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La scorsa settimana, precisamente il 15 febbraio, il Fronte Islamico siriano ha annunciato l’uccisione di 19 ufficiali lealisti dell’esercito siriano presso la Provincia di Latakia, nella parte Occidentale della Siria. Secondo la prima versione della storia, i 19 ufficiali sarebbero stati uccisi durante la battaglia per il controllo dell’area a sud di Damasco. Poco dopo l’annuncio dell’accaduto, il Fronte Islamico ha pubblicato i nomi dei 19 ufficiali assadisti in in Facebook. Il Fronte Islamico, per la precisione, è composto da sette organizzazioni ed è parte dell’opposizione al regime terrorista di Bashar al Assad (per la precisione, di questo Fronte non sono parte i jihadisti di Al Nustra e Isisi).

Con il passare delle ore, però, una nuova verità si è fatta strada. Secondo quanto rivelato dagli ufficiali dell’Esercito Libero Siriano, al contrario di quanto riportato inizialmente, i 19 ufficiali fedeli ad Assad non sarebbero stati uccisi dai ribelli, ma dagli stessi miliziani di Hezbollah e dell’Iran. All’origine della decisione di colpire gli ufficiali siriani, ci sarebbe stata una disputa sul controllo del territorio sul territorio nei dintorni della capitale Damasco. Va sottolineato che tra gli ufficiali ammazzati c’era anche un alto Generale vicino al dittatore siriano.

Come noto, se ancora oggi Assad è al potere, è unicamente per l’intervento dei Pasdaran iraniani e di Hezbollah. Un interferenza nella Rivoluzione siriana che, purtroppo, ha esacerbato lo scontro settario all’interno dell’Islam, fino a determinare la crescita senza controllo di organizzazioni terroriste come Al Nusra e Isis. Di recente, come riportato dall’Istitute for The Study of War, il livello di coinvolgimento delle forze terrestri iraniane e di Hezbollah ha raggiunto un livello mai visto sinora. In particolare, i jihadisti sciiti finanziati da Teheran hanno concentrato la loro azione nell’area ad occidente di Ghouta, dove è stato compiuto un terribile massacro di civili, e nella Provincia di Quneitra. Proprio in quest’area, va ricordato, è stato ucciso l’alto ufficiale Pasdaran Abbas Abdollahi. Come riportato dagli esperti, questo massiccio intervento indica chiaramente una incapacità di Assad di controllare autonomamente la parte meridionale della Siria.

Proprio in considerazione dell’alto rischio posto alla stabilita del Libano dal coinvolgimento di Hezbollah in Siria, il Ministro della Giustizia di Beirut Ashraf Rifi, ha annunciato che l’intenzione di punire duramente i foreign fighters. In una intervista con il giornale del Kuwait al Rai, Rifi ha condannato dichiarato: “la presenza di libanesi in territori di conflitto esterni è una delle ragioni dell’instabilità del Libano e ha contribuito all’infiltrazione di Al Nusra e Isis nel Paese”. Commentando le dichiarazioni di Hassan Nasrallah, infine, Rifi ha dichiarato che “Hezbollah sta andando verso il suicidio” e che l'”agenda iraniana non potrà che creare instabilità, senza produrre alcuna decisiva vittoria”.

I volti dei 19 ufficiali di Assad uccisi da Hezbollah e dai Pasdaran

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L’account Twitter dei Pasdaran continua destare interesse. Dopo la rivelazione del blog Good Morning Iran in merito al piano per attaccare una portaerei americana nel Golfo Persico, adesso una interessante notizia ve la diamo noi di No Pasdaran. In un tweet, pubblicato il 18 maggio scorso, le Guardie Rivoluzionarie hanno ordinato al gruppo terrorista Hezbollah il suo prossimo obiettivo: la conquista dell’intera Galilea. Il testo del tweet, in arabo, dice testualmente: “il primo obiettivo di Hezbollah è il pieno controllo della Galilea“. Il tweet è completato dalla mappa che vedete qui sotto, ad indicare geograficamente l’area che il Partito di Dio dovrebbe togliere al controllo israeliano.

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Hezbollah, come noto, è una creazione iraniana, un movimento terrorista fondato con il preciso scopo di esportare la rivoluzione khomeinista fuori dai confini dell’Iran. Nonostante si faccia passare come movimento di resistenza nazionale, Hezbollah occupa il sud del Libano da anni, non rispondendo in alcun modo alle normative del Governo centrale di Beirut. Gli unici comandamenti che il gruppo osserva, infatti, sono quelli che arrivano da Teheran, ultimo tra i quali è quello di intervenire massicciamente nel conflitto siriano. Con l’ingresso nella guerra civile in Siria, vogliamo ricordarlo, Hezbollah non ha solamente contribuito all’approfondimento delle divisioni tra sciiti e sunniti, ma ha anche provocato l’aumento esponenzia dei profughi siriani, costretti a fuggire dalla fuori omicida dei cecchini di Assad.

Anche in Italia, purtroppo, i sostenitori di questo gruppo terrorista non mancano. Primi fra tutti i membri di Assadakah, organizzazione guidata da Raimondo Schiavone, da sempre attiva nella promozione delle idee e degli interessi di Hassan Nasrallah. Ci auguriamo che l’Italia, Paese democratico, agisca presto per bloccare le attività di coloro che promuovono il terrorismo e il fondamentalismo religioso.