Posts contrassegnato dai tag ‘Narcotraffico’

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Ieri il Governo americano ha inserito nella lista delle sanzioni Kassem Chams, cittadino libanese, responsabile di aver messo in piedi un business di riciclaggio di denaro – affliato direttamente ad Hezbollah – allo scopo di ripulire i soldi del narcotraffico.

Secondo le accuse, per mezzo della sua “Chams Exchange”, Kassem Chams era in contatto diretto con narcotrafficanti libanesi come Ayman Said Joumaa – gia’ sotto sanzioni americane dal 2011, anche lui uomo di Hezbollah – e il cartello della droga colombiano La Oficina De Envigado. Per loro conto e per conto diretto di Hezbollah, Kassem ripuliva milioni di dollari, facendoli transiltare in numerosi Paesi del mondo quali Australia, Colombia, Italia, Libano, Olanda, Spagna, Venezuela, Francia, Brasile e Stati Uniti.

L’operazione del Dipartimento del Tesoro, rientra nella piu’ grande operazione della DEA – Dipartimento antidroga americano – denominta “Progetto Cassandra”, che mira a bloccare i traffici criminali (e il network di sostegno) del movimento terrorista libanese Hezbollah. Purtroppo, come denunciato da Politico nel 2017, per lungo tempo questa operazione ha subito una battuta d’arresto, legata alla volonta’ dell’ex Presidente Obama di favorire l’appeasment verso l’Iran (Hezbollah, come noto, e’ solo una longa manus dei Pasdaran in Libano).

Ora, con Trump, l’operazione anti-Hezbollah e anti-IRGC e’ ripartita duramente. Dietro gli affari della Chams Exchange. c’era anche la Banca Centrale Libanese che – nonostante gli avvisi americani – aveva concesso al Kassam Chams tutte le autorizzazioni e le licenze di cui necessitava per operare. Ad oggi, sono almeno 40 tra societa’ e individui, inseriti nella lista delle sanzioni USA, per la loro appartenenza al network illecito di Hezbollah.

hezbollah

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Venezuela Libero, Iran Libero! I due slogan vanno insieme, o meglio compongono uno slogan unico. E questo non perche’ esistano chissa’ quali complotti – o meglio, gomblotti – dei cattivoni americani e dei cattivoni sionisti.

No! Questo perche’ il regime venezuelano e quello iraniano sono direttamente collegati, da quando l’ex dittatore di Caracas Hugo Chavez, ha deciso di portare il paese latinoamericano verso il baratro del terzomondismo, stringendosi mani e piedi con Teheran. In questa ottica, Chavez ha ricevuto il negazionista ex Presidente iraniano Ahmadinejad e ha fatto diventare il Venezuela una base per i peggiori traffici della Repubblica Islamica.

In questi anni, infatti, il Venezuela e’ diventato la base degli Hezbollah per eccellenza. Gli aerei della compagnia Conviasa, hanno per anni viaggiato mezzi vuoti tra Teheran-Damasco e Caracas, unicamente per portare in queste tre capitali armi, proventi del narcotraffico e loschi criminali legati ai regimi venezuelano, siriano e iraniano (era la famosa “linea del terrore”).

Parlando del narcotraffico, quindi, proprio il Venezuela ha rappresentato e rappresenta ancora, il centro del traffico di cocaina promosso dai Pasdaran iraniani e da Hezbollah. Purtroppo, nel nome dello scellerato accordo nuclerare, Barack Obama ha bloccato una importante inchiesta della DEA americana – nota come Progetto Cassandra – per smascherare il narcotraffico di Hezbollah in Medioriente e America Latina.

Le relazioni tra Caracas e Teheran non sono cambiate dopo la morte di Chavez e la fine dell’era Ahmadinejad. Bastano queste poche informazioni – di decine di altre che ne esistono – per comprendere come la lotta del popolo venezuelano e quella del popolo iraniano e’ identica: la liberazione da regimi che, nel nome di ideologie estremiste, costringono il popolo alla poverta’ e all’indigenza.

Venezuela Libero, Iran Libero!

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Lo scorso Sabato, il Parlamento iracheno ha deciso il bando totale alla vendita dell’alcol. Secondo quanto deciso dal Parlamento di Baghdad, chi violerà questo divieto, verrà punito con una multa che varia dai 10 milioni ai 25 milioni di dinars (ovvero tra gli 8000 e I 20,000 dollari). Come per il proibizionismo americano, ovviamente, anche questo divieto imposto per motivi di religiosi, verrà chiaramente violato dalla popolazione.

Nella scelta del Parlamento di Baghdad, però, potrebbe esserci qualcosa di più pericoloso e scandaloso. Secondo il deputato Faiq al-Sheikh Ali del Partito del Popolo, raro gruppo politico secolare e liberale in Iraq, la decisione dei membri dell’organo legislativo iracheno – per la maggior parte legati all’ex Premier al Maliki, vero puppet del regime iraniano – sarebbe derivata dalla volontà di favorire la vendita di oppio tra la disperata popolazione.

Nel sud dell’Iraq, ovvero nel cuore della zona oggi sotto l’influenza della Repubblica Islamica dell’Iran, ci sono numerosi piantagioni papavero da oppio. Grazie al traffico illegale della droga nel sud dell’Iraq e dall’Iran, le milizie sciite riescono ad ottenere un introito di 2 milioni di dollari al giorno!!! Soldi con cui, ovviamente, pagano le loro champagne di propaganda e le armi con cui – con la scusa di combattere Isis – terrorizzano le popolazioni sunnite.

Negli ultimi tempi, ha denunciato il deputato Ali, il traffico di droga nel Sud dell’Iraq era diminuito, proprio per l’abbassamento dei prezzi dell’alcol. Da qui, appunto, la decisione drasitica del Parlamento iracheno, giustificata ufficialmente da motivazioni religiose.

Il bando non verrà messo in atto nel Kurdistan iracheno: la leadership locale, infatti, ha rifiutato di accettare il divieto proibizionista approvato il 23 Ottobre scorso.

Fonti

http://ekurd.net/iraqs-parliament-votes-to-ban-alcohol-2016-10-23

http://ekurd.net/iraq-ban-alcohol-drugs-2016-10-27