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Il caso “Blue Girl” – ovvero il drammatico suicidio di Sahar Khodayari, la ragazza iraniana che si e’ data fuoco dopo essere stata arrestata per aver provato ad entrare in uno stadio – sta scuotendo ancora il regime iraniano.

In queste ore, come riporta Iran Wire, i giornalisti iraniani hanno ricevuto un messaggio direttamente dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale. Ricordiamo che il Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e’ Ali Shamkhani, ma che nello stesso consiglio siedono anche i “moderati” Rouhani e Zarif.

Nel messaggio ricevuto dal Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, i giornalisti vengono caldamente invitati a non parlare di Sahar, sottolineando che “focalizzarsi troppo su questo evento” equivale a sostenere le campagne denigratorie della stampa estera contro la Repubblica Islamica. Nello stesso messaggio, viene inoltre fatto divieto di usare negli articolo parole come “bue girl” (Sahar e’ stata definita la “Blue Girl” perche’ era una sfagatata fan dell’Esteghlal, il cui colore simbolo e’ il blu”.

Peggio, il regime ha “invitato” – ovvero minacciato – la famiglia di Sahar, proebendo loro qualsiasi contatto con la stampa. La famiglia pero’, proprio in queste ore, ha mandato due foto della loro figlia alla giornalista iranian dissidente Masih Alinejad, Foto che Masih ha quindi pubblicato sui social e che vi mostriamo in alto e in basso dell’articolo.

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Al limite della sua follia repressiva, il regime iraniano ha “caldamente inivtato” gli uomini  a non guardare le donne durante il mese sacro del Ramadan. Questo secondo quanto riporta oggi il Daily Mail.

Ad annunciare il nuovo divieto sarebbe stato direttamente Gholam-Hossein Esmaili, portavoce del Capo della Magistratura Ebrahim Raisi. Secondo quanto scrive il quotidiano britannico, Esmaili avrebbe dichiarato che “il consiglio alle donne e’ di rispettare l’hijab ancora di piu’ rispetto del passato. Gli uomini, per parte loro, devono invece evitare  di guardare direttamente negli occhi le donne che passano”.

Esmaili ha anche annunciato che finiranno in carcere durante il Ramadan, non solo quelli che mangeranno pubblicamente, ma anche coloro che suoneranno e ascoleteranno musica (compresa, ovviamente, la radio in macchina). Secondo Esmaili, infatti, “tutti coloro che ignoreranno queste istruzioni, commetteranno una offesa e dovranno aspettarsi delle punizioni dalle forze di sicurezza”.

Che dire? Se non e’ pazzia questa…

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Come riportato dai media, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Americana Bolton, ha annunciato che gli Stati Uniti hanno deciso di schierare la portaerei Abraham Lincoln nell’area Mediorientale, in risposta alle minacce provenienti dall’Iran.

Ancora una volta, quella che alcuni analisti alla Alberto Negri cercano di far passare come aggressione americana a Teheran, e’ figlia di una risposta alle minacce della Repubblica Islamica. Per intenderci: Trump non avrebbe ritirato gli USA dal JCPOA se l’accordo avesse funzionato. Al contrario, l’Iran ha sfruttato l’accordo per espandere il suo potere fuori dai confini nazionali e aumentare le minacce missilistiche verso i vicini, alleati degli Stati Uniti; Trump non avrebbe messo i Pasdaran nelle liste delle organizzazioni terroristiche, se i Pasdaran – dalla loro creazione ad oggi – non avessero fatto altro che lasciare scie di sangue alle loro spalle, colpendo centinaia di volte gli obiettivi americani fuori dai confini iraniani.

Per quanto riguarda la Lincoln, Trump non avrebbe deciso di schierarla in Medioriente, se i Pasdaran non avessero in questi giorni minacciato direttamente di chiudere lo Stretto di Hormuz. A farlo, si badi bene, e’ stato il 22 aprile Alireza Tangsiri, capo del Corpo Navale delle Guardie Rivoluzionarie. L’Iran, infatti, vede tutto lo Stretto di Hormuz come una zona sotto il suo diretto controllo. Questo nonostante il fatto che la maggior parte del traffico marittimo passa attraverso le acque territoriali dell’Oman e nonostante la Convenzione ONU  sul Mare (“UNCLOS”), che tutela espressamente la libera circolazione marittima e garantisce il libero passaggio attraverso gli Stretti (articolo 37). Ergo, va detto chiaro: minacciare di chiudere lo Stretto di Hormuz e’ gravissimo e farlo concretamente rappresenta addirittura un vero e proprio casus belli.

Per quanto concerne Hormuz, quindi, l’amministrazione americana prende seriamente le minacce iraniane. L’Iran e’ conscio del rischio che correrebbe se chiudesse totalmente Hormuz. Per questo, le minacce di chiusura totale dello Stretto, sono qusi vuote. Cio’ che invece e’ terribilmente possibile – a cui sembra che i vertici militari iraniani stiano pensando – non e’ di chiudere totalmente Hormuz, ma di rallentarne il traffico commerciale. Questo provocherebbe un aumento generale dei prezzi, con un effetto negativo sull’economia globale. Di questo aumento dei prezzi beneficerebbe direttamente il regime iraniano – e non solo – perche’, pur esportando meno petrolio, lo farebbe ad un prezzo al barile piu’ alto. 

Ancora una precisazione: chi sostiene che Trump vuole un regime change in Iran, sbaglia alla grande. Se l’effetto delle sanzioni americane e della politica di “massima pressione” verso Teheran fosse un regime change, sicuramente nessuno piangerebbe a Washington. Ma il principale obiettivo del Presidente americano con Teheran, e’ costringere il regime iraniano ad un nuovo negoziato – pubblico – con la Casa Bianca, per inserire nel JCPOA, tutto cio’ che Obama ha colpevolmente lasciato fuori, ovvero: missili, attivita’ regionali iraniane e assenza di scadenza all’accordo nucleare. Come suddetto, l’Iran ha usato l’accordo di Vienna per aumentare le interferenze regionali, portare avanti il programma nucleare clandestinamente e intensificare le minacce ai vicini. Ancora una volta, intendiamoci: se l’Iran fosse stato al suo posto, a quest’ora niente sarebbe cambiato.

Conclusioni: il peggior nemico dell’Iran non e’ Trump, ma il regime che lo governa e i suoi puppet internazionali!

Infographic: Strait Of Hormuz Shipping Lanes

Questo qua sopra e’ il tweet che ha pubblicato il 14 febbraio scorso Ali Khamenei, Guida Suprema iraniana. Non serve spiegare lungamente quanto scritto: Khamenei ha ribadito che la fatwa contro lo scrittore indiano – naturalizzato britannico – e’ assolutamente ancora valida.

Come noto, la fatwa fu emessa dall’Ayatollah Khomeini nel 1989 per il libro di Rushdie “Versetti Satanici”. Da quel momento, lo scrittore e’ rifugiato in Gran Bretagna e vive sotto scorta. Aggiungiamo che, gia’ nel 2008, Khamenei aveva ribadito che la fatwa era ancora valida…

Il tweet di Khamenei, dimostra – ancora una volta – la natura mafiosa, eversiva e terrorista del regime iraniano. La vergogna, questa volta, purtroppo e’ il silenzio della politica Occidentale davanti a questo ennesimo scempio.

Se la politica Occidentale e’ silente, cosi non e’ per i numerosi utenti di Twitter – molti di quali iraniani – che hanno denunciato il tweet di Khamenei, portando alla sospensione del suo account in inglese che in farsi.

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In queste settimane sui social network in Iran ha fatto molto successo un video che mostra il personale di bordo e i passeggeri iraniani di un volo della Air Asia tra Kuala Lumpur e Teheran, mentre ballano gioiosi seguendo il ritmo di una bella canzone persiana. Il video e’ diventato famoso come l'”aereo piu’ felice” tra Malesia e Iran. Il video, ovviamente, mostra ragazzi e ragazze, senza il velo, che ballano felici liberamente.

Apriti cielo: una volta diventato virale il video, l’Autorita’ per l’Aviazione Civile iraniana ha emesso un comunicato ufficiale, minacciando la Asia Air e pretendendo che si conformi alle “strette normative morali” in vigore nella Repubblica Islamica dell’Iran.

Come sempre denunciato, per il regime khomeinista gli iraniani non hanno diritto alla felicità…neanche in volo…

Il Pasdaran Abdollahi, a capo della Khatam al-Anbia

Il Pasdaran Abdollahi, a capo della Khatam al-Anbia

I Pasdaran sono furiosi con il Governo di Hassan Rouhani, per un accordo firmato tra la Iran Shipping Lines (IRISL) e la sudcoreana Hyundai. L’accordo prevede la costruzione, da parte della compagnia asiatica, di dieci navi container per la IRISL. In un Paese normale, questo accordo sarebbe considerato un passo positivo a livello economico. L’Iran, però, anche economicamente parlando non è un Paese normale. Buona parte del suo sistema economico, infatti, è controllato direttamente – o indirettamente – dai Pasdaran e dalle Fondazioni religiose (Bonyad).

Per questo, l’accordo IRISL – Hunday ha fatto scattare la reazione delle compagnie controllate dalle Guardie Rivoluzionarie. Il Generale Abdollah Abdollahi, a capo della holding dei Pasdaran Khatam al-Anbia, ha duramente criticato l’accordo, sottolineando che la Iran Marine Industrial Company, una controllata della Khatam al-Anbia, potrebbe costruite le dieci nuove navi container, senza ricorrere ad una società estera (EA World View). Per questo, Abdollahi ha chiesto al Presidente iraniano di cancellare l’accordo con Hunday (Tasnim News, The Maritime Executive)

Il Governo, per bocca del vicepresidente Eshagh Jahangiri, non ha rigettato la richiesta dei Pasdaran, ma ha cercato di salvare gli impegni presi con Hunday sottolineando che si trattava di un progetto già sottoscritto nel 2008, ma sospeso per via delle sanzioni internazionali. Mentre Jahangiri tentava di parare i colpi, il capo dei Pasdaran Ali Jafari, invitava i dirigenti della Khatam al-Anbia ad aumentare il loro impegno verso il jihad economico – promosso direttamente da Khamenei – concentrando l’attenzione soprattutto sulla produzione domestica (Fars News). Un chiaro segnale al Governo, contro l’arrivo delle compagnie estere (soprattutto quelle Occidentali).

Le reazioni dei Pasdaran ai contratti firmati dal Governo con compagnie straniere, non vanno prese come mera propaganda, ma come minacce reali. Basti ricordare quanto accaduto nel 2004, quando i Pasdaran bloccarono tutti gli accessi all’Imam Khomeini Airport – e gli stessi voli in arrivo – per far cancellare l’accordo di gestione dello scalo firmato dal Governo Khatami, con un consorzio turco-austriaco. Il Governo iraniano fu costretto a cancellare quanto aveva sottoscritto…

La crisi tra le varie fazioni dell’establishment iraniano sul caso Hunday – IRISL, rappresenta un monito per tutti gli investitori, soprattutto quelli Occidentali. Si tenga a mente che in Iran non esiste un vero stato di diritto e che le regole le fanno coloro che hanno la forza. Purtroppo, nella Repubblica Islamica, chi detiene la forza, detiene anche il potere di cancellare il diritto, anche se scritto nero su bianco…

Da vedere: Audizione alla Commissione esteri del Congresso Americano

“I Pasdaran sono i maggiori beneficiari dell’accordo nucleare”

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Mentre si insedia il neo Governo italiano presieduto da Paolo Gentiloni, dall’Iran arrivano nuove minacce alla stabilità della regione mediorientale. Parlando ad una conferenza sull’Asia Occidentale in merito alla elezione di Donald Trump alla Presidenza americana, il Ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan – un Pasdaran – ha affermato che il regime iraniano è pronto a “spazzare via” Israele e gli Stati arabi del Golfo, nel caso in cui arrivassero minacce dagli Stati Uniti (Kurdistan24).

Non solo: Dehghan ha anche rilevato che oggi i governi centrali di Yemen, Siria e Iraq sono deboli, per colpa di movimenti nazionalisti che minano, a suo dire, la sicurezza della regione. Chiaro il riferimento in particolare ai curdi, attualmente i principali alleati dell’Occidente democratico nella guerra contro il Califfato nero di Isis.

A questo punto, la palla passa al neo ministro degli esteri italiano, Angelino Alfano. Ci chiediamo se, almeno lui a differenza del suo predecessore, avrà il coraggio di prendere delle posizioni nette contro le minacce che Teheran esercita, nei confronti di Paesi notoriamente alleati dell’Occidente e dell’Italia. Sarebbe già un buon primo passo, partire con una presa di posizione – almeno verbale – di discontinuità rispetto al passato recente…

Di seguito due video prodotti in Iran, che simulano attacchi contro Israele e l’Arabia Saudita.