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La crisi diplomatica tra l’Iran e il mondo arabo – Qatar escluso – ormai si estende a macchia d’olio. Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche tra Iran e Marocco e dopo le accuse a Teheran del Governo algerino, ora si apre il fronte con la Giordania.

Secondo un importarte rappresentante giordano, Amman ha richiamato il suo Ambasciatore a Teheran, S.E. Abdullah Abu Rumman, e non pare avere alcuna intenzione di nominare un successore.

Ovviamente, la crisi si inserisce all’interno dello scontro tra Arabia Saudita e Iran, con il Ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi che ha dichiarato che la “stabilita’ di Riyad e’ parte della sicurezza del Regno Hashemita. La Giordania rigetta l’interferenza iraniana negli affari interni dei Paesi della regione”.

Teheran non ha reagito ufficialmente a questa decisione giordana, ma le agenzie di stampa iraniane hanno gia’ iniziato a martellare contro Amman. La Tasnim News, vicina ai Pasdaran, ha accusato le forze speciali giordane di aver aiutato la monarchia del Bahrain a reprimere le “manifestazioni popolari”.

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Nel mondo arabo e’ in corso una vera e propria ribellione contro il regime iraniano e le sue ingerenze negli affari interni dei Paesi sunniti. Una ribellione iniziata dalle monarchie del Golfo, che come noto ha prima coinvolto l’Arabia Saudita, il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti, poi ha addirittura determinato la crisi diplomatica ancora in corso con il Qatar. Successivamente, quindi, sia il Consiglio di Cooperazione del Golfo che la Lega Araba, hanno duramente condannato i proxy di Teheran, inserendo addirittura Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche.

Negli ultimi mesi, quindi, sono particolarmente i Paesi arabi del Nord Africa a rigettare le ingerenze iraniane. Qualche settimana addietro, il Marocco ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con l’Iran, accusando la Repubblica Islamica di finanziare i ribelli Sharawi, per mezzo dell’Ambasciata iraniana ad Algeri. Il Ministero dell’Interno marocchino ha anche pubblicato un report speciale, denunciando che 40 miliziano filo iraniane stazionavano Dar al-Bayda, 6000 a Marrakesh e qualche centinaio nella capitale Rabat.

In Algeria, a sua volta, il Governo locale ha condannato Teheran, sostenendo che il locale addetto culturale iraniano Amir Mousavi, abbia messo in atto una strategia per indottrinare gli sciiti algerini e portarli a ribellarsi verso il Governo centrale. Infine, riportamo la notizia data dai media dell’uccisione di due Pasdaran in Libia (giunti dalla Tunisia). Notizia data dal canale arabo Al-Arabiya. 

Tutti questi rivolgimenti del mondo sunnita, che oggi coinvolgono direttamente il Nord Africa, devono rappresentare degli appunti molto importanti per il Governo italiano. Ribellioni che ben dimostrano come, per un Paese mediterraneo come l’Italia, l’Iran non possa certamente essere considerato un partner (o peggio un alleato). Soprattutto alla luce delle recenti prese di posizione russe contro la permanenza delle forze iraniane in Siria!

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Come purtroppo capita sovente quando si tratta di regime iraniano, se non e’ questione nucleare, le notizie passano drammaticamente quasi sotto silenzio. Un esempio lampante di quanto affermato ora, e’ la decisione del Marocco di rompere le relazioni diplomatiche con l’Iran.

Secondo Rabat infatti, Teheran ha finanziato e armato il Fronte Polisario, ovvero il gruppo ribelle attivo nel Sahara Occidentale. Per la precisione, secondo le forze di sicurezza, sarebbe Hezbollah a fornire armi e sostegno logistico ai guerriglieri del Fronte Polisario. Ovviamente, neanche a dirlo, Teheran ha negato ogni accusa, cosi come da anni nega di sostenere i ribelli Houthi in Yemen.

I dinieghi di Teheran arrivano nonostante il fatto che il Ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, ha detto di avere le prove del rapporto tra Hezbollah e Fronte Polisario e dell’invio nel Sahara Occidentale di missili SAM9, SAM11 e Strela. Un sostegno fornito attraverso l’intermediazione dell’Ambasciata iraniana ad Algeri.

La crisi fra Marocco e Iran e’ l’ennesima riprova che la Repubblica Islamica rappresenta una minaccia per i Paesi del Mediterraneo. Sostenendo il Fronte Polisario, infatti, Teheran non ha messo a repentaglio solamente la stabilita’ marocchina, ma tutta quella del nord Africa. Una nuova crisi militare in quell’area, infatti, avrebbe conseguenze in tutta la regione, con effetti sulle stesse relazioni tra Marocco e Algeria, sulla crisi libica e soprattutto sulla crisi migratoria!

E’ bene che tutta l’UE, Italia in testa, riflettano attentamente su quanto accaduto tra Marocco e Iran e sull’importanza di tenere una posizione ferma nei confronti del regime iraniano, soprattutto verso la costante interferenza di Teheran negli affari interni dei Paesi arabi!

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Nuova crisi diplomatica tra Marocco e Iran: questa volta, al centro dello scontro ci sono delle motivazioni religiose. Secondo dei report preparati dai funzionari del Ministero dell’Interno marocchino, infatti, il regime iraniano avrebbe messo in atto una vera e propria “agenda sciita”, da portare avanti nel Regno di Mohammed VI. L’obiettivo di Teheran, sarebbe quello di convertire quanti più marocchini possibili, all’Islam sciita.

Questa strategia, secondo quanto riportato da al-Quds al-Araby, sarebbe oggi particolarmente attiva in città come Hasima, protagonista recentemente anche di importanti proteste anti-governative. Sempre nel report dei funzionari di Rabat, quindi, viene denunciato che la Repubblica Islamica ha almeno 40 spie di stanza a Dar al-Bayda, 6000 a Marrakesh e qualche centinaio nella capitale Rabat. 

Ricordiamo due cose importanti: in primis, riguardo l’Islam, e’ fondamentale sottolineare che la monarchia marocchina deriva la sua importantissima posizione religiosa, proprio dalla sua discendenza diretta dalla famiglia del Profeta Maometto. Si tratta di una dinastia alawite, da non confondere pero’ con gli alawiti siriani: in questo caso, infatti, la Monarchia appartiene all’Islam sunnita, cosi come il 99% dei cittadini del Marocco. 

Secondariamente, altrettanto importante, già nel 2009 il Marocco aveva rotto le relazioni diplomatiche con l’Iran, accusando l’Ambasciatore di Teheran a Rabat, di diffondere lo sciismo nel Paese. Le relazioni sono state ristabilite, solamente nel gennaio del 2017. Nonostante la ripresa dei rapporti diplomatici, pero’, Rabat – unito a tutti i Paesi della Lega Araba – ha denunciato la volontà del regime iraniano di infiammare lo scontro settario islamico, anche in Marocco. 

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IRAN KHOMEINI

Su Il Foglio di oggi è stato pubblicato un articolo molto interessante, in merito all’ “eroica flessibilità”: l’autore evidenziava come il concetto fosse già stato usato dal regime iraniano per descrivere la pace firmata dall’Imam Hassan con la dinastia sunnita Omayade. Si trattava, evidenzia l’autore, di una tregua temporanea firmata unicamente per salvaguardare l’interesse dei combattenti sciiti in quel momento e non una vera e propria pace  tra i combattenti.

Questo spunto, davvero interessante, ci fornisce l’occasione di sviluppare il tema dell’attuale politica del Presidente Hassan Rohani (definita sui media anglosassoni come la “charm offensive”), comparata con la reale natura ideologica del regime iraniano. Partiamo da una affermazione facile facile, praticamente un ovvietà: la Repubblica Islamica si basa, come sapete, sul sistema della Velayat-e Faqih, un’idea di regime fondata sulle posizione dell’Imam Khomeini, considerato il padre unico della Rivoluzione del 1979. In Iran, quindi, gli scritti dell’Imam Khomeini sono un punto di riferimento e criticarli o distaccarsene è considerato come un tradimento dei valori rivoluzionari. La figura di Khomeini – come il recente scontro tra Khamenei e Ahmadinjad ha dimostrato – è anche usata per attaccare l’avversarIo (spesso nemico) politico e accusarlo delle peggiori colpe.

Per capire, quindi, che cosa pensa il regime iraniano e su cosa veramente si basano le reali scelte politiche degli Ayatollah e dei Pasdaran, è utile rifarci direttamente agli scritti di Khomeini e vedere. tramite le stesse parole dell’Imam, cosa la Repubblica Islamica pensa veramente dell’Occidente e che genere di rapporto strategico – non tattico, si badi bene – intende avere con esso. Il testo che abbiamo preso come riferimento è il Testamento dell’Ayatollah Khomeini, dettato in persona dal padre della rivoluzione islamica in Iran e diffuso per bocca del figlio Ahmad dopo la sua morte il 3 giugno del 1989. Qui sotto vi postiamo la copertina del testo e, cliccandoci sopra, sarà possibile leggere il testamento stesso tradotto in inglese.

Clicca sull'immagine per leggere il testo in inglese

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Leggere il Testamento dell’Imam Khomeini è illuminante, purtroppo non in senso intellettuale…Si tratta di oltre 40 pagine di imprecazioni contro l’Occidente e l’Oriente ed esaltazione del governo Islamico (ovviamente quello immaginato e voluto dall’Imam stesso). Il testo è stato scritto in piena Guerra Fredda e, chiaramente, continene anche un attacco diretto all’ideologia comunista (atea). La maggior parte dei riferimenti belligeranti, però, sono dedicati all’Occidente, ai suoi valori e, in particolar modo agli Stati Uniti.

All’inizio del testo, già nella sesta pagina, Khomeini chiarisce molto bene cosa pensa degli Stati Uniti: “Gli USA sono i principali nemici dell’Islam. Si tratta di uno Stato terrorista per natura, che incendia tutto ovunque…. Il periodo continua con attacchi agli alleati arabi degli Stati Uniti, gli allora Re del Marocco e della Giordania Hassan e Hussein e l’ex Presidente egiziano Hosni Mubarak. Poco dopo, per la cronaca, l’Occidente viene definito come “pagano” e “satanico” (pagina 7). A pagina 8, quindi, l’Imam attacca la dinastia sunnita Omayade e con essa anche la famiglia degli Al Saud, il clan regnante in Arabia Saudita. Gli Al Saud sono definiti come “traditori della casa Divina” e del “Santuario Divino”, che meritano una potente dannazione da parte di Allah e i suoi angeli.

Il pensiero di Khomeini sull’Occidente, si badi bene, non è riferito unicamente all’aspetto politico e al concetto di “colonizzazione” delle terre mussulmane. Al contrario, la parte preponderante del testamento di Khomeini è legata all’aspetto ideologico, ovvero la condanna dei valori Occidentali tout-court, considerati perversi e responsabili della corruzione della popolazione iraniana. Se scorrerete il testo, infatti, potrete leggere numerose volte come l’Imam considerasse un peccato studiare con professori orientati verso la cultura Occidentale (in altre parole non legati ai clerici) o avere a che fare con intellettuali o persone (anche artisti) responsabili di diffondere valori diversi da quelli Islamici. Affermato ciò, alla faccia della democrazia, l’Imam condanna come “agenti esterni” tutti i pensatori iraniani che si definivano liberali, nazionalisti o pan-Iraniani: contro questa gente, dice Khomeini, è necessario cooperare per individuarli e neutralizzare la minaccia (pagina 27). Un peccato era anche sostenere le aspirazioni dei Curdi e dei Balochi, considerati quinte colonne dell’Occidente…

Al fine di contrastare questa ingerenza peccaminosa, dice Khomeini, è necessario dare un grande potere al Ministero della Cultura e al Ministro degli Esteri, al fine di diffondere internamente ed esternamente i valori islamici (pagina 30). Per l’Imam, pagina 34, la radio, la televisione, la stampa, il cinema e il teatro, sono i maggiori responsabile della corruzione morale delle giovani generazioni e per questo è necessario che le istituzioni garantiscano che agenzie di stampa. i giornali e i magazine restino al servizio dell’Islam (pagina 35). A garantire la sicurezza della rivoluzione, chiaramente, l’Imam pone i Pasdaran e i Basij, consigliando loro, però, di tenersi lontani dalla politica…a quanto pare questa parte, furbescamente, nella Repubblica Islamica l’hanno saltata quasi tutti…

Potremmo andare avanti ancora a lungo, ma preferiamo non tediarvi ancora e lasciarvi liberi di leggere da voi stessi il testo del Testamento. A conclusione di tutto ciò, però, vorremmo rivolgere alcune domande a tutti coloro che davvero credono che con la Repubblica Islamica sia possibile una pace reale, basata su progetti e valori comuni: come potete davvero pensare che, politici che ogni giorno diffondono idee come quelle espresse da Khomeini, possano davvero parlarvi con sincerità e rispetto? Come potete credere che la mano sporca di sangue che vi offrono quando vi incontrano, vi sia veramente offertà con il proposito di comprendervi e prendere impegni di interesse comune, e non solo per salvaguardare il regime islamico e la sua reale natura???? Un consiglio: meditate….

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