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Ora persino coloro che hanno investito in Iran, sono costretti ad ammettere pubblicamente che si e’ trattato di un imbroglio e che i soldi sono andati persi. E’ il caso di molti imprenditori del Kuwait.

Secondo quanto riportato dal quotidiano del Kuwait al-Qabas,  gli imprenditori kuwaitiani che hanno deciso di investire nella Repubblica Islamica, hanno perso milioni di dollari! Le ragioni del fallimento sono semplici: come dichiarato da un esperto di riciclaggio di denaro al giornale arabo, le transazioni che avvengono con le banche iraniane – e con i loro intermediari – sono spesso non riconosciute ufficialmente e avvengono per “canali informali e metodi illegali”.

In questi anni, molti imprenditori dal Kuwait hanno investito in gruppi finanziari iraniani, senza avere dati certi sui loro partners e soprattutto senza essere coscienti che si trattava di realtà legate a quattro mani ai Pasdaran. Risultato: molti di questi gruppi finanziari sono falliti, perdendo i soldi sia dei piccoli risparmiatori iraniani, che di diversi investitori stranieri.

Ricordiamo che il collasso di alcuni istituti finanziari, e’ stato alla base delle recenti proteste popolari in Iran. Proteste che, a dispetto delle repressioni, stanno ancora continuando nel Paese.

 

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Era considerato il successore di Imad Mughniyeh, il comandate di Hezbollah che fungeva da intermediario tra il gruppo terrorista libanese e l’Iran ucciso nel 2008. Esattamente come Mughnyeh, Mustafa Badreddine e’ stato eliminato in Siria grazie ad una esplosione vicino all’aeroporto di Damasco (The Guardian).

L’eliminazione di Badreddine segna un nuovo colpo durissimo ad Hezbollah. Chiunque sia stato – alcuni media libanesi parlando i Israele, ma Hezbollah per ora non si esprime – ha colpito uno dei personaggi che maggiormente hanno contribuito a seminare terrore nel mondo. 

Mustafa Badreddine ha iniziato la sua “carriera” da terrorista nel movimento palestinese Fatah, come membro della Forza 17. Da qui, nel 1983, era transitato dentro Hezbollah, mettendosi al servizio di Khomeini e dei Pasdaran. Come primo atto da terrorista del Partito di Dio, Badreddine pianifico’ l’attentato contro i Marines USA a Beirut (oltre 80 morti). 

 

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Musfafa Badreddine era membro del Consiglio per la Jihad di Hezbollah  (Lebanon Wire)

Su di lui, sin dal 1983, pendeva una condanna a morte in Kuwait diversi attentati compiuti nel Paese, anche contro le ambasciate di USA e Francia (provo’ anche ad uccidere l’emiro del Kuwait). Scampato alla morte solo grazie all’invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein, Badreddine e’ riuscito a tornare a Beirut passando da Teheran. Durante la prigionia di Badreddine in Kuwait, Hezbollah catturo’ diversi civili innocenti e prese in ostaggio anche degli aeroplani, per chiedere il suo rilascio. 

Ovviamente, ha continuato a seminare morte nel mondo. Nel 2011, il Tribunale Speciale per il Libano ha provato che Mustafa Badreddine, insieme ad altri tre terroristi di Hezbollah, ha messo in atto l’attentato che ha ucciso l’ex Premier libanese Rafiq Hariri (BBC). Per questo motivo, nel 2012, gli Stati Uniti lo hanno inserito nella lista delle persone sottoposte a sanzioni internazionali (US Department).

Dopo le accuse nei suoi confronti da parte del Tribunale Speciale per il Libano, era stato scritto che Badreddine aveva lasciato Beirut per riparare in Iran. Quello che e’ certo e’ che, dal 2012 in poi, Mustafa Badreddine ha visitato la Siria diverse volte, accompagnando anche Nasrallah, in appoggio alla repressione delle proteste popolari e in sostegno al dittatore Bashar al Assad. 

Si conclude oggi la carriera di uno dei massimi criminali che il mondo ha mai conosciuto. Speriamo che sia un altro importante passo verso la sparizione definitiva di Hezbollah. Ricordiamo che recentemente il Consiglio di Cooperazione del Golfo – GCC, ha inseerito Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroriste.

Per approfondire: “Hizaballah and the Qods Force in Iran’s Shadow War with the West“, Matthew Levitt