Posts contrassegnato dai tag ‘Misoginia’

women iran

Mentre in Italia le femministe italiane restano vergognosamente silenti sugli abusi dei diritti umani in Iran, le donne iraniane continuano a lottare senza paura per i loro diritti.

In questi giorni, ben 300 attiviste iraniane per di diritti delle donne, hanno diffuso una lettera aperta, chiedendo l’uguaglianza di genere con gli uomini. Le attiviste, non solo ricordano le discriminazioni a cui sono sottoposte nella Repubblica Islamica, ma denunciano anche come – negli ultimi dieci anni – ben 100,000 donne hanno perso il loro posto di lavoro! Tra le attiviste che hanno firmato la nuova lettera aperta, ci sono anche Shirin Ebadi – Premio Nobel – e l’artista Parastou Forouhar.

 

Intanto, in Iran non si ferma la protesta delle donne contro il velo obbligatorio. Dopo il coraggioso gesto della giovane Vida Movahed, diverse altre ragazze hanno deciso di seguire il suo esempio e togliere il velo, sbandierandolo pubblicamente come fosse una bandiera di protesta. Una ragazza, addirittura, ha deciso di imitare il gesto della Movahed, nel luogo esatto in cui Vida e’ stata arrestata.

La vera novità, come dei video provenienti dall’Iran dimostrano, e’ che anche degli uomini si stanno unendo alla battaglia delle donne contro il velo obbligatorio. La solidarietà degli uomini alla battaglia per l’uguaglianza di genere, e’ un passo fondamentale per cambiare veramente la natura fondamentalista e misogina del regime iraniano! Il video in basso, e’ stato registrato a Mashhad.

payam2

La storia di Payam Shakiba e’ la sintesi delle nefandezze del regime iraniano e dell’ideologia misogina che lo tiene in piedi.  Payam era uno studente della Università di Allameh Tabataba’i di Teheran, quando e’ stato arrestato da agenti dell’intelligence (il MOIS) nel febbraio del 2017.

Sbattuto in isolamento nel braccio 209 del carcere di Evin, per mesi il povero Payam non ha saputo quali fossero le accuse ufficiali nei suoi confronti e non ha avuto neanche accesso ad un legale. Qualche giorno fa, quindi, il giudice iraniano Mashallah Ahmadzadeh – alla presenza di un funzionario del MOIS – lo ha condannato a sei anni di carcere, insieme a due altri attivisti politici.

Ma qual’e’ stato il crimine di Payam Shakiba? E’ presto detto: anni addietro, coraggiosamente, Payam aveva filmato e documentato il tentativo di abusi sessuali del vice rettore dell’Universita’ Zanjan, nei confronti di una studentessa. Il filmato – che vi mostriamo qui sotto – aveva quindi fatto il giro della Rete.

Per aver ripreso quell’abuso e aver praticamente salvato una studentessa da un abuso sessuale, Payam fu arrestato e condannato ad un anno di carcere per “aver causato pubblica ansia”. Grazie all’appello, la sentenza venne ridotta a sei mesi e Payam venne scarcerato nel marzo del 2011.

Negli anni successivi, Payam Shakiba ha continuato la sua battaglia in favore dei diritti umani e dell’uguaglianza di genere, con il risultato di venire arrestato nuovamente – come suddetto – nel febbraio scorso. La nuova condanna al carcere, quindi, e’ stata emessa con l’accusa di “propaganda contro lo Stato” e “collusione contro la sicurezza nazionale”.

Accuse folli e paranoiche, come folle e paranoico e’ il regime clericale iraniano…