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Vi mostriamo un video esclusivo, pubblicato da Freedom Messenger, che mostra l’abbraccio tra l’attivista iraniano Omid Alishenas e la madre – davanti alla porta d’ingresso del palazzo del giovane attivista – poco prima dell’ingresso di Omid nella macchina della polizia che lo porterà al carcere di Evin. Omid, attivista per i diritti dei bambini, è stato arrestato nel settembre del 2014, con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”.

Omid ha passato 16 mesi nel carcere di Evin, nel braccio 2A, per poi essere rilasciato su cauzione. Nell’ottobre scorso, quindi, la Corte ha deciso di confermare il carcere per Omid Alishenas, condannandolo definitivamente a sette anni di detenzione.

Insieme alla sentenza contro Omid, sono state confermate le sentenze per altri tre attivisti democratici iraniani: Atena (Fatimah) Daemi, Aso Rostami e Ali Noori (Hrana).

 

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Nasrin Sotoudeh con la mamma di Omid Alishenas, protestano davanti al Tribunale

Dieci mesi dopo il suo arresto, il giovane Omid Alishenas e’ stato condannato a 10 anni di detenzione. Omid, attivista per i diritti dei bambini e per i diritti civili, e’ stato accusato di “propaganda contro lo Stato” e insulti alla Guida Suprema”. Ovviamente, come al solito, il giovane attivista non ha fatto praticamente nulla di quanto e’ accusato. La sua reale colpa, e’ quella di aver agito fuori dai limiti concessi dal regime, denunciando lo stato drammatico dei diritti umani e soprattutto la piaga del lavoro minorile nella Repubblica Islamica. Non solo, andando a visitare diversi prigionieri politici detenuti e alcuni prigionieri prossimi all’esecuzione capitale, Omid e’ diventato praticamente un vero e proprio nemico per le autorità.

Arrestato nel settembre del 2014, Omid Alishenas ha passato mesi in carcere senza un vero e proprio processo (il processo contro Omid e’ cominciato solamente nel Marzo 2015). Alla madre di Omid, la Signora Simin Eyvazzadeh, i Pasdaran hanno detto di mantenere un profilo basso, rassicurandola che – se non avesse acceso i riflettori sulla detenzione del figlio – il giudice avrebbe deciso per una pena lieve. Ovviamente si e’ trattato di un inganno: il giudice Moghisseh, capo della Sezione 28 del Tribunale Rivoluzionario, ha condannato Omid a 10 anni di detenzione. Una pena durissima e inaspettata. La famiglia ha reso noto che ricorrerà in appello, ma considerando la pena cosi alta, probabilmente la sentenza non sara’ modificata in maniera rilevante.

Secondo quanto reso noto dai famigliari, a far lievitare la pena contro il povero Omid Alishenas sarebbero stati alcuni messaggi trovati sul cellulare del giovane attivista. In questi messaggi, infatti, Omid scambiava alcune battute spiritose sulla Guida Suprema Ali Khamenei. Si tratta di messaggi che, come denuncia la madre di Omid, e’ possibile trovare sui telefonini di meta’ della popolazione iraniana (soprattutto dei giovani, stanchi di un regime oppressivo e retrogrado). Chiaramente, quei messaggi sono stati una manna piovuta dal cielo per il giudice Moghisseh che, una volta letti, ha subito aggiunto l'”insulto contro la Guida Suprema” tra le accuse

Firma la petizione internazionale per la liberazione di Omid Alishenas: http://goo.gl/97NPFf

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