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Cinque anni e sei mesi di carcere: e’ questa la pena a cui la Sezione 28 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran – presieduta dal giudice Mohammad Moghiseh, noto per i suoi abusi costanti dei diritti umani – ha condannato l’attivista (e attrice) Neda Njai.

Neda e’ stata arrestata il primo maggio del 2019, insieme ad altre 15 persone, per aver manifestato in una dimostrazione non autorizzata, in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori. Si tratta di una ricorrenza ufficialmente vietata in Iran, Paese che non permette la costituzione di sindacati autonomi.

Rilasciata su cauzione poco dopo il fermo, Neda e’ stata successivamente fermata nuovamente e trasferita nel carcere di Evin nel giugno del 2019. Accusata di “propaganda contro lo Stato”, “disturbo dell’ordine pubblico” e “disobbedienza civile”, Neda e’ stata quindi condannata, come suddetto, a cinque anni e sei medi di detenzione.

Lo scorso luglio, sul suo profilo twitter, il marito di Neda, Jamal Ameli, aveva denunciato che la moglie era stata picchiata due volte in carcere, venendo quindi trasferita nella sezione medica del centro di detenzione. Nel 2018, Neda aveva partecipato come attrice alla realizzazione di un documentario sulla vita dell’anarchica Emma Goldman (sotto il video).

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Ventiquattro anni di carcere! E’ questa la pena a cui il regime iraniano ha condannato Saba Kord Afshari, una coraggiosa ragazza iraniana che aveva pubblicamente protestato contro il velo obbligatorio.

Arrestata a Teheran il 1 giugno 2019, Saba e’ stata trasferita al centro di detenzione di Vozara e la polizia le ha confiscato il telefono e il computer portatile. Il giorno dopo, Saba e’ comparsa davanti alla Sezione 21 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, ove e’ stata accusata di aver agito contro “la sicurezza nazionale”, di “propaganda contro il regime” e di “promozione della prostituzione”, in base all’articolo 134 del Codice Penale islamico (incredibilmente, in Iran colei che rifiuta il velo e’ considerata una prostituta).

In tutto questo periodo di detenzione pre sentenza, Saba non ha avuto accesso ad un avvocato difensore. La sentenza a 24 anni di carcere e’ stata emessa dalla Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, dal giudice Iman Afshari. Di questi 24 anni di carcere, se confermata in appello, ne dovra’ scontare almeno 15. Saba ha incontrato il suo avvocato per la prima volta solamente il 19 agosto, durante la prima udienza del suo (velocissimo) processo.

Un anno addietro, nell’agosto del 2018, Saba era stata gia’ arrestata dalla polizia (insieme ad altre 50 persone), per aver protestato in piazza contro la crisi economica e la dilagante corruzione nel Governo. In quella occasione fu condannata ad un anno di carcere per “disturbo dell’ordine pubblico”, dal giudice Moghiseh (noto per i suoi abusi dei diritti umani). Venne rilasciata nel febbraio del 2019, quando Khamenei perdono’ una serie di detenuti in occasione dei 40 anni della Rivoluzione Islamica.