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Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana ISNA, un uomo di 31 anni e’ stato impiccato in pubblico il 20 dicembre scorso, per “sodomia”, ovvero – detta in termini semplici – per omosessualita’.

Secondo la ISNA, i fatti sono accaduti presso la citta’ di Kazeroon e l’uomo e’ stato condannato per aver avuto rapporti con due quindicenni (per questo l’uomo e’ stato accusato anche di rapimento).

La sentenza e’ stata emessa dalla Quarta Sezione della Corte Penale di Kazeroon e confermata dalla Sezione 42 della Corte Suprema iraniana.

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Hassan Nasrallah, in un recente discorso, ha attacco la possibilità che il Parlamento libanese approvi i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Una ipotesi rivoluzionaria per il mondo arabo, che giunge dopo la decisione del 26 gennaio scorso del giudice libanese Rabij Maalouf. Maalouf,infatti, davanti aveva sentenziato che l’omosessualità è una scelta personale e non è punibile come offesa. Cosi facendo, il giudice libanese aveva anche attaccato l’articolo 534 del codice penale libanese che, indicando l’omosessualità come un fenomeno contro natura, prevede la reclusione ad un anno per “i trasgressori” (al Monitor).

Davanti a questa ipotesi, il terrorista Hassan Nasrallah è impazzito. In un discorso trasmesso dalla TV di Hezbollah al-Manar, Nasrallah ha affermato checi sono società all’estero che sono state rovinate dagli omosessuali e ora tentano di esportare questa rovina in Libano e nel mondo arabo e islamico. Vogliono legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso in Parlamento. Le relazioni omosessuali sono contro la logica, contro natura e contro il pensiero umano. Alcuni affermano: è una scelta personale. Che problema c’è? No, è un problema enorme. In Libano e altrove, ognuno – mussulmani, cristiani e non religiosi – ognuno che ha a cuore la sua società e la purezza dell’umanità, deve opporsi a questo progetto“.

Purtroppo, c’è molto di peggio. Con l’occasione, Nasrallah ha anche attaccato coloro che si oppongono ai matrimoni precoci, ovvero ai matrimoni che vedono protagonisti i minorenni. In altre parole, la legalizzazione dello stupro di minori, giustificata per mezzo della legge islamica, la Sharia. A tal proposito, il terroista Nasrallah ha affermato: “loro stanno tentano di diffondere, anche nella nostra società, una cultura che si oppone ai matrimoni precoci. C’era un tempo in cui i matrimoni precoci erano accettati. Ora ci sono persone che dicono che sono sbagliati, che i matrimoni precoci hanno effetti negative. Conoscono queste persone meglio di Allah, che ha creato l’umanità, e ha chiesto questo, attraverso i suoi profeti, di cui Maometto è il Profeta ultimo? Sanno loro meglio del Creatore dell’uomo, se questi matrimoni servono o no gli interessi del genere umano? Loro affermano che ci sono casi di divorzi, in seguito ai matrimoni precoci. Ma io posso presentare a voi molti altri casi di divorsi, in seguito a matrimoni a 20, 30 o 40 anni. Questo non rappresenta una prova. Al contrario, coloro che diffondono una cultura contro i matrimoni precoci nella nostra società, stanno inconsapevolmente servendo Satana e i demoni. Loro stanno servendo il nostro nemico, causando la rovina morale della nostra società. La risposta deve essere la diffusione della cultura del matrimonio precoce (traduzione in inglese da MEMRI).

Riteniamo che tali atrocità verbali, non meritano nemmeno una risposta razionale. Ricordiamo solo che in Iran, Paese da cui Hezbollah dipende e con cui l’Occidente ama fare affari, il matrimonio minorile è legalizzato, in alcune parti sin dall’età di 9 anni…

 

 

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All’ipocrisia, come noto, non c’e’ mai fine. Un altro esempio di questa verità, lo ha dato in questi giorni il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Dopo l’attentato al Pulse di Orlando , infatti, Emiliano ha testualmente dichiarato: “Questa strage terribile, un atto terroristico che ha preso come bersaglio la comunità LGBTQI, mi ha colpito profondamente. Vorrei dedicare questa giornata di lavoro ai diritti degli uomini e delle donne della Puglia come del resto del mondo, per la libertà, senza la quale niente di tutto ciò che facciamo avrebbe senso”.

Un messaggio  da applausi, se non fosse per il fatto che, come spesso capita, chi predica bene razzola male. Il Presidente Emiliano, rientra esattamente in questa categoria.

Come dimenticare che, solamente poche ore prima della strage del Pulse, Emiliano ha ricevuto in pompa magna l’Ambasciatore Mozzaffari, rappresentante del regime di Teheran in Italia. Durante l’incontro con Mozzaffari, Emiliano ha benedetto ogni tipo di rapporto con la Repubblica Islamica, approvando anche un gemellaggio tra la Regione Puglia e la Regione di Hormuz Gan in Iran (Borderline24.com).

Peccato che, se veramente Emiliano crede in quello che dice, non dovrebbe neanche aprire la porta al rappresentante in Italia di Khamenei. L’Iran, come stranoto in tutto il mondo, condanna a morte gli omosessuali, secondo delle leggi ben chiare del codice penale. Non solo: quando non li manda al patiboli, li costringe indirettamente ad operarsi per cambiare sesso. Una operazione parzialmente sostenuta anche dallo Stato, che pero’ non vede alcun processo di inclusione nella società di coloro che decidono di fare questo passaggio. Al contrario, queste persone vengono lasciate ai margini e sono spesso costrette a prostituirsi. Una prostituzione legalizzata in Iran, grazie al cosiddetto “matrimonio temporaneo”, una bella trovata dei clerici khomeinisti per andare a “mignotte” salvandosi dal peccato…

Non e’ tutto: il massimo rappresentante del regime iraniano, tale Ali Khamenei, ha spesso insultato pubblicamente gli omosessuali, definendoli la causa della decadenza Occidentale e responsabili di un “grave peccato”. Tutto questo evitando di ricordare ad Emiliano come l’Iran umilia le donne e quella stessa libertà di cui il Presidente della Puglia parla nel suo messaggio.

Se davvero ad Emiliano interessano i diritti LGBTI, se davvero ha a cuore i diritti delle donne e la libertà, gli suggeriamo vivamente di rispedire al mittente le offerte del regime iraniano, e di abbracciare la campagna per la libertà di attiviste come Narges Mohammadi, da mesi incarcerate per aver detto no alla pena di morte e no al fondamentalismo islamico. 

La differenza tra chi veramente crede in quello che dice e chi semplicemente vuole farsi pubblicità, sta tutta qui…

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E’ stato pubblicato ieri dall’inviato speciale delle Nazioni Unite Ahmed Shaheed il nuovo report sullo status dei diritti umani nella Repubblica Islamica dell’Iran. Ancora una volta, la descrizione che il Dottor Shaheed ha fatto degli abusi commessi dal regime iraniano e’ impietosa e senza assoluzione. Dopo aver ricordato che Teheran, ancora una volta, non ha permesso all’inviato specialle dell’Onu di visitare il Paese, Shaheed ha cominciato a elencare la lista di crimini che i Mullah e i Pasdaran hanno comesso e commetto quotidianamente contro i prigionieri, gli attivisti, le minoranze etniche e religiose e chinque la pensi differentemente dall’ideologia al potere. La situazione piu’ drammatica, ovviamente, e’ quella relativa alle condanne a morte. Come abbiamo gia’ scritto piu’ volte, solamente dall’elezione di Hassan Rouhani, oltre 1000 prigionieri sono stati impiccati. Il grafico qui sotto, riportato nel report di Shaheed, mostra l’evoluzione delle condanne a morte in Iran dal 2003 al 2014. La crescita e’ davvero impressionante e lascia senza parole. Soprattutto, pero’, e’ impressionante sapere che l’Occidente ha deciso di applicare l’appeasement verso Teheran proprio durante la Presidenza sotto la quale sono state eseguite il numero maggiore di impiccaggioni.

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Ovviamente, la lista dei crimini descritta da Shaheed comprende tante cose di cui siamo, purtroppo, bene a conoscenza. Tra queste ricordiamo, ad esempio: la detenzione illegale dei leaders dell’Onda Verde Karroubi e Mousavi, l’arresto dei giornalisti e dei blogger (caso emblematico la condanna a morte di Shoeil Arabi per un post su Facebook), la censura della Rete e la distruzione delle parabole satellitari per la televisione, la persecuzione delle minoranze etniche e religiose (in primis i Bahai, considerati dei veri e propri eretici e contro i quali Khamenei ha emesso anche una fatwa) e le discriminazioni contro le donne e gli omosessuali.

Oggi, pero’, vorremmo soffermarci su alcune parti del report che, spesso, non vengono ampiamente riportate dai media. Parliamo della lista delle leggi discriminatorie e fasciste che il Parlamento iraniano ha approvato o proposto al fine di impedire l’attivita’ degli attivisti civili e politici. In tal senso, ad esempio, vogliamo parlarvi della:

  • Legge contro i Crimini Politici: una legge introdotta dal Parlamento nel settembre del 2013 e che qualifica come crimine politico l’intenzione di influenzare gli affari dello Stato, le amministrazioni politiche e istituzionali e la politica estera e interna pur “senza avere l’intenzione di danneggiare i principi dello Stato”. In poche parole, grazie a questa legge, chiunque parli male di un politico del regime puo’ essere arrestato come “nemico dello Stato”;
  • La Legge sui Gruppi e sui Partito Politici: una legge approvata nel 2012 che non permette a nessuno di formare un gruppo o un partito politico senza il permesso dei nove membri della “Commissione per i Partiti”, una commissione che comprende il Ministro dell’Intelligence, il Ministro dell’Interno e quello della Giustizia. La legge e’ talmente repressiva che il Parlamento ha deciso, nel 2014, di sospenderla per tre mesi per studiarne le modifiche. Fino ad oggi, pero’, nulla di nuovo e’ stato approvato;
  • La Legge per la Protezione dell’Hijab e della Modestia: una legge proposta dal Parlamento iraniano nell’ottobre del 2014, che impone limiti di orario alle donne per quanto concerne il diritto al lavoro e stabilisce la segregazione di genere sui luoghi di lavoro. Tra le altre cose, le donne sono state bandite dalla possibilita’ di lavorare nei bar e numerosi concerti di musica sono stati cancellati per la presenza di donne sul palco…
  • La Legge sulla Eccellenza Famigliare: proposta dal Parlamento nell’Ottobre del 2014, si propone di aumentare il numero di matrimoni e la popolazione. Le donne, secondo questa proposta di Legge sono macchine da riproduzione. Per questo, uno dei punti della proposta era quello di impedire l’assunzione delle donne non sposate nelle Universita’, una scelta che – secondo questi fascisti – avrebbe penalizzato il numero dei matrimoni. Per fortuna, almeno per ora, la Legge resta una proposta, ma va ricordato che ha il sostegno della Guida Suprema.

Infine, vorremmo riportare l’attenzione del lettore su un altro dato davvero preoccupante denunciato da Ahmed Shaheed. Rispetto dall’ultimo report dell’Inviato Speciale dell’Onu, il numero dei cristiani detenuti in Iran cresce esponenzialmente. Oggi i cristiani detenuti in Iran sono 92, la maggior parte dei quali condannati per apostasia per aver abbandonato l’Islam. In tal senso, quindi, vogliamo ricordare che il 10 Marzo e’ stato pubblicato un report intitolato “la persecuzione dei cristiani in Iran”. rilasciato dall’organizzazione inglese The All-Party Parliamentary Group on International Freedom of Religion or Belief . Il report denuncia la crescita esponenziale della persecuzione dei cristiani nella Repubblica Islamica durante la Presidenza di Hassan Rouhani e chiede la Parlamento e al Governo inglese di agire immediatamente per cambiare lo stato delle cose. Una nuova riprova di come, l’idea che la Repubblica Islamica dell’Iran rappresenti un alleato naturale nella lotta al terrorismo salafita, e’ non solo falsa, ma anche drammaticamente pericolosa.

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Il 4 settembre scorso, parlando davanti alla potente Assemblea degli Esperti, Ali Khamenei ha sviluppato il suo personale ragionamento geopolitico. Teorizzando un nuovo ordine internazionale, la Guida Suprema iraniana ha descritto le ragioni per le quali l’Occidente, a suo parere, è destinato a decadere. E’ bene che queste ragioni se le ricordino coloro che, in tutta Europa e oltre, promuovono oggi un accordo con la Repubblica Islamica. Ricordare le parole di Khamenei, infatti, serve a capire bene per quale motivo le democrazie mondiali non possono convivere con il regime dei Mullah. Orbene, prevedendo un nuovo ordine mondiale dominato dalle religioni, prima fra tutti l’Islam, il Rahbar ha affermato che la cultura occidentale è in via di estinzione perchè troppo incentrata slogan quali “diritti umani” e “democrazia”. Non solo: a detta di Khamenei, l’Occidente è anche colpevole di aver snaturato il ruolo della donna, sostenendo movimenti come quello femminista che hanno rovinato il genere femminile. Dulcis in fundo, dopo aver ricordato che ormai il Corano ha sempre piu’ successo in Europa, Khamenei ha attaccato la concenzione del sesso occidentale, in particolare l’aver trasformato l’omosessualità in un valore….Per Khamenei, infine, la decandenza delle democrazie non si fermerà qui, ma “continuerà verso condizioni peggiori e piu’ brutte”.

Come suddetto, questo articolo lo dedichiamo a tutti coloro che oggi, putroppo, applicano ragionamenti di diplomazia Occidentale verso la Repubblica Islamica. Il nostro consiglio è di non farsi troppe illusioni: la Repubblica Islamica non cambierà mai e con lei neanche il fondamentalismo che domina la sua leadeship religiosa, militare e politica.

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La notizia che arriva da Stoccolma, non sarebbe mai potuta accadere nell’Iran dei Mullah. Una coppia di ragazze lesbiche iraniane, Sahar Mosleh e Maryam Iranfar, hanno finalmente coronato il loro sogno d’amore, sposandosi nella capitale svedese. La loro storia dura ormai da nove anni, ma la loro libertà di amarsi è arrivata solamente quando hanno potuto lasciare l’Iran e raggiungere la meta sicura in Europa. Qui, come suddetto, sono state unite in matrimonio dall’Imam Ludovic Mohamed Zahed, clerico sudafricano, anche lui omosessuale. Come si vede dalle fotografie, l’amore tra Maryam e Sahar non ha superato solamente la repressione del regime iraniano, ma anche le dure prove della natura. Sahar, infatti, è costretta da una malattia a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante tutti e tutto, queste due donne hanno vinto, dimostrando al mondo il loro coraggio e la loro voglia di amarsi senza confini.

Se queste due donne avessero tenatto di amarsi liberamente in Iran, nella migliore delle ipotesi, sarebbero state condannate al carcere e ad almeno 50 frustate. Nella peggiore delle ipotesi, quella piu’ diffusa, sarebbero invece state mandate direttamente al patibolo. Di recente, vergognosamente, il Capo della Giustizia iraniana, l’Ayatollah Sadeq Amoli Larijani, ha negato le condanne a morte approvate dalla Repubblica Islamica contro i gay. Solamente pochi giorni prima delle parole dell’Ayatollah Larijani, due omosessuali, Abdullah Ghavami Chahzanjiru e Salman Ghanbari Chahzanjiri, erano stati impiccati nel sud dell’Iran.

Senza parole…

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