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Stamane la Fanesina ha pubblicato un comunciato ufficiale, in cui veniva espressa “seria preoccupazione” da parte del Ministro Moavero, per la sorte di 24 cittadini yemeniti di fede Baha’i, arrestati dagli Houthi e a rischio di condanna a morte.

Secondo quanto sottolinea, giustamente, il comunicato della Farnesinala tutela della libertà religiosa e dei diritti fondamentali degli appartenenti alle minoranze sono una priorità della nostra politica estera. l’Italia è fortemente impegnata nella campagna internazionale a favore di una moratoria delle esecuzioni capitali e nella lotta contro ogni forma di discriminazione e intolleranza“. Ancora, il comunicato finisce rimarancod che, per l’Italia, “il tema della moratoria delle esecuzioni capitali sarà anche oggetto di uno specifico incontro, al quale partecipa il Ministro Moavero, che viene organizzato nel contesto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si apre la settimana prossima a New York“.

Bene, anzi benissimo, ma non basta. Perche’ non basta? Per diversi motivi: in primis perche’, se anche in Yemen i Baha’i sono finiti sotto persecuzione, e’ perche’ gli Houthi sono ormai al servizio del regime iraniano e hanno lo scopo dichiarato di instaurare una Repubblica Islamica nello Yemen. Come noto, infatti, gli Houthi sono addestrati, finanziati e armati dai Pasdaran iraniani e dai loro proxy libanesi di Hezbollah. Secondariamente, perche’ se si condanna quanto succede ai Baha’i yemeniti – giustamente – e’ necessario condannare anche quanto succede a quelli iraniani, da anni perseguitati e considerati legalmente cittadini di serie C. Ricordiamo che i Baha’i in Iran non possono accedere all’istruzione pubblica, quando vi accedono sono spesso espulsi, non possono svolgere diversi lavori e – secondo una fatwa di Khamenei – sono considerati una “setta” cosi impura, alla quale gli iraniani puri non devono neanche avvicinarsi.

Oggi, nelle carceri iraniane, ci sono decine di Baha’i. Peggio, costantemente, le proprieta’ dei Baha’i o i cimiteri dove i Baha’i seppeliscono i loro cari, sono requesite dal regime, rase al suolo e trasformate in aree al servizio degli Ayatollah e dei Pasdaran. Tutto questo, davanti alla completa indifferenza della quasi totalita’ Comunita’ Internazionale, Italia ed Europa comprese.

Allora, se veramente si vuole che drammi come quello della persecuzione dei Baha’i in Yemen non ci siano piu’, e’ necessario costringere il regime iraniano a ritornare all’interno dei suoi confini. Solamente cosi questo costante massacro potra’ essere fermato. Tutto il resto, comprese le condanne parziali – sempre meglio di nulla – non serviranno a nulla.

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Fonte: Foundation Defense Democracies

Il think tank americano Foundation for Defense Democracies (FDD), ha pubblicato un interessante articolo di David Adesnik, sul dove, come e quanto il regime iraniano spende, per finanziare l’espansione del khomeinismo a livello internazionale, ovvero per finanziare il terrorismo internazionale.

Secondo quanto riporta l’FDD, il regime iraniano spende:

  • tra i 15 e i 20 miliardi di dollari l’anno per sostenere il regime di Assad in Siria. A questa spesa va aggiunta una linea di credito di 1 miliardo di dollari concessa nel 2017, da sommarsi a ai 5,6 miliardi di dollari di linee di credito concesse da Teheran negli anni precedenti. Il costo maggiore, ovviamente, e’ quello relativo al mantenimento delle milizie sciite in Siria (almeno 20,000 uomini). A questi costi, va aggiunto, non sono inclusi i rifornimenti concessi, praticamente gratis, da Teheran per petrolio e gas;
  • almeno 1 miliardo di dollari e’ stato speso ogni anno, sin dal 2014, per mantenere le milizie sciite in Iraq. Dopo la fine del controllo territoriale di Isis, sembra che Teheran ridurrà il sostegno, riducendo anche il numero di miliziani sciiti nel Paese (molti si tramuteranno in forze di riserva), portando il finanziamento annuale a circa 150 milioni di dollari l’anno;
  • circa 700-800 milioni di dollari l’anno per sostenere Hezbollah in Libano;
  • 100 milioni di dollari per finanziare i gruppi terroristi palestinesi di Hamas e la Jihad Islamica Palestinese. Va anche detto che, una fonte diplomatica, ha parlato alla Reuters di un sostegno di 250 milioni di dollari annui da parte di Teheran a Hamas;
  • alcuni milioni di dollari, decine sembra, vengono dirottati dall’Iran per sostenere i ribelli Houthi in Yemen. Un sostegno che include anche il trasferimento di missili balistici, per colpire le città saudite.

A questi miliardi, vanno aggiunti i soldi che il Governo iraniano fornisce annualmente ai Pasdaran, ovvero a coloro che materialmente, controllano, ideologizzano e addestrano, le milizie sciite nel mondo. Sotto questo profilo, la trasparenza e’ relativa: ufficialmente, infatti, le Guardie Rivoluzionarie hanno un budget annuo di 8,2 miliardi di dollari.

E’ pero’ una stima relativa, non solo perché lo stesso Governo concede più fondi ai Pasdaran, ma anche perché le Guardie Rivoluzionarie controllano buona parte dell’economia iraniana, compresa quella sommersa. Miliardi di dollari che, ovviamente, non e’ possibile quantificare precisamente.

In poche parole, secondo le stime dell’FDD, il regime iraniano spende 16 miliardi di dollari, solamente per sostenere l’espansione del khomeinismo a livello internazionale. Soldi tolti alla popolazione iraniana, che in buona parte vive nell’indigenza e sotto la sogna della povertà. Ecco spiegate molte delle ragioni di Iran Protests e soprattutto dello slogan “No Gaza, No Libano, la mia vita solo per l’Iran”.