Posts contrassegnato dai tag ‘Islam’

Risultati immagini per dogs iran

Secondo quanto riporta l’agenzia iraniana ISNA, il capo della Polizia della Provincia di Alborz, ha denunciato di avere seri problemi a controllare il fenomeno dei cagnolini nella comunita’.

Sembrera’ assurdo, forse non tutti lo sanno, ma ufficialmente in Iran e’ vietato per i cittadini comuni possedere un cane e – ovviamente – e’ vietato portarlo a fare una passeggiata in pubblico o trasportarlo in macchina. Questo perche’ nell’Islam i cani sono visti come “impuri”, ergo possedere un cane non solo e’ “haram” dal punto di vista religioso, ma anche sotto il profilo morale (perche’ significa imitare la cultura peccaminosa Occidentale).

I soli a cui e’ concesso in Iran di possedere dei cani sono i Pasdaran, che usano questi animali per questioni legate alla sicurezza, tra cui la repressione di manifestazioni considerate sgradite al regime.

Peccato che, come su tante altre cose, gli iraniani spesso se ne sbattono del divieto e la moda di possedere un cane e’ diventata sempre piu’ popolare nella Repubblica Islamica. Chiaramente, la cosa non e’ passata inosservata e ha scatenato la rabbia dei clerici e delle forze di sicurezza. Per questo, anche nel caso della Provincia di Alborz, il capo della Polizia ha invitato i cittadini a consegnare i cani al Comune (con la fine che immaginiamo…) e ha minacciato i proprietari di azioni legali e condanne pesanti.

cani albortz

Mitra Ostad (left) and her husband former Tehran Mayor Mohammad Ali Najafi pose for a picture. Photo: Social media

Una tragedia si e’ consumata ieri in Iran, precisamente a nord di Teheran, ovvero nella parte ricca della capitale. L’ex sindaco riformista di Teheran, Mohammad-Ali Najafi, ha sparato alla sua seconda moglie – Mitra – e si e’ dato poi alla fuga.

Najafi, un riformista, e’ stato Ministro della Scienza, consigliere personale di Rouhani e poi eletto sindaco di Teheran nel 2017. Una carica che ha lasciato meno di un anno dopo, quando un video di lui mentre ballava con alcune ragazze e’ stato diffuso. Neanche a dirlo, il video di queste povere ragazze che ballavano con questo signore attempato, ha fatto infuriare i clerici iraniani, costringendo Najafi alle dimissioni.

Mitra Ostad, 36 anni, era la seconda moglie di Najafi (69 anni). Il loro matrimonio aveva fatto discutere in Iran (Najafi fu accusato di avere con Mitra una relazione extraconiugale). Ad ogni modo, purtroppo, Mitra e’ stata uccisa con numerosi colpi di pistola e l’omocidio ha sconvolto il Paese. Inizialmente Najafi non era sospettato, ma ben preso le indagini hanno portato a lui. L’ex Sindaco di Teheran ha prima provato a fuggire, ma e’ stato in seguito fermato dalla polizia.

La TV iraniana, nell’ennesimo atto di misoginia, gli ha comunque riservato un trattamento preferenziale: Najafi e’ stato intervistato e, come se nulla fosse accaduto, ha affermato di aver ammazzato la moglie perche’ “da 2-3 giorni, litigavamo troppo”. Sempre secondo quanto dichiarato da Najafi alla TV, il suo obiettivo, quando ha tirato fuori l’arma, era quello di spaventare la seconda moglie (insomma uno pacato…), ma poi la donna si sarebbe scaraventata contro di lui e, siccome l’arma era carica, i colpi sono esplosi uccidendo la donna. Versione poco plausibile, data anche la descrizione della scena del delitto (la donna e’ morta con cinque colpi di pistola…).

Le ragioni dell’omocidio di Mitra Najafi, ovviamente, stanno facendo discutere tutto il Paese. Cio’ che si sa e’ che, proprio nel giorno in cui e’ stata uccisa, Mitra avrebbe dovuto rilasciare una intervista a Ensaf News. Intervista nella quale, secondo quanto riporta il sito, Mitra avrebbe voluto ristabilire il suo onore, dopo le accuse per la relazione extra-coniugale con Najafi. Altri, aggiungo anche che Mitra avrebbe voluto rivelare l’esistenza di alcuni documenti, relativi alla corruzione di Najafi, con collegamenti diretti con il Ministero dell’Intelligence iraniano…

Non sappiamo quale sia la verita’ dei fatto ovviamente. Quello che sappiamo e’ che, considerato il “diritto di famiglia iraniano” e la misoginia del regime, Najafi non passera’ tempo in prigione…

Risultati immagini per khamenei nuclear weapons

Passano gli anni ma, purtroppo, le fake news resistono: una delle piu’ resistenti e’ quella che e’ stata diffusa dall’Iran, in merito all’esistenza di una fatwa – un editto religioso – della Guida Suprema contro le armi nucleari.

Di questa fatwa ha parlato in queste ore, ancora una volta, il Ministro degli Esteri iraniano Zarif, uno che in quanto a sparare fake news dovrebbe ricevere il premio di campione assoluto. Tra le sue fake news piu’ belle, registriamo le bugie dette ultimamente alla CNN in merito al fatto che Teheran sostiene la risoluzione ONU 2231 (quando gli iraniani si dicono soggetti solo al JCPOA…). Senza contare poi le dimissioni fake di Zarif di qualche mese addietro

Ora, sempre sorridente, Zarif se n’e’ andato ancora su Twitter – ripreso ovviamente anche dalle agenzie italiane – per raccontarci che l’Ayatollah Khamenei ha pubblicato una fatwa, per proibire le armi nucleari. Come e’ stato dimostrato da alcuni studi, non esiste sul sito della Guida Suprema, alcuna fatwa in merito alla proibizione delle armi nucleari. Non a caso, dopo numerose pressioni, solamente poco tempo fa e’ stata pubblicata sul sito della Guida una lettera di Khamenei del 2010 – non una fatwa – inviata ai relatori della Conferenza Internazionale di Teheran sul Disarmo e la Non-Proliferazione, in cui si parla della proibizione delle armi nucleari. La lettera venne pubblicata sul sito della Guida Suprema, spacciandola per “nuova fatwa”.

Peccato che, nonostante i tentativi di far passare la lettera come una fatwa, la lettera di Khamenei e’ solamente un foglio bianco, che non ha alcun valore religioso. Questo e’ cosi vero che, gli stessi rappresentanti del regime iraniano, cadono in errore cronologico quando parlano di questa supposta fatwa. Nel 2012, poco prima di essere eletto, Rouhani parlo’ della fatwa di Khamenei, datandola al 2004. La lettera di Khamenei alla Conferenza di Teheran, come suddetto, data 2010 e venne spacciata come fatwa nuova. Non solo non lo era, ma non ne aveva neanche la forma tecnica, dato che le fatwe sono pubblicate in forma di domande di Ayatollah e di risposte ufficiali della Guida Suprema…

Non e’ un caso che, in un articolo pubblicato il 16 luglio 2014 su BBC Persian, l’esperto di diritto internazionale Bahman Aghai Diba, si chiedeva le ragioni per le quali il regime iraniano, fallisse costantemente nel dimostrare la veridicita’ della fatwa sulle armi nucleari. Per Diba, infatti, la lettera del 2010 di Khamenei non aveva alcun valore religioso e rappresentava semplicemente una delle mosse del regime per ingannare la Comunita’ Internazionale (ovviamente Obama e Kerry ci sono caduti in pieno….).

A questo si aggiunga la nota pratica sciita della “taqiyya“, la dissimulazione. Nata per tutelare la vita degli sciiti quando si trovano in una situazione che mette a rischio la loro vita, la taqiyya permette religiosamente di mentire, presentandosi per quello che non si e’ e nascondendo la propria vera identita’. Il regime iraniano, con le storture imposte dal khomeinismo alla fede sciita, ha chiaramente allargato la taqiyya – snaturandone il vero significato – per raggiungere i suoi interessi politici…

 

 

In Occidente il nome Sasy Mankan non dira’ molto a tante persone. In Iran e nella comunita’ persiana espatriata, Sasy invece e’ molto noto. Sasy infatti e’ un famosissimo cantante pop iraniano che, una decina di anni fa, ha abbandonato il Paese e si e’ rifugiato negli Stati Uniti, dopo aver sostenuto le proteste dell’Onda Verde e averne incontrato uno dei leader, Mehdi Karroubi (ancora agli arresti dominciliari…).

In questi giorni in Iran e’ scoppiata una vera e propria “dance challenge”, ovvero una gara di ballo tra giovani studentesse iraniane che, al ritmo della canzone “Gentleman” di Sasy Mankan, si sono fatte riprendere mentre ballano e cantano felicemente. Apriti cielo: questi video hanno causato la rabbia del regime e della fazione piu’ conservatrice dell’establishment iraniano.

La rabbia e’ stata cosi forte che, persino il Ministro dell’educazione Mohammad Bat’haei ha definito i video un vero e proprio complotto, che ha come fine quello di deviare e creare ansia nella societa’, diffondendo “video provocatori”. Il Vice Presidente del Parlamento iraniano, Ali Motahari ha chiesto la testa dei dirigenti scolastici che si sono permessi di far ascoltare musica pop alle studentesse, chiedendo ovviamente il loro immediato licenziamento…

Ricordiamo che in Iran e’ vietata la musica pop. I soli cantanti pop che possono sperare di superare la censura, sono quelli che diffondono temi di propaganda politica e religiosa. Ancora, come noto, nella Repbblica Islamica e’ severamente vietato alle ragazze di ballare e cantare in pubblico…

 

Risultati immagini per iran veil protest

Il regime iraniano ha arrestato due donne che nell’Ovest del Paese, precisamente a Kangavar, sono andate in giro per la citta’ senza velo. La loro azione, una protesta contro il velo obbligatorio, e’ stata ripresa in video dal marito di una delle due donne ed e’ stata poi diffusa in Rete da Masih Alinejad, la giornalista esule iraniana che, ormai da anni, sta combattendo una battaglia per i diritti delle donne per mezzo della pagina Facebook “La mia liberta’ rubata”.

Ormai da oltre due anni, aumentano sempre di piu’ le proteste delle donne contro le leggi repressive misogine, in vigore nella Repubblica Islamica. Ogni mercoledi, quindi, le donne iraniane girano con un velo bianco – i cosiddetti “White Wednesday” – per protestare contro il velo obbligatorio.

Purtroppo diverse attiviste sono state arrestate in questi mesi e alcune di queste condannate a lunghe pene detentive. Il caso piu’ eclatante e’ quello dell’avvocatessa Nasrin Sotoudeh, condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate, per aver difeso diverse di queste ragazze arrestate per aver protestato contro il velo, contro le leggi della Sharia o semplicemente contro il regime.

wife

Risultati immagini per Reza Khandan Farhad Meysami

Reza Khandan e Farhad Meysami, sono stati condannati entrambi a sei anni di carcere – e al divieto di lasciare il Paese – per aver supportato sui social, in maniera pacifica, le campagne delle donne iraniane contro il velo obbligatorio.

Come denunciato da Reza Khandan – marito della nota avvocatessa per i diritti umani iranian Nasrin Sotoudeh, anche lei in carcere ora – il verdetto era gia’ scritto. La condanna e’ arrivata ufficialmente con le solite motivazioni: “assemblea e collusione contro la sicurezza nazionale” e “propaganda contro lo Stato”. Ad emettere le condanne e’ stato il giudice Abolqasem Salavati, Presidente della Senzione 15 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran, noto da anni per i suoi abusi dei diritti umani.

Parlando con gli attivisti per i diritti umani, Reza Khandan ha denunciato non solo l’ingiustizia della condanna, ma anche il mancato rispetto delle stesse normative iraniane. Secondo l’articolo 168 della Costituzione iraniana, infatti, processi in corso per questioni politiche o mediatiche, devono essere trattati apertamente, in presenza di giurie e davanti alle Corti di Giustizia. Al contrario, adducendo motivi di sicurezza nazionale, il regime continua a condannare gli attivisti e i giornalisti dissidenti al carcere, per mezzo di processi chiusi e lasciati nelle mani dei Tribunali Rivoluzionari.

Farhad Meysami e’ in carcere dalla fine di luglio 2018. Gli agenti che lo hanno arrestato nella sua casa, hanno trovato dei banner con la scritta “io sono contro l’hijab obbligatorio”. Durante la sua detenzione, ha anche iniziato un drammatico sciopero della fame che e’ durato oltre cinquanta giorni, mettendo a repentaglio la sua vita.

Per quanto concerne Reza Khandan, considerando che anche la moglie Naserin Sotoudeh si trova in carcere, si apre ora la questione di dove finiranno i due figli della coppia.

Nel frattempo, davanti a tutta questa bestialita’ del regime, continua l’assordante silenzio di Federica Mogherini…

Risultati immagini per Reza Khandan Farhad Meysami hijab

abc

Almeno 114 cristiani arrestati nella Repubblica Islamica dell’Iran, in meno di un mese. E’ questo il dato terribile che e’ stato denunciato da Open Doors UK, sottolineando che si tratta di fedeli che hanno scelto di lasciare l’Islam, per abbracciare il cristianesimo.

Purtroppo, mentre nei Paesi ove viene rispettato lo Stato di Diritto la conversione e’ una cosa privata, parte del diritto del singolo a seguire la propria coscienza, in Iran e’ un peccato che puo’ – nei casi piu’ gravi – anche costare la pena capitale. L’abbandono dell’Islam, noto come apostasia, e’ considerato un peccato imperdonabile.

Secondo il Telepraph, gli arrestati sono stati accusati tutti di “proselitismo”, costretti a raccontare la loro attivita’ di fedeli cristiani e intimati ad abbandonare immediatamente la loro nuova fede per ritornare all’Islam.

Non solo: coloro che, dopo l’arresto sono stati rilasciati, sono stati informati che presto riceveranno una chiamata dal Ministero dell’Intelligence. Un Ministero che, per la cronaca, dipende direttamente dal Presidente iraniano Hassan Rouhani…