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Un video esclusivo ci arriva dall’Iran: nel video, infatti, è possibile vedere il momento esatto dell’arresto dei componenti di una band musicale, da parte degli agenti del Ministero dell’Intelligence. Il concerto, secondo quanto reso noto dagli attivisti, è stato organizzato presso la città di Yazd. A quanto sembra, l’accusa per i membri del gruppo è quella di aver suonato una canzone patriottica, non riconducibile ai valori della velayat-e faqih. Cosi, mentre giovani musicisti racolgono gli strumenti musicali prima di essere portati via, la folla inferocita comincia a gridare Mar Barg Dikator, ovvero “morte al dittatore”. Come detto, si tratta di immagini esclusive perchè, per la prima volta, mostano direttamente quanto avviene in Iran ogni giorno. Si tratta, inoltre, di una nuova riprova di come, anche sotto Hassan Rohani, nella Repubblica Islamica non è cambiato davvero nulla. Vogliamo aggiungere una informazione fondamentale: l’attuale Ministro dell’Intelligence iraniano, Mahmoud Alavi. è un fedelissimo di Rohani, da lui nominato come capo dei servizi segreti di Teheran, dopo aver ricoperto la carica di liaison officer – ovvero uomo di collegamento – tra l’attuale Presidente iraniano e le istituzioni clericali nella città  santa di Qom.

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Il regime iraniano prosegue la sua strategia volta ad isolare totalmente la società iraniana dal resto del mondo. Dopo la decisione di creare un servizio email nazionale – che verrà posto sotto il diretto controllo della Polizia Postale – ora il Ministero dell’intelligence (MOIS) ha rilasciato una serie di “raccomandazioni” che, davvero, fanno rabbrividire. Secondo quanto previsto dalle “raccomandazioni” del MOIS, infatti, i cittadini iraniani sono caldamente invitati a:

  • evitare ogni contatto con cittadini stranieri senza previa informativa alle autorità ufficiali. La raccomandazione vale sia all’interno della Repubblica; Islamica che all’estero. Il rischio per gli iraniani, secondo il MOIS, è quello di essere rapiti da agenzie esterne…
  • non ignorare la comunicazione con Dio e cercare il Suo aiuto in ogni affare, visto che la vita materiale è complicata e pericolosa e solo Dio può accompagnare il cittadino con il suo Patto;
  • non attivare il menu’ “blue tooth” sul proprio cellulare;
  • seguire, senza farsi notare, ogni persona sospetta e avvertire quando possibile le autorità.

Insomma, mentre il mondo apre le porte al “nuovo Iran”, nella Repubblica Islamica non c’è proprio niente di nuovo sotto il sole. Anzi, mentre il regime usa la “faccia moderata” di Rohani per inviare i suoi rappresentanti a fare proseliti per il mondo, i Pasdaran continuano a reprimere la popolazione, abusando dei diritti umani e negando le libertà a cui la società civile iraniana aspira da anni.

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