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Foto dell'Ayatollah Borojerdi prima della detenzione (destra) e durante la prigionia...(sinistra)

Foto dell’Ayatollah Borojerdi prima della detenzione (destra) e durante la prigionia…(sinistra)

L’Associazione Mondiale dei Medici, al contrario della diplomazia occidentale, ha condannato duramente la detenzione dell’Ayatollah Hossein Boroujerdi, noto come il “Mandela iraniano”. L’Ayatollah Boroujerdi è in prima fila nella lotta dello sciismo tradizionale contro le falsificazioni del khomeinismo. Dalla sua casa di Qom, con un coraggio unico, l’Ayatollah Boroujerdi ha sempre condannato l’abuso dei diritti umani in Iran, richiesto la fine del sostegno al terrorismo e invocato la nascita di un nuovo regime in pace con tutti i vicini della Regione.

La sua libertà di pensiero, purtroppo, gli è costata molto cara: arrestato nel 2006, l’Ayatollah è stato condannato a 11 anni di carcere. Dalla sua detenzione, questo simbolo di libertà per tutto l’Iran, ha scritto delle lettere al Segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon e al precedente pontefice Benedetto XVI. In tutte le sue missive, l’Ayatollah ha condannato gli abusi del regime iraniano, sottolineando l’importanza delle fedi monoteiste nella lotta al khomeinismo. Recentemente, come abbiamo scritto, l’Ayatollah Boroujerdi è stato minacciato di essere condannato a morte se non avesse chiesto pubblicamente scusa. Ovviamente, il Mandela iraniano non si è piegato davanti a nessuna minaccia e ha dichiarato lo sciopero della fame.

L’Associazione Mondiale dei Medici (AMM) ha scritto una lettera direttamente all’Ayatollah Khamenei, Guida Suprema e dittatore della Repubblica Islamica. Nella lettera, il Presidente dell’AMM, Xavier Deau, ha chiesto il rilascio immediato dell’Ayatollah Boroujerdi in considerazione delle sue pessime condizioni di salute e della necessità di ricevere in tempi brevissimi cure mediche. Come sottolineato anche da Amnesty International, l’Ayatollah Boroujerdi è un prigioniero di coscienza che ha sempre invocato la separazione tra fede e Stato, pagando duramente questo coraggio.

Considerando la personalità unica dell’Ayatollah Boroujerdi, la rilevanza delle fedi nell’attuale panorama delle Relazioni Internazionali, la necessità di combattere il settarismo all’interno dell’Islam, l’attualità della lotta contro il jihadismo e l’importanza per l’Occidente di tutelare i diritti umani, chiediamo al Ministro degli Esteri Gentiloni di agire immeditamente per ottenere la liberazione del “Mandela Iraniano”.

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