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Ha quasi dovuto morire in carcere per poter essere ricoverato in ospedale. Il fisico iraniano Omid Kokabee, incarcerato per non aver voluto collaborare al programma nucleare e missilistico del regime, recentemente si è ammalato di cancro e ha subito (in una operazione di emergenza) l’asportazione di un rene avvenuta il 20 aprile scorso all’ospedale Sina di Teheran. Il regime non voleva neanche trasferirlo in ospedale. In seguito all’operazione, la foto di Omid sul letto dell’ospedale con le manette ai piedi ha fatto il giro del mondo (GaiaItalia.com).

Grazie alle pressioni internazionali, non solo Omid è stato operato, ma ha anche ottenuto la libertà condizionale, ovviamente dopo aver pagato una somma enorme al regime (circa l’equivalente di 165 000 dollari). Il breve rilascio pare che durerà da uno a tre mesi. Il rilascio di Omid, come denuncia il responsabile di Amnesty USA Elise Auerbach, non è un atto di umanità del regime. Serve alla Repubblica Islamica per acuire le pressioni che sta subendo dagli attivisti nel mondo, per la completa liberazione di Omid Kokabee (Physics Today).

Omid Kokabee è stato arrestato nel 2011 all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran mentre si trovava in Iran per vedere la famiglia. Omid in quel periodo studiava all’Università del Texas. Accusato di contatti con una “potenza ostile”, la vera ragione dell’arresto di Omid è legata al suo rifiuto di mettere le sue conoscenze al servizio del programma missilistico e nucleare gestito dai Pasdaran (Nature).

Omid è stato condannato a 10 anni di detenzione. Per la sua liberazione si sono spesi ben 18 premi Nobel per la Fisica per mezzo di un pubblico appello su Nature. In Italia, la campagna per la liberazione di Omid è portata avanti dall’ONG Nessuno Tocchi Caino!

 

 

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Nessun ricovero ospedaliero per Omid Kokabee, scienziato iraniano, detenuto da anni per ragioni politiche. Nonostante Omid soffra da giorni di dolori al rene, il regime ha negato al detenuto il diritto di essere trasferirlo presso una struttura sanitaria esterna al carcere di Evin (come richiesto dallo stesso Omid). Il rifiuto, ovviamente, rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani, soprattutto considerando che il centro ricoveri del carcere non detiene alcuno strumento adeguato per poter aiutare le sofferenze del povero Omid (Hrana).

Come suddetto, Omid Kokabee e’ un prigioniero politico. Ufficialmente, Omid e’ accusato di “contatti con un governo ostile”, ma in realtà la vera ragione della sua detenzione e’ diversa. Scienziato brillante, Omid ha compiuto i suoi studi in Iran, in Spagna e negli Stati Uniti, presso l’università del Texas. Per anni, proprio per le sue qualità scientifiche, i Pasdaran hanno cercato di cooptarlo e usare il suo sapere per il programma nucleare e missilistico. Omid ha sempre rifiutato le offerte del regime, rivendicando la sua libertà di conoscenza. Per il suo coraggio, ovviamente, ha pagato un caro prezzo. Arrestato nel febbraio del 2010 mentre tornava in Iran per visitare la famiglia, e’ stato condannato a dieci anni di detenzione. Poco dopo essere stato arrestato, Omid Kokabee ha scritto una lettera al Capo della Magistratura iraniana Sadegh Larijani, denunciando di aver subito minacce e violenze per ottenere una falsa confessione. In un’altra lettera, quindi, Omid ha denunciato come – proprio per via del suo rifiuto di cooperare con gli apparati di sicurezza – il regime stesse tenendo in ostaggio la sua intera famiglia.

Per aver scelto di non piegarsi al volere dei Pasdaran e di non aver messo il suo sapere al servizio di un regime fondamentalista, Omid Kokabee ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. E’ stato premiato nel 2013 con il Premio Andrei Shakarov e nel 2014 con il riconoscimento della Ong statunitense “American Association for Advancament of Science“. Non solo: ben 18 premi Nobel per la Fisica, per mezzo di una lettera aperta pubblicata su Nature, hanno chiesto alla Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, di scarcerare immediatamente Omid.

In Italia, il caso Omid Kokabee e’ stato denunciato dalla Ong Nessuno Tocchi Caino. In un appello pubblicato su Change.org, Nessuno Tocchi Caino ha invocato il rilascio di Omid Kokabee e chiesto l’intervento diretto di personalità come Federica Mogherini e dello stesso Rouhani. Purtroppo, nonostante le migliaia di firme raccolte, la diplomazia internazionale ha sinora scelto di non aprire bocca. Tra le altre cose, Rouhani e’ atteso in Italia proprio il 14 e il 15 Novembre prossimi. 

Infine, vogliamo denunciare il fatto che il regime ha deciso di negare ad Omid Kokabee l’accesso a testi in lingua inglese. Nonostante tutto, anche in carcere, Omid ha continuato a studiare traducendo, tra le altre cose, l'”Atlante dei Diritti Umani. Un lavoro portato avanti insieme a Mehdi Khodaei, altro prigioniero politico iraniano, rilasciato solamente nel giugno scorso ed incarcerato per oltre cinque anni, per aver denunciato gli abusi della Repubblica Islamica (Journalism is not a Crime).

Chiediamo a tutti di continuare a sostenere la petizione di Nessuno Tocchi Caino per la scarcerazione immediata di Omid Kokabee.

Qui il linkhttps://www.change.org/p/scarcerazione-dello-scienziato-omid-kokabee-omidfreenow

Hashtag: #OmidFreeNow

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Ci risiamo: ancora una volta il regime iraniano ha minacciato il Pastore Saeed Abedini. Secondo quanto riporta il Boroujedi Civil Civil Rights Group (BCRG), il Pastore Abedini sarebbe stato preso dalla sua cella nel carcere di Rajai Shahr e rinchiuso in una stanza con due noti membri della sicurezza, identificati come Bahreini e Mozare. I due sono conosciuti dagli attivisti iraniani e sono ‘famosi’ per essere due crudeli torturatori. Secondo quanto riportano le fonti interne all’Iran, il Pastore Abedini sarebbe stato minacciato di essere presto accusato di nuovi crimini. 

Vogliamo ricordare che il Pastore Saeed Abedini e’ in carcere dal luglio 2012, dopo essere stato arrestato per essersi convertito dall’Islam al cristianesimo. Dopo la conversione, per anni, il Pastore Abedini aveva lavorato alla realizzazione di un orfanotrofio presso la città di Rasht. Il Pastore Abedini oltre alla cittadinanza iraniana, ha anche quella americana. La sua famiglia risiede ancora negli Stati Uniti e la stessa madre di Saeed ha deciso di fuggire dall’Iran dopo l’arresto del figlio (No Pasdaran).

Condannato ad otto anni di carcere con l’accusa – senza senso – di essere “una minaccia alla sicurezza nazionale”, il Pastore Abedini ha subito diverse torture fisiche e psicologiche in cella. Solamente nell’Agosto scorso, ad esempio, gli attivisti hanno riportato che Abedini e’ stato picchiato duramente in carcere, non solo dalle guardie, ma anche da alcuni compagni di cella (Christian Science Monitor).

Il Pastore Abedini e’ uno dei quattro irano-americani, attualmente nelle carceri della Repubblica Islamica. Gli altri tre sono: il giornalista Jason Rezaian del Washington Post, Amir Hekmati, ex marine americano e Robert Levinson, ex agente FBI, arrestato in Iran con l’accusa di spionaggio, ma probabilmente arrivato in Iran per indagare (privatamente) su uno smercio illegale di sigarette (CNN).

A questi iraniani con doppia cittadinanza, va aggiunto anche il caso di Omid Kokabee, giovane scienziato, arrestato per essersi rifiutato di collaborare con il programma nucleare iraniano. Omid e’ stato arrestato mentre tornava in Iran dal Texas, dove aveva vinto una borsa di studio. Per la sua liberazione si sono attivati persino 18 premi Nobel per la Chimica. In Italia, la ONG “Nessuno Tocchi Caino” ha lanciato una pubblica petizione in suo favore (Change.org).

Ricordiamo che, a dispetto della vergognosa propaganda del regime iraniano, l’inviato speciale dell’ONU Ahmad Shaheed, ha denunciato la presenza di almeno 92 cristiani nelle carceri iraniane, molti dei quali arrestati per motivi religiosi (Testo Report). Le recenti minacce al Pastore Abedini, potrebbero essere direttamente ricollegate all’accordo nucleare: l’Iran vuole far capire che, la firma su Iran Deal, non significa una apertura verso l’Occidente in merito ai diritti umani. 

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Libera subito Omid Kokabee”! Questo il messaggio che 18 premi Nobel hanno voluto inviare direttamente alla Guida Suprema Ali Khamenei, proprio in occasione del discorso di Hassan Rouhani alle Nazioni Unite e, soprattutto, dei negoziati sul programma nucleare in corso in queste settimane. Chi è Omid Kokabee? La sua storia, purtroppo, non è molto conosciuta in Europa, ma rappresenta perfettamente il comportamento del regime iraniano e, in particolare, del Ministro dell’Intelligence e della Difesa. Omid è un brillante scienziato: laureato in Fisica Applicata ed Ingegneria Meccanica presso l’Università di Sharif nel 2000, Omid ha conseguito il suo primo Dottorato di ricerca in Ottica Quantistica presso l’Istitito delle Scienze Fotoniche di Barcellona. Nel 2010, quindi, ha inziato il suo secondo Dottorato di ricerca presso l’Università di Austin in Texas. Qui, importante ricordarlo, si è distinto per diverse pubblicazioni di primo livello per la rivista scientifica Optics Letters.

Nel gennaio del 2011, mentre ritornava negli Stati Uniti dopo una visita alla famiglia in Iran, Omid Kokabee è stato arrestato all’aeroporto di Teheran. In pochi giorni, il regime lo ha accusato di contatti con “paesi ostili” e “spionaggio”. Omid ha rifiutato tutte le accuse a suo carico, denunciato di essere vittima di un complotto. Per quale ragione? Semplice: come denunciato da Omid stesso in una lettera inviata dal carcere nel 2013, la vera ragione del suo arresto è direttamente legata al programma nucleare iraniano. Omid, infatti, ha rifiutato di collaborare con i Pasdaran, rigettando l’idea di offrire la sua mente e i suoi studi per la realizzazione della bomba nuclare. Una mente come quella di Omid Kokabee, chiaramente, esperta sopratutto sul tema dei laser, non poteva passare inosservata agli agenti dei Mullah. In particolare, come denunciato dall’American Physical Society nel 2013, non potevano sfuggire al regime gli studi fatti da Omid sui laser, uno dei mezzi attraverso il quale è possibile ottenere l’arricchimento dell’uranio sino alle percentuali necessarie per realizzare l’ordigno atomico.

Nella Repubblica Islamica l’accusa di spionaggio va per la maggiore contro chi decide di opporsi al regime. Le pene, ovviamente, sono molto dure: Omid è stato condannato a dieci anni di carcere e torturato diverse volte. Nonostante questo incubo, lo scienziato iraniano ha rifiutato diverse volte l’offerta del regime “libertà immediata in cambio di collaborazione”. Un coraggio che è valso ad Omid l’assegnazione del premio Andrei Sakharov nel 2014, un importante riconoscimento internazionale assegnatogli in nome dell’immane sforzo di unire la saggezza scientifica, alla difesa dei diritti umani.

Restando in tema di diritti umani e nucleare, vogliamo ricordare che – proprio in queste ore – la sorella di uno scienziato iraniano assassinato nel febbraio del 2007. il Dottor Ardeshir Hosseinpour, ha accusato il regime di aver ucciso suo fratello, come ritorsione per il suo rifiuto di collaborare alla costruzione della bomba atomica. Parlando con The Media Line, Mahmoobeh Hosseinpour ha rivelato che, nel Novembre del 2004, degli emissari di Khamenei contattarono direttamente Ardeshir, offrendogli una posizione all’interno dei Pasdaran, in cambio del suo aiuto nel programma nucleare e nella supervisione del lavoro degli scienziati russi e nordcoreani, al servizio della Repubblica Islamica. Davanti alla mancata collaborazione di Ardeshir, il regime ha deciso di ucciderlo, accusando Israele dell’omicidio. Nella stessa conversazione, Mohmoobeh Hosseinpour ha anche rivelato che i Pasdarnan hanno rubato un DVD contenente le ricerche portate avanti dai Ardeshir sull’arricchimento dell’uranio.

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