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Si chiama Mahan Air ed è una linea aerea iraniana. La Mahan, però, non è una normale compagnia aerea civile: questo perchè, proprio grazie ai suoi vettori, i Pasdaran iraniani trasportano quotidianamente in Siria armi e jihadisti, nonostante i divieti internazionali. Le norme internazionali, infatti, proibiscono agli Stati di usare vettori adibiti al trasporto dei civili per fini militare. Neanche a dirlo, il regime iraniano evade anche queste proibizioni, come da prassi.

Proprio per il suo ruolo di favoreggiamento alle attività militari del regime iraniano in Siria, la Mahan Air è stata posta nella lista delle sanzioni internazionali dagli Stati Uniti. Sino alla firma dell’accordo nucleare tra Iran e P5+1, quindi, il blocco della Mahn Air era rispettato anche da numerosi Paesi europei. Purtroppo, dopo quella funesta data, mentre Washington ha continuato a mantenere chiusi i suoi aeroporti alla Mahan Air, i Paesi dell’UE hanno cambiato opinione. Cosi, le porte degli scali di importanti Stati come Germania, Italia e Francia, si sono aperti alla compagnia dei Pasdaran. Ciò, a dispetto delle pressioni americane per garantire la permanenza dei blocchi verso la Mahan Air (Washington Post).

Ricordiamo infatti che, sebbene con l’accordo nucleare molte delle sanzioni approvate verso l’Iran sono state sospese (in pratica cancellate), diverse altre sono rimaste in vigore, in primis quelle relative allo sviluppo del programma missilistico iraniano e al sostegno di Teheran al terrorismo internazionale. Nel marzo del 2016, gli Stati Uniti hanno inserito nella lista delle sanzioni due businessmen inglesi, proprio per il sostegno da loro dato alla Mahn Air nella compravendita di motori e pezzi di ricambio (The Telegraph).

Come suddetto, tra i Paesi che hanno deciso di aprire i loro scali alla Mahan Air, c’è anche l’Italia, precisamente l’aerporto di Milano Malpensa (come riporta il sito della Mahan). La rotta, come fu riportato anche in un articolo uscito per Il Giornale, è stata inaugurata – con cadenza bisettimanale – nel giugno del 2015. Quello del quotidiano italiano, neanche a dirlo, fu un pezzo di mera propaganda, incapace di dare al lettore alcuna informazione ultile e importante rispetto alla vera natura della Mahan Air.

C’è di peggio, purtroppo: nel febbraio del 2016, l’azienda italo-francese ATR ha firmato un accordo con la Iran Air – compagnia di bandiera iraniana – per fornire loro 40 aerei ATR 72-600s di nuova generazione. Come ha denunciato il Professor Ottolenghi, la Iran Air non necessità dei tanti vettori che sta puntando ad acquistare sia dalla ATR che dalla Americana Boeing. Per questo, è molto probabile che la Iran Air stia agendo come “front company” per comprare nuovi aerei a scopo civile da diversi partner mondiali, e rivenderli successivamente ad altre compagnie iraniane, in primis al Mahan Air. In questo modo, indirettamente, questi accordi con la Iran Air rischiano di favorire le attività terroriste dei Pasdaran e la perpetuazione del conflitto in Siria (Forbes).

Intanto, mentre scriviamo, il Daily Mail pubblica una notizia esclusiva, scrivendo che la Forza Qods, unità speciale dei Pasdaran adibita alle azioni esterne per la diffusione dell’ideologia khomeinista, sta pensando di infiltrare suoi nuovi agenti negli Stati Uniti e in Europa. Questo, secondo quanto dichiarato da Salar Abnoush, comandante Pasdaran. In realtà, come noto, gli agenti della Forza Qods sono già ampiamente presenti nelle Ambasciate iraniane nel mondo, in primis in continenti come l’Europa, l’Africa e l’America Latina.

La brutta faccenda della Mahan Air, purtroppo, dimostra fattivamente come – dopo l’accordo nucleare – tutto l’impianto di contenimento del regime iraniano è saltato e gli stessi Stati Uniti, nonostante le promesse, non sono in grado di limitare i danni provocati dalla fine delle sanzioni internazionali contro Teheran.

Adesso è praticamente ufficiale: pur non parlando direttamente di squalifica, la Guida Suprema iraniana ha pubblicamente dichiarato che Ahmadinejad non potrà candidarsi alle prossime elezioni Presidenziali. Secondo quanto dichiarato da Khamenei, davanti alla richiesta di una sua opinione di “una certa persona” (ovvero di Ahmadinejad stesso), egli avrebbe risposto che non era il caso di candidarsi al fine di non favorire drammatiche divisioni e ledere l’interesse del Paese.

Solamente un ignorante – in questo senso, colui che ignora – della realtà politica iraniana, potrebbe essere sorpreso di questa decisione. Perchè le elezioni Presidenziali iraniane, sono una farsa che serve unicamente al regime per dare una parvenza di democraticità al suo totalitarismo. La Guida Suprema, infatti, decide per tempo chi sarà il prossimo Presidente iraniano, considerando gli interessi tra le fazioni in gioco, ma soprattutto considerando cosa serve al regime per autoperpetuarsi.

Ecco allora come si spiegano i fenomeni Khatami, Ahmadinejad e Rouhani, solamente per parlare delle ultime tre elezioni Presidenziali. Quando fu eletto Khatami nel 1997, oggi caduto in disgrazia, il regime era duramente sotto pressione per le conseguenze della fine della Guerra Fredda e soprattutto per le informazioni che iniziavano ad essere diffuse sul programma nucleare del regime. Khatami fu il volto pulito che Teheran mise a disposizione dell’Occidente per rifarsi il look. Il Presidente riformista, quindi, favorì la firma di un accordo farsa sul nucleare, di cui all’epoca si occupò lo stesso Rouhani, attuale presidente iraniano. Quella di Khatami fu una Presidenza che permise a Teheran di reprimere la rivolta degli studenti di Teheran senza conseguenze diplomatiche di rilievo e consentì a Teheran ompletare alcuni siti nucleari quali Esfahan in piena libertà, come ammeso dallo stesso Rouhani.

Ovviamente, e qui esiste la sola grande lotta all’interno dell’establishment iraniano, la linea “riformista” prevedeva un progetto economico fatto di privatizzazioni. Un progetto in linea anche con le posizioni di uomini chiave come Rafsajani, ricchissimo Ayatollah iraniano, personalmente interessato ad conquestare una bella fetta dell’economia iraniana. Per farlo, però, doveva competere con gli interessi economici dei Pasdaran, interessi che egli stesso aveva favorito durante gli anni della sua Presidenza.

Ecco allora l’inizio delle pressioni e delle minacce per mezzo di lettere pubbliche a Khatami, da parte di alcuni Generali Pasdaran. La Guida Suprema, anch’essa economicamente interessata, privo dei timori relative alla sopravvivenza del regime, permese quindi l’arrivo al potere del negazionista Basij Mahmoud Ahmadinejad nel 2005. La sua sarà una presidenza fatta di minacce, di accellerazione nel programma nucleare e soprattutto di contratti senza limite concessi alle compagnie legate ai Pasdaran. Ahmadinejad risulta essere un Presidente perfetto fino a quando non accadono tre cose: 1- lo sviluppo del programma nucleare e missilistico determina l’approvazione di importanti e pesanti sanzioni contro l’Iran; 2- i giovani iraniani si ribellano alla rielezione di Ahmadinejad (Onda Verde); 3 – la cerchia intorno ad Ahmadinejad prova a “laicizzare il potere”, tentando di nazionalizzare la Repubblica Islamica, allo scopo di arrivare a nominare la prossima Guida Suprema.

Khamenei è furbo. Grazie ai Pasdaran riesce a reprimere l’Onda Verde tra il 2009 e il 2011, ma capisce anche che le compagnie dei Pasdaran non sono in grado, da sole, di reggere l’urto delle sanzioni internazionali e di garantire un minimo di sviluppo economico all’Iran. Ahmadinejad era divenuto ingombrante e serviva una nuova faccia pulita per riqualificare il regime. Ecco allora l’inizio delle trattative segrete tra USA e Iran in Oman nel 2012, concluse con la firma dell’accordo nucleare nel luglio del 2015. Non prima di aver fatto eleggere Hassan Rouhani alla Presidenza dell’Iran, rimettendo la lancetta in equilibrio tra gli interessi della cerchia di Rafsanjani e quella delle Guardie Rivoluzionarie.

Quale futuro per la Presidenza dell’Iran? Khamenei ha le idee chiare: Rouhani (o chi per lui), deve continuare ad essere la faccia internazionale del regime, per fare da “garante” all’accordo nucleare e alla fine di buona parte delle sanzioni internazionali. Nel frattempo, in piena libertà, i Pasdaran continuano a reprimere i diritti umani in Iran e sponsorizzare il terrorismo in tutto il Medioriente. Abusi che vengono compiuti nel pieno silenzio internazionale e talvolta anche con la complicità di chi vede nel regime iraniano un nuovo partner “per la stabilizzazione”.

La vera incognita per l’Iran non è la Presidenza, ma la nomina della future Guida Suprema, ovvero colui che prenderà il posto di Khamenei alla sua morte. Ovviamente, chiunque verrà eletto, non rappresenterà un vero cambiamento per il popolo iraniano. Il regime khomeinista, infatti, esiste solamente a patto che sia aggressive, promuova un nemico esterno costante e non permetta una eccessiva apertura culturale al suo interno. Ecco perchè, la sola libertà per il popolo iraniano arriverà quando la Velayat-e Faqih verrà superata e si realizzerà un vero processo democratico, federalista e pluralista. Il resto è solo illusione…

Video ufficiale di Khamenei, in cui invita l’Occidente a piegarsi al sistema politico-economico islamista