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Chiediamo per favore di diffondere: queste sono le immagini, drammatiche, del pestaggio e dell’arresto di Mohammad Nourizad, avvenuto oggi in Iran. Mohammad Nourizad è un noto giornalista iraniano, un tempo sostenitore del regime e parte della redazione di Kahayan, voce della Guida Suprema. Dopo le repressioni dell’Onda Verde nel 2009, Nourizad ebbe il coraggio di scrivere alla Guida Suprema Ali Khamene chiedendogli – in quanto capo delle forze armate – di scusarsi per i massacri avvenuti. Come risposta, Mohammad Nourziad fu arrestato e condannato a 3 anni di carcere. Nel 2013, quindi, Nourizad baciò i piedi ad un bimbo Baha’i di quattro anni, per protestare contro le persecuzioni che questa minoranza secolare subisce nella Repubblica Islamica. Oggi Mohammad Nourizad è stato brutalmente aggredito a Teheran, presso Pasteur Streee. Ecco come gli scagnozzi in borghese del regime hanno ridotto questo coraggioso giornalista prima di arrestarlo!

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Sadegh Zibekalam è un professore dell’Università di Teheran, ove insegna Scienza Politica. Laureato a Bradford, Sadegh conosce molto bene l’inglese e per questo è un volto conosciuto dai media internazionale (è apparso diverse volte anche su al Jazeera e BBC). Nonostante Sadegh Zibekalam non sia un attivista contro il regime, negli ultimi tempi si è distinto per la sua attività di denuncia delle promesse mancate dal nuovo Governo e delle bugie degli ultra conservatori in merito al programma nucleare. In una lettera indirizzata al Presidente Rohani, ad esempio, Sadegh Zibekalam ha denunciato come il neo Presidente iraniano non avesse  tenuto fede alle promesse fatte durante la campagna elettorale. Tra le altre cose, nella missiva il professore iraniano ricordava a Rohani come Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi si trovassero ancora in isolamento coatto, pur non avendo ricevuto alcun processo e alcuna legale condanna. La lettera, chiaramente, ha indispettito gli Ayatollah.

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Ciò che però ha mandato su tutte le furie il regime, è stata una seconda lettera scritta dal Professor Zibakalam,indirizzata a Hossein Shariatamdari, voce della Guida Suprema Khamenei e direttore del quotidiano ultraconservatore Kahayan. In questa lettera, molto coraggiosamente, Zibakalam incalzava il Direttore chiedendo quali vantaggi avesse portato il programma nucleare alla Repubblica Islamica. Secondo il professore di Teheran, infatti, il programma nucleare rappresenta unicamente una perdita di soldi non giustificabile, soprattutto considerando i problemi sociali che l’Iran ha al suo interno. Tra le altre cose, Zibakalam evidenziava anche come – sul piano diplomatico – la posizione dell’Iran fosse peggioranta, paragonando la parabola discendente della Repubblica Islamica a quella del Pakistan e della Corea del Nord dopo l’acquisizione della bomba atomica.

La risposta del regime è stata veemente: il professor Sadegh Zibakalam è stato immediatamente convocato dal Procuratore Generale di Teheran e accusato di diffondere bugie, falsa propaganda e disturbo della quite pubblica. Insultato e trattato come un traditore, Zibakalam è stato rilasciato su cauzione dopo aver pagato ben 50 milioni di Toman,  pari a circa 20.000 dollari. In poche parole, ancora una volta, il regime ha dimostrato di vivere nel culto del programma nucleare e di considerare nemico chiunque metta in dubbio un aspetto del programma stesso. La brutta vicenda capitata a Sadegh Zibakalam, tra l’altro, dimostra concretamente come – anche dopo le elezioni Presidenziali – il regime iraniano sia rimasto identico e le posizioni di Hassan Rohani non differiscano in nulla rispetto a quelle di Ahmadinejad.

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Una nuova prova della vera natura e delle reali finalità della politica estera della Repubblica Islamica dell’Iran arriva dal giornale conservatore iraniano Kayhan. Kayhan, va ricordato, è ritenuto uno dei più influenti quotidiani dell’Iran ed è sotto la supervisione diretta della Guida Suprema Ali Khamenei. Il quotidiano, è bene saperlo, ha una tiratura media di almeno 70000 copie al giorno, mantiene un “esercito” di almeno 1000 impiegati e offre anche una versione in inglese dal titolo “Kahyan International” (http://www.kayhanintl.com/).

Proprio in questi giorni il giornale ha pubblicato un articolo in cui elencava le quattro motivazioni per cui l’Iran deve essere considerato una “potenza regionale”. Secondo il giornale le quattro ragioni sono: la posizione geografica e le risorse umane, il fatto che esso rappresenti il cuore pulsante della resistenza, il programma nucleare e il programma missilistico che la Repubblica Islamica sta portando avanti da alcuni anni.

In particolare, secondo l’autore, una posizione di rilievo deve essere occupata proprio dal programma missilistico. Sebbene nel pezzo non venga fatta una menzione diretta agli armamenti nucleari, quindi, è chiaro il collegamento  tra queste armi e i vettori sperimentati in queste ultime settimane dalle Guardie Rivoluzionarie (i famosi Pasdaran).

Proprio in questi giorni, infatti, il regime iraniano ha lanciato un’esercitazione militare della durata di dieci giorni – denominata Grande Profeta-6 – in cui sono stati lanciati numerosi missili. Il Ministro degli Esteri britannico William Hague, immediatamente dopo l’inizio del “drill” iraniano, ha denunciato che l’Iran sin dallo scorso ottobre starebbe testato missili in grado di trasportare un ordigno nucleare. Non va dimenticato inoltreche, proprio durante queste esercitazioni, il regime  ha mostrato un silos sotterraneo con un vettore pronto al lancio. Questo e altri silos sotterranei, a detta del regime stesso, saranno destinati ad ospitare missili a medio e lungo raggio come lo Shahab-3 (evoluzione del No-Dong nordcoreano) capace di raggiungere i 2000 km e di colpire l’intero Israele e l’intero Golfo Persico…