Posts contrassegnato dai tag ‘Hossein Shariatmadari’

hossein shariatmadari

Hossein Shariatmadari, Direttore del quotidiano iraniano Kayahn e consigliere della Guida Suprema Ali Khamenei, ha denunciato l’accordo nucleare firmato dall’Iran nel 2015, sostenendo che Teheran in quell’accordo ha solo fatto concessioni, senza ottenere nulla.

Shariatmadari, nominato Direttore di Kayahn da Khamenei stesso, ha rimarcato come gli Stati Uniti non abbiano intrapreso alcuna azione contro la Corea del Nord, nonostante il programma nucleare e missilistico di Pyongyang. “Al contrario dell’Iran”, ha evidenziato Shariatmadari, “la Corea del Nord non ha il sostegno popolare verso il suo Governo…per questo l’Iran, puo’ tranquillamente resistere agli Stati Uniti”.

Per queste ragioni, Hossein Shariatmadari ha invitato il Governo Rouhani ad imitare quello nordcoreano, senza temere alcuna ripercussione da parte di Washington. Pochi giorni fa, il Telegraph ha denunciato che proprio l’Iran sta aiutando la Corea del Nord, ad ottenere la bomba nucleare.

 

imagesCAAVPY3U

iran olocausto

In questi giorni il tema dell’Olocausto del popolo ebraico (anche noto come Shoa) è stato al centro del dibattito internazionale ed è stato usato dal nuovo Governo iraniano per mostrare una faccia diversa, più moderata rispetto al periodo del negazionista Ahmadinejad. Probabilmente la discussione di questi giorni è ben conosciuta al pubblico ma, allo stesso modo, è certamente meno noto che il tema dell’Olocausto ha generato anche un acceso dibattito all’interno dell’iran. Una discussione che, purtroppo, ci riporta ai tristi anni di Ahmadinejad e che lascia numersi dubbi in merito al reale cambiamenti del regime iraniano e al potere del neoPresidente Rohani.

Partiamo dall’inizio: la questione dell’Olocausto è stata riaperta in Iran da un Tweet del neo Ministro degli Esteri Zarif. Rispondendo ad un tweet in merito alla posizione iraniana sulla Shoa, Zarif ha scritto testualmente: “L’Iran non l’ha mai negato (l’Olocausto). L’uomo che dava l’impressione di negarlo è ormai andato. Buon anno“. Il buon anno era riferito alla Comunità ebraica, in quei giorni impegnata con i festeggiamenti del Capodanno. Qui sotto potete leggere il tweet pubblicato da Zarif. Nel merito, come da noi pubblicato qualche giorno fa, vorremmo ricordare che proprio Zarif – partecipando ad un convegno alla Columbia University a cui prese parte nel periodo in cui era Ambasciatore dell’Iran alle Nazioni Unite – aveva rifiutato di ammettere che sei millioni di ebrei erano stati uccisi dai nazisti nei campi di concentramento.

16523

Nonostante la tardività del cambio di posizione di Zarif, nell’articolo rilevammo come fosse sempre meglio “tardi che mai”. In Iran, però, sembra che i media vicini alla Guida Suprema non abbiano preso bene il cambio di posizione del Ministro degli Esteri. In un articolo pubblicato l’8 settembre sul quotidiano Kahyan – praticamente la bocca di Khamenei – il direttore Hossein Shariatmadari ha accusato Zarif di non rispettare i dettami islamici dell’Iran e l’ha inviato ha risconoscere che l’Olocasto è solo un mito inventato dai sionisti. Anche il sito Alef.ir, vicino al parlamentare iraniano Ahmad Tavakkoli, ha chiesto a Zarif di dare spiegazioni in merito alle sue parole e ha affermato che i dubbi sulla veriticità dell’Olocausto non riguardano solamente Ahmadinejad, ma l’intero popolo iraniano (cosa a cui noi crediamo poco…). Purtroppo non basta: il sito Rajanews.com, vicino all’Ayatollah Mohammad-Taqi Mesbah-Yazdi, ha scritto che l’Olocausto è solo una “grande bugia” e che le parole di Zarif segnano un preoccupate passo verso la negazione dei principi della Repubblica Islamica. 

Nel dibattito, quindi, sono intervenuti anche politici di primo piano in Iran: Ismail Khotari, membro della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera del Parlamento iraniano, ha rilasciato una intervista l’8 settembre scorso, in cui ha giudicato inappropriate le parole di Zarif. Khotari ha elogiato la posizione di Ahmadinejad sull’Olocausto ed ha invitato il nuovo Governo Rohani a continuare sulla stessa linea. Infine, una posizione durissima è stata presa da Mohammad- Ali Ramin, ex Ministro della Cultura di Ahmadinejad e vera mente della Conferenza negazionista sull’Olocausto organizzata a Teheran nel 2006. In un pezzo pubblicato su Mashregh News, Ramin ha acccusato Zarif di debolezza e l’ha invitato a non inviare più nessun genere di augurio alla Comunità ebraica per le loro festività. Egli ha quindi chiesto a Zarif di scusarsi e di seguire correttamente gli ordini che vengono impartiti dalla Guida Suprema Ali Khamenei. 

In queste ore il Presidente iraniano Hassan Rohani è intervenuto da New York in merito al tema dell’Olocausto. Parlando alla CNN, il neo Presidente ha riconoscito la veriticità dei crimini nazisti contro il popolo ebraico. Considerando le reazioni ricevute da Zarif, c’è ora da domandarsi cosa succederà nella Repubblica Islamica. La domanda principale, però, resta quella sul reale potere in mano a Rohani e sulla sua capacità/volontà di cambiare veramente la Repubblica Islamica. Considerando il fatto che egli è un uomo dell’establishment iraniano e le reazioni dei media vicini alla Guida Suprema davanti ad ogni segno di apertura, la reale portata del “nuovo corso di Teheran”, ci appare davvero limitata…

Qui di seguito due video di un triste “documentario” sull’Olocausto trasmesso dalla televisione iraniana nel 2007 (il documentario è sottotitolato in inglese).

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=5ta7XpaK6Ak%5D

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=Yq2GcpB2DQM%5D

Ultime Notizie da Teheran: il regime sostiene di avere il diritto di arricchire l’uranio senza limiti!!! Lo sostiene senza mezzi termini un editoriale di Kahyan, dando ragione a tutti coloro che ritengono che il negoziato di Istanbul aiuterà unicamente l’Iran a proseguire nei suoi reali scopi. Il negoziato sul nucleare ripartito lo scorso 14 aprile potrà, quindi, illudere la Comunità Internazionale sull’arrivo ad una “pace perpetua”, ma nella mente dei negoziatori iraniano il vero obiettivo è chiaro: guadagnare del tempo tempo prezioso!!!. Come detto, la dimostrazione di quanto detto arriva da un articolo pubblicato sul quotidiano ultra conservatore iraniano Khayan, organo alle dirette dipendenze della Guida Suprema Ali Khamenei. Il pezzo incriminato si intitola “Debt 5+1“.

Nessun limite all’arricchimento dell’uranio

L’articolo di Kayhan, ovviamente, comincia con una serie di imprecazioni contro gli Stati Uniti, accusati di controllare e monopolizzare l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). L’AIEA viene accusata di servilismo verso Washington sin dai tempi della direzione dell’egiziano Mohammed El-Baradei – attuale candidato presidenziale in Egitto molto gradito a Teheran – un uomo che, con le sue gravi omissioni, ha contribuito non poco ad esacerbare l’odierna crisi. Dopo aver evidenziato che l’Iran aveva il pieno diritto di riprendere l’arricchimento dell’uranio nel 2005 (nonostante le promesse di sospensione dell’attività fatte nel 2003 dall’allora Presidente riformista Khatami), il Direttore di Kayhan Husain Shariatmadari arriva al punto focale del suo editoriale: la Repubblica Islamica ha il pieno diritto di arricchire l’U-235 anche al 99%, in considerazione del fatto che il Tratato di Non Proliferazione non prevede alcun tetto massimo di arricchimento.

Kayhan: la bocca di Ali Khamenei

Il quotidiano Kayhan è stato fondato in Iran ai tempi dello Shah nel 1943. Dopo la Rivoluzione del 1979, però, il giornale passato sotto la diretta supervisione della Guida Suprema, di cui il Direttore ne è praticamente la voce. Con una tiratura di oltre 70.000 copie e oltre 1000 dipendenti, Kayhan è considerato il giornale più conservatore dell’Iran, con stretti contatti con i servizi di sicurezza iraniani. Mahmoud Shamsolvaezin, riformista ed ex redattore di Kahyan, ha definito il giornale come un “organo dell’intelligence“. Kayhan è descritto come un quotidiano ultra conservatore, ma il suo direttore Shariatmadari ha sempre detto di preferire il termine “Principalista”, con riferimento alla corrente principale che controlla il Parlamento iraniano. Nel 2010 Kayhan definì Carla Bruni una “prostituta italiana” in risposta alla difesa che la Première Dame fece di Sakineh Mohammadi Ashtiani, giovane donna condannata a morte in Iran per adulterio nel 2007.

Chi è Hossein Shariatmadari

Come suddetto, l’attuale direttore di Kayhan si chiama Hossein Shariatmadari.  Shariatmadari, con i suoi articoli, ha favorito l’ascesa di Mahmoud Ahmadinejad quando il Presidente iraniano era nelle grazie di Khamenei. In uno dei suoi editoriali nel 2009, poco prima delle elezioni presidenziali, Shariatmadari ha minacciato l’ex Presidente riformista Muhammad Khatami di rischiare la vita in caso di una sua nuova candidatura. Durante le proteste dell’Onda Verde in seguito ai risultati delle elezioni del 2009, quindi, Kahyan ha accusato Mir Hossein Mousavi di essere una quinta colonna degli Stati Uniti e di voler sfuggire alla magistratura dopo aver contribuito all’uccisione di persone innocenti