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Finalmente, potremmo dire! Dopo averne sentite di tutti i colori nei recenti incontri istituzionali tra rappresentanti italiani e iraniani, finalmente abbiamo trovato un politico italiano capace di parlare chiaro al regime durante un incontro ufficiale. Un Senatore coraggioso, in grado di chiedere conto, senza mezzi termini, delle violazioni e degli abusi che i Pasdaran mettono in atto nella Repubblica Islamica. Si tratta del Senatore Luigi Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato.

Dalle agenzie di stampa, infatti, apprendiamo di un incontro avvenuto tra M.J. Larijani, potente capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani in Iran e il Senatore Manconi. Dal testo del comunicato rilasciato dopo l’incontro, apprendiamo il contenuto della conversazione tra i due politici. Il Senatore Manconi non le ha certo mandate a dire al rappresentante del regime iraniano. Non soltanto Manconi ha chiesto all’Iran di aprire all’ingresso dei rappresentanti Onu e delle Ong per monitorare l’abuso dei diritti umani, ma ha anche denunciato i numerosi casi di tortura all’interno delle carceri iraniane. Su queste questioni di primaria importanza, il Senatore ha chiesto a Larijani una risposta scritta.

Il Comunicato rende anche noto che il Senatore Manconi ha condannato l’impiccagione di Rehyaneh Jabbari, condannata alla pena capitale per essersi difesa da un violentatore, membro dell’intelligence iraniana. Manconi ha citato il caso Jabbari come esempio cardine per dimostrare la discriminazione delle donne nella Repubblica Islamica, una disparità di trattamento che negli ultimi mesi ha permesso ai miliziani fondamentalisti di attaccare con l’acido oltre 380 donne. Una dura condanna è arrivata da parte del Senatore Manconi anche contro l’altissimo numero di pene capitali approvate ed eseguite nella Repubblica Islamica.

Il punto piu’ forte, pero’, arriva probabilmente alla fine del Comunicato stampa. Pur sostenendo la necessità di continuare il negoziato sul nucleare, il Senatore Manconi lega la questione nucleare e quella dei diritti umani. Manconi, infatti, afferma che “è prioritario che il negoziato internazionale sul nucleare iraniano prosegua contestualmente all’affermazione della necessità della tutela dei diritti umani fondamentali di cui in Iran si perpetua la violazione“.

Al coraggio del Senatore Manconi va il plauso dell’opposizione iraniana. Piuttosto che parlare del nuovo Iran (inesistente) o cercare un appeasement con i Mullah in nome del business, tutti i rappresentanti politici italiani dovrebbero prendere esempio dal Senatore Manconi e chiedere ai rappresentanti iraniani spieganzioni del loro criminale comportamento!

Di seguito si riporta il testo del Comunicato Stampa Ansa, incontro Manconi – M.J. Larijani

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“Reyhaneh Jabbari è stata uccisa dai media Occidentali”. E’ con questa affermazione che, parlando alla CNN, Mohammad Javad Larijani, capo dell’Alto Consiglio per i Diritti Umani in Iran (sic), ha perentoriamente chiuso il caso Jabbari, la donna impiccata dal regime iraniano dopo essersi difesa dal suo stupratore. Secondo Larijani, infatti, la campagna mediatica portata avanti dai media Occidentali per salvare la vita di Reyhaneh Jabbari, ha influenzato l’atmosfera intorno a questo caso, impedendo ogni possibilità di revisione del giudizio e di perdono da parte della famiglia della vittima (come richiesto dalle medievali leggi della Repubblica Islamica). Le parole di Larijani, purtroppo, non suonano soltanto come drammaticamente ridicole, ma sono anche giudiziariamente false: Reyhaneh Jabbari, infatti, è stata accusata di aver ucciso Morteza Abdolali Sarbandi, membro dell’intelligence iraniana, nel 2007. La donna, ha sempre negato ogni accusa, sostenendo di essersi dovuta difendere davanti ad un tentativo di violenza. Per quanto concerne il perdono, la famiglia della vittima era piu’ che dispobinile a concerderlo, ma pretendeva da Reyhaneh una piena riabilitazione del famigliare morto. Ovvero, Reyhaneh avrebbe dovuto ammettere di non aver subito alcun tentativo di violenza e di aver ucciso Morteza Sarbani premeditamente. Reyhaneh Jabbari ha preferito morire, piuttosto che violentare la sua dignità di donna. Vogliamo ricordare che, dopo essere stata impiccata, il regime iraniano ha negato anche la donazione degli organi della Jabbari, un ultimo desiderio espresso dalla donna prima di arrivare al patibolo. Qui è possibile vedere l’intervista completa di Mohammad Javad Larijani alla CNN: http://goo.gl/yycCgF.

Nel frattempo, la macchina della morte non si ferma in Iran. Un uomo è stata impiccato in pubblica piazza presso Mashhad. Qui sotto pubblichiamo le immagini delle sua esecuzione. Le pubblichiamo non soltanto come testimonianza dei crimini iraniani, ma anche perchè riteniamo che sia la migliore risposta a quei politici che, blandendo bandiere falsamente democratiche o (peggio) radicali, portano avanti campagne di lobby in favore del regime giuidato dai Mullah e dai Pasdaran.

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