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L’intelligence iraniana ha iniziato una campagna per portare alla condanna l’artista Parastou Forouhar. La campagna, ufficialmente, si basa su una foto in cui si vede l’avvocatessa per i diritti umani Shadi Sadr, con in mano un bicchiere di vino bianco, seduta su un sacco a pelo creato dalla Forouhar e foderato con delle scritte in arabo relative all’Islam sciita.

La foto, pubblicata in Rete, ha scatenato la rabbia dei fondamentalisti iraniani, che hanno accusato Parastou Forouhar di aver insultato il sacro. Questo perché nell’Islam bere vino e’ considerato haram, ovvero un peccato.

Dopo la pubblicazione della foto, la Forouhar e’ stata convocata per ben tre volte al Palazzo di Giustizia presente all’interno del carcere di Evin, al fine di spiegare le ragioni del suo comportamento. Parstou Forouhar ha reagito rifiutando l’accusa di aver insultato il sacro e la follia di usare una foto in cui lei stessa non compare, per punirla. Come rimarcato dall’artista iraniana: “la foto non ha nulla a che vedere con me e io non posso essere responsabile per ciò che le persone fanno con le mie opere d’arte“.

Parastou Forouhari vive da anni in Germania, ma visita annualmente l’Iran per ricordare i suoi genitori – Darioush e Parvaneh Forouhar – uccisi dagli agenti dell’intelligence il 21 novembre del 1998, in quella che e’ nota come la “catena degli omincidi” (una campagna decennale di uccisioni di oppositori politici iraniani, voluta direttamente dall’Ayatollah Khomeini dal 1988). Darioush e Parvaneh Fourhar avevano creato un partito che promuoveva la laicità e il secolarismo in Iran.

Il prossimo 25 novembre, Parastou Forouhari dovrà presentarsi davanti alla Corte Rivoluzionaria di Teheran, sezione 28, per rispondere delle accuse di “insulto al sacro” e “propaganda contro lo Stato”. La seconda accusa e’ stata aggiunta dopo che l’artista iraniana ha rilasciato interviste pubbliche, denunciato l’uccisione dei suoi genitori da parte del regime.

La Forouhari e’ sicura della sua innocenza e ha anche annunciato di voler denunciare l’ex Ministro dell’intelligence Ghorbanali Dorri-Najafabadi (1997-2000), per il suo ruolo nella campagna di uccisione degli oppositori politici iraniani. Notare, per rimarcare l’inesistenza reale del riformismo nell’establishment iraniano, che tutto questo e’ accaduto sotto la Presidenza di Khatami…

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La foto dell’avvocatessa Shadi Sadr sul sacco a pelo creato da  Parastou Forouhar

 

 

 

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Le immagini che vi mostriamo sono di una tristezza davvero rara. A diffonderle è stata la pagina Facebook My Stealthy Freedom – la mia libertà rubata – impegnata attivamente a denunciare e promuovere i diritti delle donne nella Repubblica Islamica. Nella sequenza di fotografie che vederete qui sotto, potrete assistere al significato profondo dell’amore e all’abuso che il regime iraniano mette in atto contro i suoi stessi cittadini. Nelle foto, infatti, vedrete due giovani iraniani abbracciati su una panchina in un parco, apparentemente liberi di volersi bene. Una scena a cui, in Italia, è fortunatamente possibile assistere ogni giorno. Purtroppo, però, in Iran non è cosicontraria all’amore di questi giovani è la polizia morale: nelle immagini successive, quindi, si vede un poliziotto avvicinarsi alla coppia e chiedere loro di esibire i documenti. Dopo aver scoperto, probabilmente, che si trattava di una coppia non sposata, il miliziano islamista decide di arrestare i due ragazzi.

La parte piu’ vergognosa di questa storia, non è solamente relativa all’assurdo divieto di amarsi liberamente nella Repubblica Islamica. La parte piu’ ignobile è legata al fatto che, per potersi amarsi liberamente, spesso i giovani iraniani sfruttano strumenti come il sigheh, ovvero il matrimonio temporaneo. Questo genere di matrimonio, ammesso nell’Islam sciita, permette ad una coppia di sposarsi anche per pochi secondi. Purtroppo, però, proprio per colpa del matrimonio temporaneo, centinaia di donne povere in Iran si danno alla prostituzione, coperte da un ignobile diritto legale di cui, per primi, approfittano proprio i Mullah. Così, si arriva alla paradossale situazione che vede il regime iraniano per un verso vietare ai giovani di amarsi senza paura, e per un altro permettere a migliaia di uomini di sfruttare il corpo della donna a proprio piacimento, senza timore della polizia morale…

1. Due giovani iraniani si abbracciano amorevolmente su una panchina al parco

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2. Dietro la coppia arriva il primo miliziano

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3. Raggiunto da un suo collega, il miliziano obbliga i giovani ad esibire i documenti

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4. I due poliziotti decidono l’arresto della coppia

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5. I due ragazzi, colpevoli solo di essersi abbracciati, vengono arrestati

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