Nobel per i diritti umani Shirin Ebadi, per aver creato un gruppo contro la pena di morte e per aver incontrato, nel marzo del 2014, l’ex Mrs. Pesc Lady Ashton. Nonostante tutto il lavoro di Narges Mohammad per la libertà del popolo iraniano e nonostante una delle ragioni del suo arresto sia stata l’incontro con la Ashton, nessun rappresentante della diplomazia internazionale ha speso una parola per la sua liberazione. Non lo ha fatto nemmeno colei che ha preso il posto di Lady Ashton, l’italiana Federica Mogherini, nonostante le richieste degli attivisti.

Le pressioni del Ministero dell’Intelligence hanno determinato il rinvio dell’inizio del processo contro Narges Mohammadi, previsto inizialmente per l’inizio di luglio. Per ora, quindi, non e’ stato nemmeno reso noto quando il processo sara’ avviato. Nel frattempo, purtroppo, a Narges Mohammadi continua ad essere vietato di incontrare i suoi cari. In un chiaro tentativo di sfiancarla psicologicamente, a Narges e’ permesso unicamente sentire la voce dei suoi due figli per pochi minuti, un paio di volte a settimana. Terribile.

Poche ore dopo la firma dell’accordo nucleare tra Iran e P 5+1, l’inviato speciale dell’ONU Ahmad Shaheed, ha richiesto pubblicamente un impegno internazionale per il miglioramento dei diritti umani nella Repubblica Islamica. Ricordiamo che, nonostante le ripetute richieste da parte del diretto interessato, Teheran non ha mai concesso all’inviato speciale Ahmad Shaheed di entrare in Iran per parlare con gli attivisti iraniani e verificare lo stato detentivo dei numerosi prigionieri politici.

Qui la petizione aperta su Change.org, per continuare a richiedere l’immediata scarcerazione di Narges Mohammadi: https://goo.gl/pRskq0

[youtube:https://youtu.be/At2A_4-pRv8%5D

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Ahmad Ronaghi Maleki è un uomo disperato. Le sue parole si spezzano, mentre denuncia il nuovo arresto di suo figlio Hossein Ronaghi Maleki, il noto attivista iraniano arrestato nuovamente sabato scorso. La storia di Hossein ve l’abbiamo già raccontata diverse volte:  blogger conosciuto con il nome di Babak Khorramdin – personaggio mitologico iraniano che lottò per la libertà – Hossein è stato arrestato nel 2009 per la sua attività contro la censura del regime. Il ruolo di Hossein è stato molto importante per far conoscere al mondo le proteste dell’Onda Verde, manifestazioni di piazza represse dal regime senza alcuna pietà. Condannato a 15 anni di carcere dal giudice Pir Abbasi, Hossein è stato rilasciato nel 2012, unicamente per il suo gravissimo stato di salute. Per mesi, lo ricordiamo, il regime gli ha negato la libertà, minacciandolo anche di lasciarmo morire in prigione. Solo lo sciopero della fame dichiarato da Hossein ha costretto i giudici a cambiare idea.

Il 28 febbraio scorso, quindi, Hossein è stato convocato nuovamente dal giudice del Tribunale Rivoluzionario. La ragione ufficiale della nuova convocazione di Hossein è stata la necessità di fargli nuovi controlli medici. Si trattava, purtroppo, di una scusa: nonostante i problemi di salute di cui soffre ancora, Hossein è stato nuovamente arrestato e trasferito nel carcere di Evin, dove sono detenuti i prigionieri politici. Oggi si trova nel braccio 8 della nota prigione iraniana, perchè il braccio solito dove sono detenuti i nemici del regime (quello 350) è ormai saturo.

Parlando con il sito Iran Wire, Ahmad Ronaghi Maleki ha gridato tutto il suo dolore. Il 2 marzo, quindi, si è recato davanti all’ufficio del Procuratore per protestare con un sit-in contro la decisione di riarrestare Hossein. “Io siederò qui indossando un lenzuolo” – ha dichiarato Ahmad – “porterò con me della benzina e se non mi risponderanno, mi darò fuoco. Se tenteranno di impedirmelo, brucerò anche loro con me. Le autorità hanno preso Hossein senza alcuna ragione. Hanno anche contraddetto lo stesso perdono concesso dalla Guida Suprema. E’ stato convocato dal giudice con un pretesto ed è stato arrestato. “.

Ahmad ha anche rivelato che, per protestare contro il nuovo arresto, Hossein Ronaghi Maleki ha dichiarato nuovamente lo sciopero della fame. Secondo quanto riferito da suo padre, dopo essere stato portato via, durante una conversazione telefonica con i suoi cari. Hossein ha affermato: “che differenza fa se muoio per suicidio o vengo ucciso?”. Ricordiamo ancora che Hossein soffre di problemi ai reni, di emmoragie intestinali e ha un problema di urinazione incontrollata (per via dei reni).

Prima che sia troppo tardi, vi preghiamo di sostenere la campagna per la liberazione del blogger Hossein Ronaghi Maleki.

Vi preghiamo di:

Firmare la petizione: http://bit.ly/1DOzIBy

Iniziare un vero e proprio tweet bombing al Primo Ministro Renzi e al Ministro degli Esteri Gentiloni per pretendere una azione diplomatica della Farnesina per la liberazione di Hossein. Ricordiamo che Gentiloni ha da poco visitato l’Iran, ma non ha menzionato mai la questione dei diritti umani nella Repubblica Islamica.

Qui sotto i loro account:

Questo un esempio di tweet da inviare:

.@matteorenzi @paologentiloni Chiediamo un’azione dell’‘na per la liberazione del blogger ‘iano #HosseinRonaghi. #FreeHossein

Vi chiediamo anche di mettere in atto lo stesso tweet bombing verso gli account dei rappresentati del regime iraniano. Qui sotto un esempio di tweet da inviare in inglese:

.@Khamenei_ir @HassanRouhani @JZarif We ask for the immediate release of the blogger #HosseinRonaghi. #FreeIran

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=OmqXfOVJpq8%5D