Posts contrassegnato dai tag ‘Giornalista’

n_chitsaz_released_pending_appealjpg__930x510_q85_box-042600353_crop_subsampling-2_upscale_jpg__580x300_q85_box-018930491_crop_detail_subsampling-2

Il regime iraniano sta ancora una volta abusando dei diritti dei detenuti, particolarmente dei detenuti politici. In questo caso a farne le spese è Afarin Chitsaz, giornalista del quotidiano “Iran”, arrestata il 2 novembre del 2015 dai Pasdaran, con l’accusa di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale.

Secondo quanto dichiarato dagli stessi medici, Afarin Chitsaz necessita urgentemente di una operazione al suo ginocchio sinistro. L’avvocato Mohammad Moghimi, parlando della sua assistita, ha denunciato come Afarin sia già stata operata al ginocchio destro e ora necessità urgentemente della stessa operazione a quello sinistro. Sinora, il regime ha negate l’autorizzazione al trasferimento presso una struttura ospedaliera esterna. Risultato: Afarin è ancora rinchiusa ad Evin e la lacerazione al ginocchio le sta causando enormi dolori. Addirittura, denuncia l’avvocato Moghimi, Afarin non riuscirebbe nemmeno a camminare per dirigersi nella sala adibita alle visite del carcere. Per questa ragione, i famigliari di Afarin non hanno avuto modo di vederla nelle ultime tre settimane (Iran Human Rights).

Afarin Chitsaz è stata condannata a 10 anni di detenuzione, accusata anche di aver collaborato con “stati nemici”. A riprova della inconsistenza di queste accuse, c’è la decisione della Corte d’Appello iraniana, che ha deciso di ridurre a due anni la condanna e di impedire per altri due anni ad Afarin di svolgere il suo lavoro di giornalista. Il 2 Novembre del 2015, insieme ad Afarin, i Pasdaran arrestarono altri tre giornalisti: Issa Saharkhiz, Ehsan Mazandarani e Ehsan Safarzaei. Tutti ovviamente riformisti.

bahman_doaroshafaei

Nelle stesse ore in cui il Ministro degli Esteri iraniano Zarif atterrava a Londra, i Pasdaran fermavano Bahman Daroshafaei, ex giornalista della BBC Persian in possesso sia della cittadinanza iraniana che di quella inglese (Journalism Is not a Crime).

Bahman Daroshafaei e’ stato fermato, nonostante abbia lasciato la professione di giornalista da almeno due anni, ovvero dalla sua decisione di ritornare in Iran nel gennaio 2014 (da quel momento traduce testi). Al suo ritorno in Iran, Bahman e’ stato interrogato numerose volte dall’intelligence e i suoi account Twitter, Facebook e Telegram, sono stati hackerati numerose volte (Iran Human Rights).

Sino ad ora non e’ possibile sapere ufficialmente le ragioni dell’arresto di Bahman Daroshafaei. Indubbiamente, nonostante non eserciti più questa professione, si tratta di una nuova azione di repressione verso il settore dell’informazione. C’e’ pero’ qualcosa di più pericoloso: probabilmente, l’arresto di Bahman rientra anche nella lotta intestina in corso attualmente tra la fazione del Presidente Rouhani e quella dei Pasdaran.

In questo senso, il fermo di un cittadino in possesso anche della cittadinanza inglese, rappresenta un colpo alle nuove relazioni tra Londra e Teheran. Lo stesso Ministro degli Esteri Zarif, in un evento al Parlamento britannico, ha dichiarato di non avere alcuna informazione in merito al caso di Bahman Daroshafaei (Reuters).

Questa nuova notizia proveniente dall’Iran deve alzare il livello di allarme delle diplomazie e del mondo imprenditoriale Occidentale. Come già descritto (No Pasdaran), in Iran e’ in corso una vera e propria guerra istituzionale, soprattutto in vista delle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea degli Esperti e del Parlamento. In questa guerra, gli Occidentale – soprattutto coloro che vogliono investire in Iran, rischiando di toccare gli interessi economici dei Pasdaran – sono i target principali…

iran investimento