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La Guida Suprema Ali Khamenei ha dettato le condizioni per la permanenza dell’Iran all’interno dell’accordo nucleare. Molto semplicemente, parlando davanti a rappresentanti governativi, Khamenei ha chiesto agli europei di sganciare i soldi, ovvero di impegnare le banche dei loro Paesi ad assicurare il business con Teheran, non importa quale conseguenze potra’ avere questa decisione rispetto alle prossime sanzioni americane.

Non contento, Khamenei ha anche chiesto agli europei di “proteggere” il greggio iraniano, comprando petrolio grezzo da Teheran e promettendo di non chiedere alla Repubblica Islamica di negoziare – in alcun modo – sul programma missilistico e sulle interferenze iraniane in Medioriente.

Infine, Khamenei ha chiesto agli Europei di proporre e far approvare una risoluzione ONU contro gli Stati Uniti e ha dato mandato all’Agenzia atomica iraniana AEOI, di tenersi pronti per riattivare tutte le attivita’ nucleare “in caso di necessita’”.

 

 

 

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L’Unione Europea ha deciso di estendere le sanzioni contro il regime iraniano, per quanto concerne gli abusi dei diritti umani. Fuori da questo quadro, pero’, all’interno della UE sembra esserci un duro scontro tra Francia e Italia.

La Francia del Presidente Macron, starebbe da tempo premendo per nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica, non solo per quanto concerne i diritti umani, ma anche altre questioni di massimo rilievo, quale il programma missilistico del regime iraniano. Un programma che, come noto, minaccia la stabilita’ dell’intera regione Mediorientale. Secondo Macron, nuove misure sanzionatorie in questa direzione, aiuterebbero anche gli Stati Uniti a rimanere all’interno dell’accordo nucleare.

Di converso, l’Italia pare aver scelto una linea opposta. Secondo quanto riporta la Reuters, Roma sarebbe contraria a sanzioni contro Teheran, ritenendo che misure simili abbiano un effetto negativo sulle opportunità di imprese europee di ottenere “lucrativi contratti” in Iran. La diplomazia italiana, quindi, ritiene anche – anche davanti a nuove sanzioni contro l’Iran – Trump decida di allontanarsi dal JCPOA.

Ricordiamo che, decertificando l’accordo nucleare e rimandandolo al Congresso, il Presidente Trump ha affermato che ora spetta agli europei convincere gli Stati Uniti della validità dell’accordo. Un impegno di cui si e’ direttamente fatto carico Macron, trovando pero’ un muro non solo da parte dell’Italia, come riportato da Reuters, ma soprattutto da parte della Mogherini.

Dopo questa decisione, e’ stato creato il cosiddetto gruppo EU4 (Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia), con l’obiettivo di affrontare l’impatto negativo dell’Iran in Medioriente. La prima riunione dell’EU4 e’ stata durante la Conferenza per la Sicurezza di Monaco e si e’ focalizzata sulla crisi in Yemen. Da qui, infatti, gli Houthi lanciano missili iraniani contro le città saudite e degli Emirati.

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Non e’ facile comprendere quanto sta accadendo nell’Unione Europea, per quanto concerne i rapporti con l’Iran. Dopo la “decertification” decisa dal Presidente USA Donald Trump, infatti, il Presidente Macron ha preso fortemente l’iniziativa, rompendo alcuni tabù relativi alla inviolabilita’ dell’accordo sul nucleare.

Macron, in particolare, ha affermato che e’ necessario rivedere il JCPOA e avviare un negoziato con la Repubblica Islamica per quanto concerne il ruolo regionale dell’Iran – particolarmente in Yemen e Siria – e il programma missilistico del regime.

Ovviamente, dall’Iran sono arrivate risposte negative: il regime ha chiaramente fatto capire di non essere disposto a negoziare ne sulla presenza nella regione (Khamenei e’ stato chiaro in merito), ne tanto meno sullo sviluppo del programma missilistico.

A fronte del diniego iraniano, proprio in questi giorni, Francia, Gran Bretagna e Germania, hanno aperto all’ipotesi di nuove sanzioni dell’Unione Europea contro Teheran. In un documento riservato, i tre Paesi hanno particolarmente condannato il trasferimento di missili verso lo Yemen e la collaborazione tra la milizia Houthi e Hezbollah. Via Twitter, il Ministro degli Esteri iraniano Zarif, ha accusato l’Occidente di “ipocrisia” (poco dopo e’ stato ricoverato in ospedale, probabilmente dallo stress).

In mezzo a tutti questi fermenti, la Mogherini sembra vivere in un mondo tutto suo. Nonostante il suo ruolo di Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza dell’UE, la Mogherini persegue imperterrita la linea di opposizione, sia ad ogni negoziato sull’accordo nucleare. Non solo: proprio mentre i diplomatici dei principali Paesi dell’Unione – perche’ Londra e’ formalmente ancora dentro – aprivano a nuove sanzioni, la Mogherini dichiarava alle televisioni che “non sono in progetto nuove sanzioni dell’UE verso l’Iran”.

Peccato che, nelle stesse ore in cui Mogherini negava, il Ministro degli Esteri del Belgio Didier Reynders, affermava alla stampa che “stiamo esplorando tutte le possibili misure per avere lo stesso tipo di pressioni, che abbiamo esercitato sul dossier nucleare”. In altre parole: nuove sanzione UE contro Teheran, sono sul tavolo…

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Il Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qassemi, ha rigettato l’iniziativa del Presidente francese Macron, di riaprire i negoziati con Teheran sul programma missilistico del regime.

Macron, in questo periodo, e’ probabilmente il leader europeo più attivo che, dopo la decertificazione del Presidente Trump, sta cercando di salvare l’accordo nucleare. Trump, come noto, ha decertificato il JCPOA, rimandandolo al Congresso e lasciando agli europei l’incombenza di rinegoziare con il regime iraniano le questioni irrisolte (non solo il programma missilistico, ma anche il ruolo negativo del regime iraniano in Medioriente). Al fine di provare a salvare il salvabile, Macron ha anche chiesto di porre il sistema missilistico iraniano sotto sorveglianza internazionale.

Reagendo a Macron, Qassemi ha ribadito che l’Iran non accetterà alcun compromesso sul programma missilistico e nemmeno ne ridurrà lo sviluppo. Nella stessa conferenza stampa, il Portavoce del Ministero degli Esteri ha rigettato l’accusa della Germania all’Iran, di essere la vera causa della recente escalation di tensioni tra Siria e Israele.

Per completezza, riportiamo anche le reazioni di Ali Akbar Velayati – assistente per gli Affari Internazionali della Guida Suprema Ali Khamenei – che ha chiaramente affermato che, se Macron visitando l’Iran toccherà il tema del programma missilistico, riceverà una dura risposta negativa.

Infine ricordiamo che, secondo l’Allegato B della risoluzione Onu 2231 – quella che ha legittimato l’accordo nucleare di Vienna – al regime iraniano e’ proibito svolgere test missilistici, con vettori “potenzialmente capaci di trasportare una ogiva nucleare”. Secondo gli esperti e secondo i servizi americani, i missili balistici di Teheran sono in grado di trasportare un’arma atomica. Dal 2015, ad oggi, l’Iran ha svolto decine di test missilistici, in piena violazione della risoluzione Onu!

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In questi mesi la Corea del Nord sta costantemente provocando la Comunità Internazionale con i suoi test balistici e nucleari. Provocazioni che, a discapito delle diverse posizioni politiche, sembrano preoccupare tutte le maggiori potenze, a cominciare dalla Cina.

Le preoccupazioni rispetto al comportamento di Pyongyang sono giuste e legittime e non devono assolutamente essere sottostimate. Detto questo, e’ alquanto ridicolo vedere come – mentre il mondo condanna Kim Jong Un – si divide per quanto le posizioni da tenere nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, alleato chiave della Corea del Nord, non solo sul piano politico, ma soprattutto su quello militare.

Da anni, infatti, Teheran e Pyongyang collaborano direttamente nel settore missilistico (scarica il report). Politicamente parlando, l’uomo di contatto degli iraniani in Corea del Nord e’ il numero due del regime, Kim Yong-nam. Militarmente parlando, quasi tutti i missili balistici più pericolosi in possesso dell’Iran, sono tecnologicamente basati sui missili balistici nordcoreani. Uomini dell’Ufficio 39 e 99 del Partito dei Lavoratori nordcoreano, hanno visitato segretamente l’Iran, incontrandosi con i comandanti dei Pasdaran. Si tratta dei tecnici del regime comunista, incaricati di controllare e sviluppare tutti i programmi missilistici e nucleari.

Tra le altre cose, basterebbe semplicemente tenere in seria considerazione le parole dei rappresentanti del regime iraniano, per capire quanto i rapporti tra Teheran e Pyongyang sono stretti e preoccupanti: qualche anno addietro, ad esempio, fu Khamenei in persona a specificare che “Iran e Corea del Nord hanno gli stessi nemici, e per questo devono “marciare insieme per raggiungere obiettivi comuni”. Solamente un anno fa, quindi, fu Hossein Shariatmadari – consigliere di Khamenei – ad invitare il regime iraniano ad imitare il comportamento di quello nordocreano.

Ricordiamo infine che, come il video qui sotto testimonia, uno dei rarissimi viaggi compiuti da Khamenei all’estero, fu proprio in Corea del Nord. Era il 1989, lo stesso anno in cui Khamenei fu nominato Guida Suprema.

Se abbiamo mantenuto la gittata dei nostri missili entro i 2000 chilometri, non e’ per mancanza di mezzi tecnologici…noi seguiamo una dottrina strategica…ad oggi l’Europa non e’ una minaccia, per questo non incrementiamo la gittata dei nostri missili. Ma, se l’Europa vuole diventare una minaccia, noi aumenteremo la gittata dei nostri missili“.

Queste parole non sono state pronunciate da un rappresentante qualsiasi del regime iraniano, ma direttamente dal Generale Hossein Salami, vice comandante delle Guardie Rivoluzionarie, anche noti come Pasdaran.

Si tratta della reazione del regime alle parole del Presidente francese Macron che, pur difendendo l’accordo nucleare con il regime iraniano, ha chiesto di riaprire il dialogo per quanto concerne il programma missilistico di Teheran. Una richiesta a cui tutto l’establishment del regime, Rouhani e Zarif in testa, hanno risposto picche.

Neanche a dirlo, il regime clericale ha risposto alle richieste francesi nel solo modo che conosce: minacciando. In particolare, lo ha fatto minacciando di usare il suo parco missili balistici, capaci ormai di trasportare un ordigno nucleare.

Sarebbe interessante allora sapere cosa ne pensa Federica Mogherini che, in tutti questi anni, non ha fatto che coprire le violazioni dell’accordo nucleare compiute dal regime iraniano, soprattutto quelle legate all’allegato B del JCPOA (quello che vieta test missilistici con vettori capaci di trasportare un ordigno nucleare).

Aggiungiamo che, purtroppo, già oggi, il regime iraniano ha sviluppato almeno due tipi di missili balistici – il Sejjl e il Soumar – capaci di colpire tutto l’est Europa e parte del territorio italiano.

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Hossein Shariatmadari, Direttore del quotidiano iraniano Kayahn e consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei, ha denunciato l’accordo nucleare firmato dall’Iran nel 2015, sostenendo che Teheran in quell’accordo ha solo fatto concessioni, senza ottenere nulla.

Shariatmadari, nominato Direttore di Kayahn da Khamenei stesso, ha rimarcato come gli Stati Uniti non abbiano intrapreso alcuna azione contro la Corea del Nord, nonostante il programma nucleare e missilistico di Pyongyang. “Al contrario dell’Iran”, ha evidenziato Shariatmadari, “la Corea del Nord non ha il sostegno popolare verso il suo Governo…per questo l’Iran, puo’ tranquillamente resistere agli Stati Uniti”.

Per queste ragioni, Hossein Shariatmadari ha invitato il Governo Rouhani ad imitare quello nordcoreano, senza temere alcuna ripercussione da parte di Washington. Pochi giorni fa, il Telegraph ha denunciato che proprio l’Iran sta aiutando la Corea del Nord, ad ottenere la bomba nucleare.