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Lunedì si svolgerà a Vienna, capitale dell’Austria, la 55a Sessione della Commission on Narcotic Drugs (CND), l’istituzione principale delle Nazioni Unite che si occupa della lotta al traffico di droga internazionale. Tra gli invitati anche il Ministro dell’Interno iraniano, Mostafa Mohammad-Najjar, che sul giornale iraniano Tehran Times si è vantato del fatto che proprio l’Iran è il paese che maggiormente è riuscito a intercettare narcotrafficanti al confine con l’Afghanistan.

Tutto perfetto, se non fosse per due tipi di problemi, entrambi di carattere umanitario:

  1. Il fatto che il regime iraniano è stato condannato dal rappresentante speciale per i diritti umani in Iran, Ahmad Shaheed, per il numero di persone arrestate con l’accusa di traffico di droga condannate a morte;

  2. La figura di Mostafa Mohammad-Najjar e il suo diretto ruolo nell’abuso dei diritti umani che l’Iran compie quotidianamente.

Ecco, appunto, chi è Mostafa Mohammad-Najjar? Qual è il suo background? E’ proprio a lui che dedicheremo le righe seguenti, per dimostrare come sia una vergogna che personaggi del genere vengano accolti in importanti assisi internazionali!

Il Generale di Brigata Mostafa Mohammad Najjar è nato a Teheran nel 1956 ed è stato Ministero della Difesa nel primo Governo Ahmadinejad, per divenire poi nell’agosto del 2009 Ministero dell’Interno. Laureato in ingegneria meccanica all’Università Tecnologica Khajeh Nasir Toosi nel 1984, ha successivamente conseguito un master in strategic management nel 2004.

La sua carriera professionale è stata spesa interamente al servizio delle Guardie Rivoluzionarie – IRGC (i famosi Pasdaran). Entrato nei Pasdaran nel 1979, Najjar è stato prima responsabile della repressione dei curdi tra il 1979 e il 1980 per poi divenire, nel 1981, direttore della commissione relativa al supporto logistico (incluso quello ospedaliero) delle IRGC. Grazie alla sua conoscenza dell’arabo, nel 1982 Najjar venne promosso del Direttorio responsabile del Medioriente ed ebbe una parte centrale nell’espansione dei Pasdaran in Libano, nei Territori Palestinesi e in Giordania. Tornato in Iran nel 1985, Najjar è divenuto prima responsabile del settore equipaggiamenti dei Pasdaran e successivamente capo dell’Hadid Industrial Group, prima società di produzione di hadware all’interno delle Guardie Rivoluzionarie. Entrato nel Ministro della Difesa nel 1989, Najjar nel 1992 ha accompagnato l’allora Presidente Rafsanjani in Cina e in Russia per ottenere armamenti e mezzi e dal 2002 al 2005 è divenuto capo del MIO, ovvero dell’intero settore industriale degli armamenti riconducibile al Ministero della Difesa iraniano. Nel 2005 è quindi stato nominato Ministero della Difesa per poi divenire, nel 2009, Ministro dell’Interno.

Nei venti anni passati al Ministero della Difesa, successivamente, come responsabile della sicurezza interna dell’Iran, Najjar ha svolto un ruolo fondamentale sia nello sviluppo del programma nucleare e missilistico del regime, sia nella repressione dei moti pacifici di piazza del 2009. Una repressione che ancora oggi vede i leaders dell’Onda Verde, Mir- Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, costretti ad una detenzione forzata in luoghi sconosciuti.

Proprio per questo, Mostafa Mohammad-Najjar è stato inserito nella lista delle persone soggette a sanzioni internazionali sia dagli Stati Uniti che dall’Unione Europea e la Gran Bretagna. Nel settembre del 2010, il Dipartimento di Stato Americano ha sanzionato Najjar per il suo “ruolo nella repressione delle proteste dell’Ashura nel 2009”, mentre il 26 luglio del 2010 l’Unione Europea e la Gran Bretagna hanno inserito Najjar nella lista delle persone sanzionate per il suo diretto coinvolgimento nello sviluppo del programma nucleare e missilistico iraniano (particolarmente nel progetto del missile balistico Shahab-3).

Per la cronaca, mentre le Nazioni Unite chiedono agli Stati di impegnarsi nella lotta al traffico di droga e mentre Najjar si vanta dei risultati dell’Iran in questo settore, il Dipartimento di Stato americano ha inserito nella lista delle persone soggette a sanzioni il Generale della Forza Qods (l’unità speciale dei Pasdaran responsabile delle “azioni esterne”) Gholamreza Baghbani, accusato di gestire il traffico di droga dal suo ufficio presso Zahedan, al confine tra Iran e Afghanistan. Secondo indiscrezioni, il Generale Baghbani aiuterebbe i narcotrafficanti in cambio di un loro supporto nella consegna delle armi ai Taliban delle armi iraniane.

 

 

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