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General Mohammad Ali Jafari is seen in this 2005 file photo. Iran's highest authority, Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei, on September 1, 2007 replaced the commander of the Revolutionary Guards, a force U.S. officials have said Washington may label a terrorist group. Guards commander-in-chief Yahya Rahim Safavi was replaced by Jafari, who has been a commander in the Guards, Khamenei said in an order reported by state television. No reason was given for the move. REUTERS/Stringer/Files (IRAN) - RTR1TCEB

Parla il Capo dei Pasdaran e non usa mezzi termini per dichiarare i reali obiettivi del regime. Parlando a venerdì scorso davanti ai Basij, Mohammad Ali Jafari, ha dichiarato che l’Iran stra creando una sola nazione islamica con Iraq, Siria e Yemen (EA World View). Nello stesso discorso, Jafari ha ribadito l’importanza dell’intervento dei Pasdaran in Siria e minacciato il Governo, ribadendo la necessita’ di opporsi alle forze “della sedizione” presenti all’interno della Repubblica Islamica. Alla fine del suo discorso, in piena estasi religiosa, Jafari ha affermato: “Se Dio vuole, questa unita’ continuerà sino all’arrivo dell’Imam Nascosto, il dodicesimo Imam aspettato dai Mussulmani Sciiti”. Le parole di Jafari sono arrivate nello stesso giorno in cui i Basij mettevano in atto una simulazione (video in basso) della conquista Israele e della presa della Moschea di al Aqsa a Gerusalemme (qualcosa al limite del ridicolo…).

Sempre parlando di Pasdaran, riportiamo la notizia – non verificabile – del ferimento del Generale Qassem Soleimani ad Aleppo. Secondo quanto riportato dall’opposizione siriana e iraniana, il Capo della Forza Qods, sarabbe stato gravemente ferito durante un attacco con missili anti-carro contro il tank in cui si trovava. Nell’attacco, un altro Pasdaran iraniano sarebbe deceduto. Trasferito d’urgenza a Teheran, Soleimani sarebbe ora ricoverato in ospedale. Secondo alcuni (Twitter), quindi, il ferimento di Qassem Soleimani sarebbe addirittura stato confermato dalle stesse Guardie Rivoluzionarie (e alcuni parlando di una sua morte in seguito alle ferite). Ribadiamo: la notizia del ferimento (ne tantomeno della morte) del generale iraniano non e’ per il momento confermabile con certezza. Per ora la sola conferma del ferimento di Soleimani arriva dalla pagina Facebook giornalista iraniano Amir Mousawi (Facebook). Alcuni pero’ sostengono che questa pagina Facebook sia un fake.

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La notizia rimbalza dalla stampa internazionale: la compagnia petrolifera italiana ENI, avrebbe firmato un Memorandum of Understanding, con la National Iranian Drilling Company (NIDC). Secondo quanto riportato dichiarato dal vice Presidente della NIDC, Mohammad Reza Taaykadi, il MoU sarebbe finalizzato “allo sviluppo della cooperazione bilaterale nel settore industriale della perforazione e dell’esplorazione” (Arabian Industry).

Dove sta il problema? Presto detto: la NIDC e’ una delle succursali della NIOC, la National Iran Oil Company, in teoria compagnia statale sotto il controllo del Ministero del Petrolio iraniano, ma in realtà una vera e propria holding sotto il controllo delle Guardie Rivoluzionarie (UANI). A riprova di quanto diciamo, non ci sono solamente numerosi articoli scritti da esperti internazionali, ma anche le sanzioni sinora approvate a livello internazionale. La NIOC, infatti, e’ inserita nella lista delle sanzioni del Governo  americano (link), ma anche nella lista dell’Unione Europea e del Giappone. Peggio: la NIOC e’ stata sanzionata dal Governo britannico per il suo collegamento con il programma nucleare militare della Repubblica Islamica (link). Proprio per il collegamento con la NIOC – o meglio per essere una succursale – anche la NIDC e’ stata inserita nella lista delle sanzioni internazionali – dalla stessa Unione Europea nel 2012. Anche in questo caso, per le connivenze tra la NIDC e il programma nucleare clandestino della Repubblica Islamica dell’Iran (HFW).

L’accordo firmato a Vienna il 14 luglio scorso e la risoluzione ONU che ne e’ seguita – la 2231 – hanno inserito la National Iranian Drilling Company tra le compagnie che godranno del  lifting delle sanzioni internazionali (UNSC resolution 2231). Ci sono pero’ due problemi in merito, uno di tipo procedurale e un secondo relativo alle opportunità:

  1. per quanto concerne l’aspetto procedurale, le sanzioni internazionali contro il regime iraniano non sono state ancora sospese. Peggio: secondo quanto denunciato dagli stessi Stati Uniti e dalla Francia, l’Iran ha già violato l’accordo nucleare, testando un missile balistico solamente poche settimane fa. Tutto ciò, senza contare che il regime iraniano – per bocca della Guida Suprema Ali Khamenei – rigetta la risoluzione ONU 2231, la stessa che permetterebbe alla NIDC di godere della sospensione della sanzione internazionale (No Pasdaran);
  2. la questione dell’opportunità riguarda sia l’aspetto morale di un accordo con i Pasdaran, sia la sicurezza del business. Per quanto riguarda l’aspetto morale – non sappiamo se importa ad ENI – denunciamo il fatto che finanziare il network economico dei Pasdaran, significa finanziare indirettamente la repressione degli attivisti iraniani per i diritti umani, l’esistenza di una milizia di regime che ne garantisce il fanatismo religioso e lo stesso terrorismo internazionale (basti qui menzionare il coinvolgimento iraniano nell’instabilità del Libano e nel dramma della Siria). A proposito di Siria, vogliamo far presente che l’ex CEO della NIOC, il Pasdaran Rostam Ghasemi – foto in alto a sinistra – e’ oggi l’uomo chiave che gestisce il sostegno economico dell’Iran a Bashar al Assad (SANA). Anche per quanto concerne l‘opportunità di business, e’ bene che (se confermata la notizia dell’accordo), che l’ENI e tutte le compagnie Occidentali pensino bene se l’Iran significa veramente un paradiso per gli affari. Il regime iraniano e’ frazionato al suo interno e le Guardie Rivoluzionarie sono disposte ad aprire all’Occidente, fino a quando queste non pestano eccessivamente i piedi. Ergo, considerando anche il fatto che l’Iran e’ pronto in ogni momento a rompere gli accordi sottoscritti sul nucleare, presto o tardi potrebbe aprirsi una nuova crisi politica con l’Occidente e l’aria a Teheran potrebbe tornare ad essere irrespirabile…

Invitiamo tutti i lettori e coloro che pensano di investire in Iran, a visionare l’audizione svoltasi alla Commissione Esteri della Camera dei Rappresentanti USA, in merito alla sospensione delle sanzioni internazionali verso la Repubblica Islamica. In questa audizione (link), infatti, gli esperti descrivono chiaramente in mano a chi andranno i soldi del sanction lifting e le conseguenze drammatiche sulla stabilita’ dell’intero Medioriente.

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