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Una corte criminale della Provincia iraniana del Lorestan, ha emesso una sentenza medievale di lapidazione, per un uomo e una donna colpevoli di adulterio. Secondo le informazioni che arrivano dall’Iran, le iniziali dall’uomo sarebbero Kh.A e quelle della donna S.M.

Gli avvocati dei due condannati, dopo la sentenza, stanno preparando un appello alla Corte Suprema iraniana, sperando di rivendere il primo grado di giudizio. Ricordiamo che, secondo quanto dichiarato dal Portavoce della Magistratura iraniana, nella Repubblica Islamica la lapidazione sarebbe teoricamente stata bandita dal codice penale dal 2012. Una decisione arrivata dopo una importante campagna contro la lapidazione, lanciata dopo un caso avvenuto a Mashhad nel 2006.

Alla decisione della Corte, sempre secondo quanto denunciato dagli attivisti, si sarebbe giunti anche in seguito a pressioni da parte delle Corti Rivoluzionarie islamiche e della Unità Cyber della Polizia del Lorestan.

Fonte:

http://bcrgroup.us/iran-man-and-woman-sentenced-to-death-by-stoning-for-allege.html

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Un nuovo (vecchio) mito è entrato a far parte della classifica delle perle lanciate dal regime iraniano. Questa volta si tratta di un Grande Ayatollah, ovvero un clerico di primo profilo all’interno della tradizione sciita. L’Ayatollah Makerem Shirazi, stretto collaboratore di Ali Khamenei, ha dichiarato immorale la connessione Internet ad alta velocità. Per la precisione, Shirazi ha affermato che la connessione 3G non soltanto è moralmente sbagliata, ma è anche inumana. Tramite questa, infatti, possono passare video, foto e indiscrezioni malefiche. Le affermazioni dell’Ayatollah Shirazi sono una reazione all’annuncio della Irancell, di voler installare il sistema 3G nelle università iraniane e negli uffici Governativi.

L’Ayatollah Shirazi, per la cronaca, non è nuovo ad affermazioni “colorite”. Nella sua lunga carriera, infatti, si è messo già in luce per aver giustificato la lapidazione delle donne, per aver dichiarato l’Olocausto una superstizione dell’Occidente e per aver diffuso una fatwa contro gli animali domestici (cani e gatti). Insomma, un vero e proprio mito che, chiaramente, non poteva non essere notato dalla Guida Suprema Ali Khamenei…

Adesso aspettiamo ansioni le reazioni di chi di Internet ha fatto una bandiera della democrazia. Ci aspettiamo, ad esempio, una reazione dura da parte degli attivisti del Movimento Cinque Stelle, che del blog di Beppe Grillo – amante del regime iraniano – hanno fatto una vera e propria ragione di vita. Vediamo se, in nome di questa ragione, questi attivisti combatteranno anche per il diritto del popolo iraniano ad avere libero accesso alla Rete…Forse, però, è piu’ interessante dialogare con Isis…

A proprosito dei Cinque Stelle e Iran, questa è la posizione del loro caro alleato in Europa Nige Farage…

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=-LPHU–9vK4%5D

 

 

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=i6ovYP7xMCo%5D

Se non venisse da un regime malato e fondamentalista, si stenterebbe a crederlo. In un contesto normale, infatti, non sarebbe possibile che un “uomo” possa arrivare a dire quello che ha detto il Responsabile del Consiglio per i Diritti Umani dell’Iran. Mohammad Javad Larijani – fratello del più famoso Ali Larijani, speaker del Parlamento iraniano – ha testualmente dichiarato il 5 agosto scorso: “siamo orgogliosi del nostro sistema giudiziario e non proviamo alcun imbarazzo per la legge della compensazione, inclusa la lapidazione“. La legge della compensazione è più nota in Occidente come “occhio per occhio e dente per dente”. Non è la prima volta che Mohammad Javad Larijani elogia pratiche barbare e medievali come la lapidazione. Solamente nel 2010, Larijani disse che la lapidazione non ha nulla a che fare con la tortua e altre “vergognose punizioni”. Al di là del pensiero occidentale, rimarcò Larijani, la lapidazione non è uno strumento sproporzionato per un crimine come l’adulterio.

Vogliamo ricordare che la crudele pratica della lapidazione è stata usata in Iran anche durante la Presidenza di Rouhani. Nell’ottobre del 2013, infatti, i corpi di quattro donne lapidate per adulterio sono stati trasferiti al centro forense di Teheran. Qui, oltre alle ferite causate dal lancio di pietre, sono stati riscontrati anche chiari segni di tortura subiti dalle donne prima della lapidazione.

Come funziona la lapidazione secondo il codice penale della Repubblica Islamica dell’Iran:

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