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Ci risiamo: ancora una volta il regime iraniano ha minacciato il Pastore Saeed Abedini. Secondo quanto riporta il Boroujedi Civil Civil Rights Group (BCRG), il Pastore Abedini sarebbe stato preso dalla sua cella nel carcere di Rajai Shahr e rinchiuso in una stanza con due noti membri della sicurezza, identificati come Bahreini e Mozare. I due sono conosciuti dagli attivisti iraniani e sono ‘famosi’ per essere due crudeli torturatori. Secondo quanto riportano le fonti interne all’Iran, il Pastore Abedini sarebbe stato minacciato di essere presto accusato di nuovi crimini. 

Vogliamo ricordare che il Pastore Saeed Abedini e’ in carcere dal luglio 2012, dopo essere stato arrestato per essersi convertito dall’Islam al cristianesimo. Dopo la conversione, per anni, il Pastore Abedini aveva lavorato alla realizzazione di un orfanotrofio presso la città di Rasht. Il Pastore Abedini oltre alla cittadinanza iraniana, ha anche quella americana. La sua famiglia risiede ancora negli Stati Uniti e la stessa madre di Saeed ha deciso di fuggire dall’Iran dopo l’arresto del figlio (No Pasdaran).

Condannato ad otto anni di carcere con l’accusa – senza senso – di essere “una minaccia alla sicurezza nazionale”, il Pastore Abedini ha subito diverse torture fisiche e psicologiche in cella. Solamente nell’Agosto scorso, ad esempio, gli attivisti hanno riportato che Abedini e’ stato picchiato duramente in carcere, non solo dalle guardie, ma anche da alcuni compagni di cella (Christian Science Monitor).

Il Pastore Abedini e’ uno dei quattro irano-americani, attualmente nelle carceri della Repubblica Islamica. Gli altri tre sono: il giornalista Jason Rezaian del Washington Post, Amir Hekmati, ex marine americano e Robert Levinson, ex agente FBI, arrestato in Iran con l’accusa di spionaggio, ma probabilmente arrivato in Iran per indagare (privatamente) su uno smercio illegale di sigarette (CNN).

A questi iraniani con doppia cittadinanza, va aggiunto anche il caso di Omid Kokabee, giovane scienziato, arrestato per essersi rifiutato di collaborare con il programma nucleare iraniano. Omid e’ stato arrestato mentre tornava in Iran dal Texas, dove aveva vinto una borsa di studio. Per la sua liberazione si sono attivati persino 18 premi Nobel per la Chimica. In Italia, la ONG “Nessuno Tocchi Caino” ha lanciato una pubblica petizione in suo favore (Change.org).

Ricordiamo che, a dispetto della vergognosa propaganda del regime iraniano, l’inviato speciale dell’ONU Ahmad Shaheed, ha denunciato la presenza di almeno 92 cristiani nelle carceri iraniane, molti dei quali arrestati per motivi religiosi (Testo Report). Le recenti minacce al Pastore Abedini, potrebbero essere direttamente ricollegate all’accordo nucleare: l’Iran vuole far capire che, la firma su Iran Deal, non significa una apertura verso l’Occidente in merito ai diritti umani. 

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Del Pastore cristiano Benham Irani vi abbiamo già parlato diverse volte. Il Pastore Benham Irani, 41 anni di Karaj, e’ stato arrestato dal regime iraniano nel 2010 con l’accusa di rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Dopo l’arresto, il Pastore e’ stato condannato ad un anno di prigione nel gennaio del 2011 ma, una volta portato in carcere, ha appreso di dover scontare altri cinque anni di detenzione per un – non meglio specificato – reato precedente. Il vero motivo dell’arresto del sacerdote cristiano e’ la scelta di Benham Iran di abbandonare l’Islam per convertirsi al cristianesimo nel 2002. Dopo la conversione, Benhami Iran e’ divenuto una guida religiosa e spirituale per oltre 300 fedeli presso Karaj. Dal momento della conversione, pero’,  per il povero Pastore e’ cominciata una vera e propria persecuzione da parte del regime.

Arrestato una prima volta nel 2006 e rilasciato poco dopo, Benham e’ stato definitivamente imprigionato nel 2010, dopo che le autorità sono entrate di forza nella sua abitazione presso Karaj, sequestrando tutto il materiale religioso in suo possesso. Come suddetto, alla pena di un anno di sono presto aggiunti altri cinque anni di detenzione, per crimini non meglio specificati. Purtroppo, pero’, l’agonia di questo uomo di fede non si e’ fermata qui: considerando la sua conversione al Cristianesimo, il Pastore Irani e’ stato accusato di “diffondere corruzione sulla Terra” e per lui il regime ha pensato addirittura alla pena di morte. Grazie alle pressioni internazionali, fortunatamente, il regime ha dovuto fare un passo indietro, decidendo – nell’Ottobre del 2014 – di aggiungere altri cinque anni di galera alla pena già inflitta. Morale della favola, per aver abbandonato l’Islam, il Pastore Irani resterà in carcere almeno sino al 2023.

Purtroppo, le condizioni di salute del Pastore Benham Irani sono davvero drammatiche. A causa delle pessime condizioni della detenzione, il Pastore cristiano si e’ ammalato ed e’ stato trasferito nell’ospedale del carcere nel 2012. Nel febbraio 2014, quindi, Benham Irani e’ stato sottoposto ad un intervento chirurgico di urgenza, dopo aver avuto diversi episodi di sanguinamento per via di ulcere e complicazioni al colon. Nonostante la malattia, il sacerdote e’ stato riportato in carcere senza alcuna pietà. La famiglia di Benham Irani ha denunciato di non avere più contatti diretti con il Pastore cristiano dall’Agosto del 2014.

In queste ultime settimane, proprio in considerazione delle sue condizioni di salute, il Pastore Benham Irani ha fatto richiesta di scarcerazione con la condizionale. Purtroppo pero’, la sua domanda e’ stata rifiutata dalla Corte Rivoluzionaria che, in una lettera inviata ai responsabili della prigione di Karaj, ha motivato il rigetto affermando che “non ci sono segni di rimorso da parte del detenuto che, quindi, sta continuando con le sue azioni illegali. In poche parole, la Corte afferma che, siccome Benham Irani non si e’ pentito di aver abbandonato l’Islam per abbracciare il cristianesimo, sta perpetuando il suo crimine e non può essere rilasciato. Tra le altre cose, come sottolinea l’agenzia Hrana, la richiesta di rilascio con condizionale, secondo la legge iraniana, non prevede alcuna necessita’ di “rimorso” da parte del detenuto.

Di seguito pubblichiamo la lettera inviata dalla Corte Rivoluzionaria alla Direzione della prigione di Karaj, con il rigetto della richiesta di rilascio su condizionale del Pastore Benham Irani

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