Posts contrassegnato dai tag ‘Keyvan Karimi’

keyvan-karimi-2-1

Il regista iraniano Keyvan Karimi, rinchiuso nelle carceri iraniane dal novembre del 2016, sta molto male. Nonostante le sue pessime condizioni di salute, il regime rifiuta di consentirgli l’uscita dal carcere di Evin, per essere trasferito in una struttura ospedaliera esterna (Iranhumanrights.com).

Come si ricorderà, il regista curdo iraniano Karimi venne condannato al carcere con l’accusa di “aver insultato il sacro”, dopo aver pubblicato un documentario dal titolo “Scrivere sulla città”, relativo ai murales sui muri della capital Teheran. In realtà, Karimi non ha in alcun modo offeso l’Islam sciita, ma solamente denunciato gli abusi del regime, soprattutto dopo le repressioni dell’Onda Verde nel 2009.

Inizialmente, il giudice Mohammad Moghisseh aveva condannato Karimi a sei anni di dentenzione e 223 frustrate (No Pasdaran). Fortunatamente, anche grazie alle pressioni interne e internazionali, in appello la condanna è stata ridotta ad un anno di carcere e al pagamento di 20 milioni di rial (700 dollari).

Una settimana la condanna di Karimi, ben oltre 130 registi e documentaristi iraniani, decisero di scrivere un appello pubblico, chiedendo alla magistratura iraniana di cancellare la condanna contro il regista curdo (comunicato in farsi). La stessa cosa, a livello internazionale, fecero numerosi registi dalla Francia, dalla Spagna e dall’Italia. Per l’Italia, la solidarietà al Keyvan Karimi venne dall’associazione “100 autori” (km-studio.net).

Keyvan Karimi ha anche vinto importanti premi internazionali – anche in Italia – grazie ai suoi documentari di denuncia sulle condizioni sociali della Repubblica Islamica dell’Iran.

Iranian-Cinema-medium

Solamente la scorsa settimana, abbiamo denunciato la condanna a sei anni di carcere e 223 frustate, emessa dal regime iraniano contro il regista curdo Keyvan Karimi. La sta colpa e’ quella di non aver agito secondo le regole del regime islamico e di aver mostrato quell’Iran che il mondo non deve conoscere (No Pasdaran). Karimi e’ solo l’ultimo caso nella lunga lista delle personalità iraniane perseguitate dal regime per la loro – non allineata – attività artistica. Potremmo infatti parlare del notissimo caso di Jafar Panahi, regista pluripremiato oggi costretto agli arresti domiciliari a Teheran, o di Mohammad Nourizad, ex giornalista conservatore, oggi regista e attivista per la democrazia in Iran. La sua dissidenza, ovviamente, gli e’ costata anni di detenzione.

Ovviamente, ai registi perseguitati, potremmo aggiungere decine di altri artisti – come Atena Farghadami, Fateme Ekhtesari o Mehdi Moosavi – detenuti per aver disegnato una vignetta di satira politica ai Parlamentari iraniani o per scritto delle poesie scomode. Potremmo quindi parlare dell’attivista Omid Alishenas, arrestato nel settembre 2014 con l’accusa di possedere un impianto satellitare e 700 film “osceni”. Per 700 film osceni non si deve pensare a materiale pornografico, ma semplicemente 700 DVD di film e documentari di successo internazionale, sgraditi al regime per motivi culturali o politici (Iran Wire). Tra i DVD trovati in possesso del povero Omid, anche il film “To Light a Candle“, girato dal giornalista Maziar Bahari, per denunciare la persecuzione dei Baha’i all’interno dell’Iran (Iran Wire).

Eppure, nonostante tutte queste persecuzioni e nonostante l’uso politico e propagandistico che il regime iraniano fa del cinema e dell’arte, il Ministero della Cultura italiano continua ad aprire le sue porte unicamente ai rappresentanti dei Mullah. Lo fa firmando speciali Memorandum con il Ministro iraniano Ali Jannati (Press TV), lo fa con la visita del Ministro Franceschini in Iran e lo fa ricevendo una delegazione iraniana, proprio allo scopo di approfondire le relazioni tra Roma e Teheran nel settore cinematografico.

E’ di queste ore, infatti, la notizia dell’arrivo dell’ennesima delegazione da Teheran composta dal Parlamentare Ali-Reza Tabesh e dal Direttore Generale dell’Organizzazione per gli Studi Cinematografici Ruhollah Hosseini, accompagnati dall’attache’ culturale del regime iraniano in Italia, Ali Purmarjan. I tre sono stati ricevuti da Nicola Borrelli, Direttore Responsabile Cinema del Ministero della Cultura. Ovviamente, secondo quanto riporta la stampa iraniana, invece di affrontare le repressioni messe in atto nella Repubblica Islamica contro gli artisti e i cineasti, al centro della discussione e’ stato messo unicamente l’approfondimento delle relazioni tra Italia e Iran nel settore cinematografico (Isna).

Riteniamo che la scelta di sostenere unicamente la propaganda culturale proveniente dall’establishment iraniano, serva unicamente gli interessi del Governo iraniano e dei Mullah. Le stesse figure che promuovono la persecuzione degli artisti e non muovono un dito per sostenere seriamente i necessari cambiamenti sociali e politici necessari nella Repubblica Islamica.

Crediamo che la migliore risposta a questa unilateralità, sia quella di offrire ai lettori la possibilità di scoprire l’Iran che il regime non vuole far conoscere. Ecco perché vi invitiamo a cliccare sul link che segue e guardare voi stessi il documentario di Maziar Bahari, “To Light a Candle“. Per vederlo gratuitamente, dopo l’accesso al sito, cliccare sull’icona “Buy” (sulla vostra destra). Una volta apertasi la finestra per il metodo di pagamento, inserire la parola “omid” (senza virgolette), per vedere il film gratuitamente.

Linkhttps://vimeo.com/ondemand/tolightacandle/117160700

Codice Promo: omid

Trailer

[youtube:https://www.youtube.com/watch?v=v7aE27GyMMo%5D

karimi

Condannato a 6 anni di carcere e 223 frustate!!! Questa la pena medievale inflitta al regista curdo-iraniano Keyvan Karimi. La sua colpa? Ufficialmente, “aver insultato il sacro”, aver “fatto propaganda contro il regime” e “relazione illecita” (per aver stretto la mano di una donna a cui non era sentimentalmente legato). Ovviamente, come sempre, dietro l’arresto di Karimi c’e’ una ragione politica: Keyvan Karimi e’, come suddetto, di etnia curda ed e’ anche un regista socialmente impegnato (Journalist is not a Crime). Il suo CV (link), mostra il lavoro di un cineasta – conosciuto anche a livello internazionale – da sempre in prima fila nel denunciare i problemi sociali all’interno del regime iraniano.

Nei suoi racconti Karimi descrive le problematiche reali all’interno dell’Iran. Nel film “Broken Borders“, Karimi racconta la pratica del contrabbando vista dalla parte di chi e’ costretto a farlo per poter sopravvivere; in “Children in Depth“, il regista iraniano racconta come funziona la giustizia minorile nella Repubblica Islamica; in “The Adventure of the Married Couple“, infine, Karimi riadatta una storia di Italo Calvino alla vita quotidiana di una giovane coppia iraniana. Come suddetto, grazie ai suoi lavori, Keyvan Karimi ha ottenuto diversi riconoscimenti internazionali: tra le altre cose, nel 2012 ha anche ottenuto una menzione speciale in Italia, da parte del Festival Internazionale del Cortometraggio di Tolfa!

133aa6d

L’ultimo lavoro che Keyvan Karimi stava preparando, quello che ha concretamente causato il suo arresto, era un documentario intitolato “Writing over the City“, dedicato ai graffiti in Iran, al loro significato politico e sociale. Tra le altre cose, secondo quanto denuncia l’avvocato Amir Raeesian, il film aveva ottenuto tutti i permessi richiesti dalle autorità iraniane ed era stato prodotto addirittura dall’università di Teheran. Si pensi solamente che, per realizzare il documentario, Karimi si era addirittura recato nella biblioteca del Parlamento iraniano! Incredibilmente, tra le accuse mosse a Karimi, e’ uscita anche quella di aver “prodotto un video musicale per un cantante iraniano in esilio”…

Per la cronaca, l’avvocato Raeesian ha denunciato che il giudice competente del caso, Mohammad Moghiseh, aveva da mesi emesso la sentenza, anche senza il regolare completamento del processo. Per la cronaca, il giudice Mohammad Moghiseh e’ inserito dalla UE nella lista delle persone sanzionate per il suo ruolo nell’abuso dei diritti umani in Iran (Justice for Iran).

Ancora una volta il regime iraniano – sotto il ‘moderato Hassan Rouhani – abusa vergognosamente dei diritti umani colpendo la creatività e l’arte. Il chiaro scopo e’ quello di impedire ancora ogni forma di libera espressione e di critica politica e sociale. Il tutto, come sbagliarsi, con il pieno silenzio delle diplomazie Occidentali…

I documentari di Keyvan Karimi

[vimeo:https://vimeo.com/115089412%5D

[vimeo:https://vimeo.com/64127277%5D

[vimeo:https://vimeo.com/115234437%5D

[vimeo:https://vimeo.com/115234438%5D