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Mai successo prima“, cosi Olli Heinonen, ex Vice Direttore Generale dell’AIEA, ha definito il documento rivelato ieri dall’Associated Press. Secondo quanto svelato dall’AP, infatti, l‘Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), avrebbe concesso all’Iran di auto-controllarsi i siti militari dove ha effettuato test per la produzione della bomba nucleare e di auto-fornire all’Agenzia ONU i risultati (AP). Praticamente, come chiedere ad uno spacciatore di auto-provare alla polizia di essere pulito…Quando parliamo di siti militari, ovviamente, parliamo della base di Parchin, ove Teheran ha compiuto in apposite strutture dei test per simulare gli effetti di una esplosione nucleare. Test svolti lavorando anche sulle ricerche dello scienziato ucraino V. Danilenko che, dopo la caduta dell’URSS, ha messo il suo sapere al servizio dei Pasdaran (No Pasdaran).

Questa incredibile concessione fatta dall’Agenzia ONU al regime iraniano e’ parte di un accordo segreto negoziato tra l’AIEA e l’Iran. Un accordo che e’ separato da quello nucleare raggiunto il 14 luglio e che, secondo quanto ammesso dallo stesso Segretario di Stato Kerry al Senato americano, non e’ stato reso noto nemmeno alla Casa Bianca. L’accordo, infatti, e’ definito “Separete arrangement II” e, per quanto concerne l’Iran, e’ stato firmato da Ali Hosseini Tash, Vice Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale per gli Affari Strategici. Ali Hosseini Tash, per la cronaca, e’ un ex comandante dei Pasdaran, responsabile diretto della militarizzazione del programma nucleare iraniano, in coordinamento con il Ministero della Difesa di Teheran. Di lui parla nel suo libro “The Iran Threat” Alireza Jafarzadeh, membro della dissidenza iraniana a cui va il merito di aver rivelato, nel 2002, l’esistenza dei due impianti nucleari clandestini di Natanz e Arak (The Iran Threat).

La parte più folle di questa storia e’ che, proprio mentre emergono i dettagli assurdi dell’accordo separato AIEA-Iran, il regime khomeinista continua a lavorare attivamente per ripulire Parchin da ogni traccia di attività nucleari illegali. Meno di due settimane fa, infatti, il think tank americano Institute for Science and International Security (Isis) ha pubblicato nuove immagini satellitari che mostrano le attività di Teheran nella base di Parchin, proprio nell’area delle strutture ove ha svolto i test nucleari clandestini (Isis). Alla comicità si aggiunge la beffa…

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Non e’ passato neanche un mese dalla firma dall’accordo nucleare tra l’Iran e l’Occidente. Un accordo che, dal 14 luglio in poi, viene descritto dai suoi sostenitori come un “passo storico”, capace di evitare una terribile guerra. Peccato che, al contrario di quello che sostiene la Casa Bianca, anche prima del 14 luglio Washington non aveva alcuna intenzione di aprire un conflitto con Teheran. Ergo, l’attuale campagna mediatica promossa in primis dall’Amministrazione USA, risulta alquanto patetica e poco credibile. Diffondere bugie e presentare come sola alternativa all’Iran Deal una nuova campagna militare, non e’ solo falso, ma anche segno dell’incapacità degli stessi promotori dell’accordo nucleare, di trovare ragioni concrete per convincere il pubblico in merito alla solidità stessa del Joint Comprehensive Plan of Action – JCPOA.

Ad ogni modo, mentre le diplomazie Occidentali diffondono la loro propaganda, i satelliti mostrano come la Repubblica Islamica abbia già iniziato i suoi giochini. I http://isis-online.org/uploads/isis-reports/documents/Renewed_Activity_at_Parchin_August_4_2015_FINAL.pdf, infatti, hanno rilevato nuove attività nell’area militare di Parchin, li dove l’Iran ha testato concretamente gli effetti di una esplosione nucleare. Test fatti grazie alle ricerche dello scienziato ucraino V. Danilenko che, dopo la caduta dell’URSS, ha messo il suo cervello a disposizione dei Mullah, in cambio di buone remunerazioni.

Secondo quanto rilevato dal satellite – e come le immagini sotto testimoniano – rispetto al 12 luglio (due giorni prima della firma dell’accordo), il regime iraniano ha iniziato presso Parchin una serie di attività sospette, ovviamente allo scopo di cancellare ogni prova delle ricerche illegali svolte nell’area negli ultimi dieci anni. Come si nota dalle immagini, rispetto alla prima immagine (12 luglio), e’ possibile vedere la presenza di nuovi container e casse, nuove strutture, presenza di detriti e veicoli in movimento. Non solo: come l’immagine del 26 luglio dimostra, nelle due strutture centrali, e’ stata rilevata una chiara nuova attività sui tetti.

L’accordo nucleare del 14 luglio, come noto, era già assai carente per quanto concerne la possibilità dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA), di accedere alle aree dove il regime ha compiuto le ricerche per la bomba. In tal senso, Parchin rappresenta uno dei centri più importanti. Peccato che, secondo l’accordo separato firmato tra AIEA e Iran, l’accesso ai siti sospetti dipende praticamente dalla buona volontà del regime iraniano. Secondo l’accordo, tra l’altro, l’Iran comincerà a spiegare le attività militari sospette compiute negli anni, solo dal 15 agosto: si tratterà di una spiegazione scritta, a cui l’AIEA potrà replicare con richieste di chiarimenti. Questo processo si concluderà solamente a dicembre e che, in tutti questi mesi, la Repubblica Islamica avrà tutto il tempo di cancellare le prove pericolose. La parte più comica, pochi lo sanno, e’ data dal fatto che, in quanto accordo separato, l’accordo tra Iran e AIEA non e’ inserito nel Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), ergo non parte dei documenti sottoposti all’approvazione del Congresso americano…(in merito si può consultare il sito Iran Watch).

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