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Ieri abbiamo denunciato la scelta di conferire il Premio Minevra – una onoreficenza in sostegno dei diritti delle donne – alla Vice Presidente iraniana Ebtakar. Abbiamo condannato la decisione della Guiria, evidenziando come la Sig.ra Ebtakar fosse non la rappresentante dei diritti che le donne iraniane meriterebbero, ma una delle sostenitrici di un regime corrotto, misogino e razzista. Oggi vi parliamo di Mohammad Javad Larijani, Segretario dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani del regime iraniano. Fratello del piu’ popolari Ali Larijani, speaker del Parlamento iraniano, Mohammad Javad appartiene ad una famiglia potentissima in Iran, legata direttamente ai Pasdaran e ai Mullah di Qom. Nella sua veste di Segretario dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, Javad Larijani ha sostenuto, appoggiato e difeso tutte le repressioni messe in atto dal regime iraniano. Soprattutto, quella degli studenti dell’Universita’ di Teheran nel 1999 e quella dell’Onda Verde nel 2009. Per la cronaca, la repressione del 1999 fu approvata e sostenuta anche dall’attuale Presidente iraniano, Hassan Rouhani.

Javad Larijiani è arrivato in Italia per una visita di tre giorni, ospite dell’International Institute for Higher Studies in Criminal Sciences (ISISC) di Siracusa. Per la cronaca, il capo di questo istituto è l’avvocato egiziano Mahmoud Bassiouni, già sotto attenzione dell’FBI per un suo discorso favorevole ad organizzazioni terroriste palestinesi. L’avvocato Bassiouni ha portato in causa l’FBI per avere il file relativi al suo caso, ma ha sempre perso il processo…Prima di arrivare in Italia, Larijani ha affermato che è l’Occidente ad aver ucciso Reyhaneh Jabbari – la donna impiccata in Iran per essersi difesa dal suo violentatore – e che il mondo dovrebbe ringraziare la Repubblica Islamica per le oltre 1000 condanne a morte eseguite in questo ultimo anno

Nel primo giorno della Conferenza organizzata a Palermo – intitolata “Human Rights in the Criminal Justice System”  Larijani ha affermato che “le molte differenze tra Iran e Occidente sono state mal intepretate per mancanza di informazione sulla vera natura della Repubblica Islamica“. Il rappresentante iraniano ha auspicato, quindi, un approccio maggiormente realista, al fine di comprendere “qualità e le esperienze che hanno reso l’Iran la nazione piu’ forte e la democrazia piu’ avanzata della regione…” (fonte Mehr News). Orbene, a questo punto, vorremmo cercare di comprendere che cosa il mondo ha mal compreso della Repubblica Islamica. Soprattutto e cosa farebbe di questo regime fondamentalista la piu’ avanzata democrazia della regione…

Per quanto riguarda il tema dei diritti, infatti, quello che la Repubblica Islamica sostiene è scritto molto chiaramente nei suoi Codici. Come abbiamo piu’ volte ricordato, secondo la legislazione iraniana la donna è inferiore all’uomo, la vita e la testimonianza delle donne vale la metà di quella dell’uomo, le bambine sono costretta portare il velo sin dalle elementari e il matrimonio per loro è permesso sin dall’età di 13 anni…Senza contare che, nella Repubblica Islamica, la conversione dall’Islam ad un’altra fede è giudicata apostasia e punita con frustate e carcere e che gli omosessuali sono considerati dei malati da impiccare. I dati mostrati dall’ultimo report dell’Inviato Speciale ONU Ahmad Shaheed parlano molto chiaramente: oltre 50 cristiani, sono detenuti nelle carceri iraniane e con loro ci sono anche numerosi Baha’i – contro cui Khamenei ha emesso una vera e propria fatwa – Mussulmani Sunniti e altre minoranze etniche. Per quanto concerne la regione mediorientale, vorremmo sapere cosa l’Italia e l’Occidente hanno mal compreso di un regime che, attraverso i pretoriani Pasdaran e proxy come Hezbollah, ha finanziato negli ultimi 30 anni i peggiori attentati terroristi al mondo, grida nelle strade “Morte all’America” e che ha tenuto in vita il regime repressivo di Bashar al Assad.

Dal sito dell’ISISC apprendiamo che l’Istituto ha come partners italiani i Ministeri degli Esteri, della Giustizia e delle Pari Opportunità. Ora, sorge spontanea una domanda: cosa, di grazia, il Codice italiano ha da apprendere da una regime come l’Iran e da un personaggio come Javad Larijani?. Cosa l’Italia antifascista ha da imparare da un uomo che, nel 2010, giustificava la lapidazione in caso di adultario e nel maggio del 2013 giudicava, in una intervista TV (si veda il video sotto) l’omossesualità come una “brutta malattia”??? Ritenuamo che, a questa domanda, ci sia solo una risposta: la democrazia italiana, grazie a Buon Dio, non ha nulla da imparare da un regime corrotto, terrorista, fondamentalista, razzista e misogino!

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Ieri tre poliziotti sono morti in Bahrain dopo l’espolsione di un ordigno al plastico. L’attentato, secondo quanto reso noto dalle autorità locali, è avvenuto nel villaggio di Dahi – a maggioranza sciita – a ovest della capitale Manama. Come detto, purtroppo, nell’attacco sono periti tre servitori dello Stato: due di nazionalità bahreina e uno degli Emirati Arabi Uniti, membro della missione militare inviata in Bahrain dal Consiglio di Cooperazione del Golfo. Almeno per ora, nessuno ha voluto rivendicare l’attacco (anche se 25 persone sono state già arrestate), ma la mano del regime iraniano è facilmente individuabile. L’attentato, infatti, è stato compiuto per mezzo di esplosivo al plastico C4, prodotto dalla combinazione di RDX (ovvero la ciclotrimetilentrinitroammina) in melma, con il legante plastico dissolti in un solvente. I Pasdaran, per mezzo degli agenti della Forza Quds, sono i primi responsabili dell’esportazione criminale di questo esplosivo a gruppi ribelli, organizzazioni terroriste e proxy vari, con lo scopo di colpire forze militari straniere o destabilizzare gli Stati considerati nemici.

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Ormai da diversi anni, va sottolineato, gli esperti di terrorismo hanno individuato in Teheran la fonte primaria della proliferazione di questo esplosivo in Medioriente e in altre parti del mondo. Ci sono diverse prove a testimonianza di quanto qui affermato. Solo per fare alcune brevi esempi, in ordine cronologico:

Qui sotto potrete vedere due video in merito al plastico C4 e ai suoi effetti: nel primo video, un militare americano spiega e mostra come è composto l’esplosivo al plastico C4. Nel secondo video, invece, vedrete una simulazione di una attacco con questo esplosivo, contro un autobus. Purtroppo, come suddetto, questo secondo accadimento è davvero accaduto nell’attentato suicida di Burgas nel 2012, provocando la morte di sette turisti innocenti e il ferimento di altre 32 persone.

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