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BBC-Persian

La BBC ha deciso di denunciare il regime iraniano alle Nazioni Unite, per la continua persecuzione dei suoi giornalisti – e delle loro famiglie – impiegati nella Repubblica Islamica per il canale BBC Persian.

Teheran ha da anni preso di mira il canale in farsi della BBC, accusandolo di essere al servizio “di agenti esterni” e di lavorare contro l’Iran. Neanche a dirlo, la reale ragione dietro questa accusa e’ legata al fatto che BBC Persian – al contrario della maggioranza dei media iraniani – pubblica notizie non gradite al regime, anche legate al drammatico status dei diritti umani nel Paese.

La protesta della BBC, in particolare, e’ stata indirizzata a David Kaye, inviato speciale delle Nazioni Unite per la Libertà di Opinione e di Espressione. Kaye, per la cronaca, ha appena presentato un report al Segretario ONU, denunciando le persecuzioni che il regime iraniano porta avanti contro giornalisti, bloggers, attivisti e artisti, incarcerati unicamente per aver criticato le politiche governative.

Rispondendo ad una domanda precisa concernente l’Iran, David Kaye ha rivelato di aver già protestato formalmente contro le politiche del regime islamista, chiedendo che Teheran fermi immediatamente le persecuzioni e le repressioni nei confronti dei giornalisti di BBC Persian e dei loro famigliari.

Ricordiamo che, come l’immagine sotto dimostra, recentemente la magistratura iraniana ha addirittura disposto il congelamento dei beni di 150 collaboratori di BBC Persian in Iran, accusandoli di “cospirazione contro la sicurezza nazionale”.

 bbc persian

 

pena di morte iran

La popolare Ong “International Campaign for Human Rights in Iran” ha rilasciato un video musicale intitolato “Esecuzioni”, contro la pena di morte in Iran. La canzone è stata scritta e cantata da due popolari artisti iraniani, Shahin Najafi e Majid Kazemi, entrambi cantanti nati nella Repubblica Islamica e costretti a lasciare il Paese per poter esprimere libertamente le loro opinioni. La canzone, inoltre, fa parte del progetto “Okhtapus”, un laboratorio permamente inteso a promuovere i diritti umani in Iran.

La canzone ovviamente è in Farsi, perchè è diretta senza filtri alla popolazione iraniana. Il video, lo vedrete, ha però i sottotitoli in inglese. Si tratta di parole dure contro la pena di morte, contro i bambini costretti ad assistere alle esecuzioni pubbliche e contro la corruzione presente in ogni ramo del potere in Iran. L’Iran, lo vogliamo ricordare, è il primo paese per numero di condannati a morte nel mondo.

Mentre il regime fa pubblicamente dei piccoli passi in avanti liberando alcuni detenuti politici, tra cui la popolare avocatessa Nasrin Sotoudeh, i diritti umani continuano ad essere calpestati nella Repubblica Islamica. Due prigionieri sono stati impiccati a Tonekabon, nord dell’Iran, mentre al blogger Hossein Ronaghi Maleki è stato negata nuovamente la libertà su cauzione, nonostante le gravissime condizioni di salute.

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IRAN FACEBOOK

La guerra in Siria si combatte ormaia anche sui social networks. In Iran, solamente negli ultimi mesi, sono nate diverse pagine Facebook in supporto del Governo di Bashar al Assad e soprattutto dei miliziani della Forza Quds impegnati direttamente nella guerra siriana. Ormai, va precisato, il coinvolgimento del regime di Teheran all’interno del conflitto siriano è talmente noto, che gli Ayatollah e i Pasdaran non provano nemmeno a celarlo. Praticamente tutte le pagine Facebook si richiamano alla Moschea di Zainab, situata a Damasco e considerata sacra nell’Islam sciita (è qui, infatti, che riposerebbe la figlia dell’Imam Ali).

Il live motive delle Pagine Facebook create in Iran in supporto del regime siriano è praticamente sempre lo stesso: i miliziani iraniani si trovano in Siria per combattere una guerra sacra contro i Tafkir (miscredenti/infedeli), comandati dai pericolosi sionisti (ovvero Stati Uniti, Israele e praticamente tutta la galassia sunnita). Nelle Pagine, quindi, è possible trovare informazioni contro i ribelli, dettagli delle azioni dell’esercito di Bashar al-Assad e le immagini dei comandati dei Pasdaran e dei miliziani Hezbollah impegnati nei vari combattimenti. Il tutto, ovviamente, condito con un sano fanatismo religioso, per rendere il tutto più sacro.

La Moschea di Zainab a Damasco, luogo sacro per l'islam Sciita

La Moschea di Zainab a Damasco, luogo sacro per l’islam Sciita

L’organizzazione delle Pagine Facebook e i contenuti lasciano pensare ad un campagna organizzata direttamente dal regime iraniano per evitare possibili critiche popolari derivate dal prezzo che i cittadini iraniani stanno pagando per il coinvolgimento in Siria. Non solo, va specificato, un alto costo in termini di vite umane, ma anche un pesante prezzo in termini economici. Un aggravio che pesa direttamente sulla vita delle famiglie iraniane e sull’economica del Paese (la situazione economica della Repubblica Islamica è praticamente penosa. Basti solamente dire che il tasso di inflazione supera il 30%). In tal senso, come ricorderete, proprio su questo blog abbiamo pubblicato diversi filmani in cui la popolazione iraniana gritava “No Gaza, No Siria, No Libano, La mia vita solo per l’Iran“, proprio ad indicare la voglia della popolazione iraniana di vivere e morire solamente per il loro Paese e non all’estero e su commissione…

Una seconda cosa va rilevata: il titolo di alcune di queste Pagine Facebook è in Arabo e non in Farsi. E’ un segno evidente sia della volontà del regime di raggiungere il popolo siriano fedele a Bashar al Assad, sia di spaventare i ribelli e sia, probabilmente, di raggiungere il pubblico Arabo, allo scopo di diffondere il messaggio della Repubblica Islamica.

Qui di seguito alcune pagine Facebook create in Iran in supporto di Bashar al Assad e dei terroristi iraniani arrivati in Siria per uccidere i civili e gli oppositori del regime baathista.

La prima Pagina che vi proproniamo si intitola “Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo” (il titolo è scritto in Arabo e non in Farsi). Ovviamente il Governo sostenuto è quello di Bashar al-Assad. Notare l’immagine banner della Pagina Facebook: si tratta della foto di Qassem Suleiman, Capo della Forza Quds, unità dei Pasdaran responsabile delle azioni terroriste nel mondo organizzate della Repubblica Islamica.

La pagina Facebook "Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo"

La pagina Facebook “Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo”

La seconda pagina si intitola “Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell’Imam in Siria“. Questa volta il titolo è scritto in Farsi ed è interessante rilevare che la Pagina è stata aperta nel Novembre del 2010, ovvero prima dello scoppio della guerra civile siriana. Con l’inizio del conflitto la pagina ha preso una piega militante e ha oggi 1807 fan,

La Pagina Facebook "Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell'Imam in Siria"

La pagina Facebook “Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell’Imam in Siria”

La terza Pagina è dedicata direttamente ai terroristi della Forza Quds e si intitola “Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab “, una pagina dedicata ai caduti in combattimento dell’unità delle Guardie Rivoluzionarie.

La pagina Facebook "Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab"

La pagina Facebook “Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab”

La quarta pagina si intitola “I difensori della Moschea di Zainab, sia la pace su di loro“, Anche in questa pagina il titolo è in Arabo, La pagina è stata creata recentemente, nel luglio del 2013 e ha oggi 3778 fan.

La pagina Facebook "  "

La pagina Facebook ” I difensori della Moschea di Zainab, sia la pace su di loro “

Infine la quinta pagina Facebook, l’ultima che vi proponiamo. Questa volta la pagina si intitola “Noi vogliamo difendere la Moschea di Zainab“. La pagina, questa volta, è in Farsi per ovvie ragioni: si tratta di un mezzo usato dal regime per trovare nuovi volontari da mandare al macello in Siria.

La pagina Facebook "  "

La pagina Facebook “Noi vogliamo difendere la Moschea di Zainab”