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khamenei morte

E’ giallo in Iran su quanto accaduto al sito di informazione Ghanoon Daily: il giornale online, infatti, ha pubblicamente annunciato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei.

Pochi minuti dopo la pubblicazione dell’articolo, il pezzo e’ stato rimosso dal sito web. Gli editorialisti di Ghanoon Daily, ha pubblicato un pezzo in cui ha denunciato di aver subito un attacco hacker. La stessa informazione e’ stata diffusa attraverso l’account Twitter.

Difficile comprendere quale sia la verità, soprattutto considerando che da giorni in Iran si rincorrono le voci del ricovero in ospedale della Guida Suprema. Nelle celebrazioni relative al trentanovesimo anniversario della rivoluzione khomeinista, Khamenei non e’ apparso in pubblico, ma ha diffuso solamente un messaggio pubblico.

Cio’ che e’ sicuro e’ che la salute della Guida Suprema iraniana e’ estremamente cagionevole e, il suo decesso, causerà una lotta intestina all’interno del regime che rischia davvero di lasciare sul campo diverse vittime. Coloro che attualmente sono vicini al Rahbar, ne sono perfettamente consapevoli…

irgc terrorist

Twitter ieri e’ stato protagonista di due campagne davvero significative. Centinaia di utenti hanno diffuso due hashtag molto importanti: #IranOutofSyria e #BlacklistIRGC. Due azioni che, come i nomi stessi indicano, intendono promuovere il ritiro completo del regime iraniano – e delle sue milizie – dalla Siria e chiedono di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroriste.

La campagna #BlacklistIRGC, relativa alle Guardie Rivoluzionaria, e’ indirizzata in primis al Presidente americano Trump, la cui amministrazione sembra intenzionata ad inserire i Pasdaran tra le organizzazioni terroriste. Usiamo il condizionale perché, dopo un inizio promettente, la proposta sembra aver incontrato qualche difficoltà (che ci auguriamo verrà presto superata).

syriango

Nel frattempo, la ONG Syrian Network for Human Rights, ha rilasciato un report relativo alla morte di innocenti civili nella guerra siriana, tra il 2011 e il 2017. Secondo questi dati, 207,000 civili sono stati uccisi in sei anni. Di questi, il 94% dei civili sono stati uccisi da Bashar al Assad e i suoi alleati (Iran, Hezbollah, Russia). Di questa percentuale, pero’, il 92,17% dei civili ammazzati dal regime di Damasco, sono stati uccisi dall’esercito siriano, dai Pasdaran e dalle milizie sciite. In altre parole, considerando che e’ Teheran a comandare da anni l’esercito siriano e tutte le milizie sciite, possiamo dire che – quasi tutti i morti civili del conflitto – sono stati causati dalla Repubblica Islamica dell’Iran.

Precisiamo inoltre che, dei 207,000 civili morti, 24000 sono bambini, 23000 sono di sesso femminile. Il 57% delle morti civili sono state causate da attacchi aerei e il 13% con proiettili d’artiglieria e tank.

In supporto alle campagne #IranOutOfSyria e #BlacklistIRGC, sono arrivate anche tante foto e video dalla Siria e dal mondo arabo. Giovani attivisti che, con cartelli e messaggi, hanno chiesto che il regime iraniano pagasse un prezzo per i suoi crimini. Qui di seguito, un messaggio giunto direttamente da Aleppo.